Un giorno, un signore che dava l'impressione di avere le idee chiarissime su tutto e tutti, scrisse un libro in cui spiegava senza peli sulla lingua cosa ne sarebbe stato degli zingari, degli ebrei, e latamente di ogni soggetto ritenuto debole e nocivo per l'integrità e la purezza della razza (compresi gli omosex), laddove egli avesse goduto della fiducia del suo popolo. Correva l'anno 1925.