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Galleria ociana... con gli occhi della Gran Madre |
Inserito da freccianera il Ven, 2007-01-05 23:15
Irak | Iraq
Michael Yuhanna è un distinto signore. Anziano, si sarebbe detto qualche anno fa, quando ancora esistevano gli anziani e nessuno si vergognava di esserlo. Pluritagliandato, diremo oggi, che ai nonni preferiamo le macchine da corsa. Al pluritagliandato signor Yuhanna piace fumare il sigaro. Lui tiene molto alla sua persona, non tinge i capelli, né li perde, per sua fortuna: tanti vorrebbero avere all'età del signor Yuhanna i capelli del signor Yuhanna. Michael Yuhanna porta sempre gli occhialoni, un po' retrò, fuori moda, orribili direbbe con quindici erre e sette bi una checca di mia conoscenza. Le lenti sono così spesse, che ogni volta che accende uno dei suoi cubani, gli occhi gli spariscono nel riflesso della fiamma sul vetro. Ma poi tornano subito, gli occhi del signor Yuhanna, vivi e ridenti, un po' piccoli che fanno tenerezza, che danno fiducia però, che tu una macchia usata da mister Yuhanna la compresesti eccome. E poi quel baffetto da sparviero, sempre più bruno di tabacco al centro. Un baffetto astuto, che gli pizzica il sorriso come una smandolinata, e che gli ricorda i tempi della virilità, di quando faceva stragi di cuori all'università, giornalista impegnato, col pallino della politica. I bei tempi li ricorda oggi cogli occhi un po' lucidi, mentre fissa l'indistinto bianco delle pareti che lo cingono, lasciandogli libero soltanto il respiro. «Bei tempi», pensa Michael, «quando ero un capo, e giravo il mondo per parlare coi più alti dignitari... e mi rispettavano... e per me imbadivano tavole barocche, senza badare a spese». Poi la guerra, lunga e di sangue, gli ha imbiancato il capo a Yuhanna, ma lui è rimasto al suo posto fedele al suