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Oce Story

By freccianera
Creato 2006-11-29 16:02

Pressato da più parti, assecondo il desiderio vulvico della Gran Madre e vi narro la storia di Oce, dalla nascita alla sua sesta trasmigrazione fotosintetica.

 

1994 nascita di un marchio

OCE, come marchio, nasce in un non ben identificato giorno di primavera del 1994. In quel dì beato, la fulgida fantasia dello scrivente, forse guidata da un nume gassoso infilatoglisi nei polsini, partorì questa immagine [0], il cui originale è gelosamente custodito oggi nel quarto orifizio anale della Gran Madre, quello direttamente connesso alla sacca criogenica della cistifellea, la riserva doc che assicura nutrimento a tutti gli ociani.


L’immagine in questione, come vedete, raffigura un gruppetto di sagome stilizzate, ed era destinata a rappresentare il distintivo di una sordida associazione spionistica di cui erano strumenti taluni singolari personaggi di “Sole Nuovo [1]”, il primo, ed ultimo, racconto lungo di Freccianera, la seconda cosa abbastanza lunga di cui lo stesso possa fregiarsi… la prima è il naso.


Oce, nel racconto in questione, sta per Organizzazione Cattura Eversivi, ma al protagonista dello scritto di fantasia, un tizio che vive in una capsula rotante, questo acronimo viene dissimulato con il meno inquietante Ora Camminiamo Eretti. In ogni caso, appunto, O.C.E.


“Sole Nuovo” ha uno straordinario successo condominiale, così che il suo autore rinuncia a fare lo scrittore e pensa bene di dedicarsi al condominio e ad altri consimili istituti.


 

1997 (prima trasmigrazione fotosintetica)

Gli anni passano e nessuno li guarda, ma loro non si offendono, d’altronde, si sa, il tempo è galantuomo. Comunque gli anni passano, il marchio OCE giace tra le pagine mai lette di Sole Nuovo e il primo pseudogoverno delle libertà ci libera di sé con un autodafè. Le pulsioni più creative del Freccia, che a quel tempo nel web si chiama prevalentemente Vitruvio, avevano continuato a rincorrersi nelle più multiformi proposte: scrittura, scultura, pittura, disegno, videoart rudimentale, flash art, e chi più ne ha più ne metta. Il tutto sempre congiunto, ovviamente, allo studio del condominio et simila, dunque, come argutamente scrisse Facci sulla vecchia Oce, è come se Giovanni Pascoli avesse fatto il carabiniere.

Questa personalità ipertrofica, incasellata nella forma mentis del leguleio, incontra sorprendentemente l’apprezzamento di una donna lieve e dagli occhi densi, che dedica la propria esistenza all’arte delle arti: il teatro.

Ne vien fuori una storia di uova, una love story direbbero gli anglofoni, ed è là che il marchio OCE trova nuovo vigore: nasce Ora Camminiamo Eretti [2], un’associazione di teatro, che organizza laboratori e promuove spettacoli, e che si dota del suo bel sito web in html con tanto di logo oce e di nero oce, per la prima volta alla ribalta nel cybermondo.

 

1999(seconda trasmigrazione fotosintetica)

Come tutte le storie di uova però, anche quella del Freccia in pectore finisce in frittata, e tutto nel mondo dei sensi incontra il sordo rumor del tonfo. Tutto tranne OCE, che da propaggine virtuale di una cosa reale diviene organismo pensante: nasce per autogenesi la Gran Madre Oce [3], la prima associazione culturale a socio unico e scopo indeterminato.

A questo punto il delirio non ha più freni, e il socio unico precetta soci coatti, la propria lista di contatti, i quali subiscono periodicamente gli elettronici invii dell’OCE (le newz oce).


Le newzoce in buona sostanza sono email inviate a poveri cristi che non hanno fatto alcun male per meritarsi sta cosa, ma che d’altronde neppure fanno nulla per inibirla, dunque Freccia li considera come volenterosi destinatari dei propri pensieri: una sorta di blog ante litteram con post a domicilio.

Questi primissimi post dell’Oce (pagherei per recuperare almeno una di quelle mail) annunziano perlopiù la creazione dell’ennesimo videoce (come quelli nella vecchia home [3]) o dell’ocetool del momento (l’ocetool è uno strumento sconosciuto agli ociani di nuova generazione, esso è un bene ad utilità incerta di cui la Gran Madre si serviva per educare i soci coatti all’ocepensiero.(Esempi di oce tool 1 [4] - 2 [5] - 3 [6] - 4 [7]), oppure (un mio cliente direbbe “oppuramente”) le newzoce portano a conoscenza degli straordinari soci coatti, di questa o quella iniziativa promossa dall’Oce (tipo il parolacciario: un form per l’invio di parolacce, o cimiteria [8]: una pagina dove seppellire virtualmente qualcosa o qualcuno).

 

2001 (terza trasmigrazione fotosintetica)

L’obsoleta struttura ad albero del vecchio sito Oce, ormai inadeguato rispetto all’inceder della tecnica, rende inevitabile il suo abbandono, prende corpo così il primo vero sito mirabolante della storia: il sitovolante [9].

Il sito volante è una sorta di capsula lanciata nel cosmo di silicio dal suo subcomandante nonché socio unico, il Freccia, per gli amici Nevio Otriojotiv, che carica nella stiva tutto il peggio del suo repertorio e fugge alla ricerca della terra promessa.

 

2002 (quarta trasmigrazione fotosintetica: la terra promessa)

Il viaggio del sitovolante dura solo pochi mesi, e ciò grazie al buon cuore di Vespa, il più autorevole dei soci coatti, già presidente onorario dell’Oce, il quale mosso a pietà per il disperato vagolare del Freccia nel Cyberspazio, si mette a disposizione della GM per la costruzione della prima piattaforma interattiva dell’OCE. A conclusione di una mezza dozzina di ocenight i due varano Oce su piattaforma SPIP [10], una cosa francese con buone prospettive.

 

2004 (quinta trasmigrazione fotosintetica: nasce la vecchia OCE)

La piattaforma SPIP si mostra valida, ma il sistema è un po’ troppo macchinoso, così Freccia, Vespa e i primi ociani, tra i quali ricordiamo mirta e ancalore, varano una nuova piattaforma su base pmachine [10]. A questo punto la storia dell’Oce fuoriesce dalla nebbia dell’indistinto e comincia ad esser più nota per tutti. Di lì a poco, infatti, scoppierà il caso bad five [11] su macchianera e gli esuli del web approderanno in Oce, scoprendo le infinite squisitezze del fluido granmadrico.

Il resto è storia nota, Oce si afferma quale collettore di poliedriche personalità, offrendo un sicuro riparo ad ogni sensibilità politica, artistica, letteraria, maccheronica e ortodonsica. Gli ociani crescono rapidamente di numero sviluppando una tribù che animerà le vite di non pochi esseri con le più disparate vicende: liti, amori, orgasmi, cazzi vari e baccalà. Alcuni moriranno per strada, altri saranno impiccati dalla cruda volontà della GM che tutto domina, ma un manipolo di disperati, tra i quali spiccano Vlad, Slow, V (fu AB), MariaJosè, Piti, Rick, Shea, Silvestro, Blu e se dimentico qualcuno il Dio dei Blog mi fulmini, ancor oggi mantiene le posizioni, ejettando dalla tastiera, dritto nell’occhio di nonno web, una caterva di pensieri. Alcuni numeri: 2065 post, 50956 commenti, 253 utenti registrati: una truculenta folla di sciamannati.

 

2006 (sesta trasmigrazione fotosintetica: un problema di bianco)

Quel che segue è il presente, un presente ancora incerto e nebuloso, per via del fequente ricorso allo strumento delle ocenights (sessioni notturne di full immersion ociana) da parte dei due folli che sviluppano la piattaforma e che pian piano stanno cercando di quadrare il cerchio e così consegnare agli amati ociani lo strumento migliore... GM permettendo.

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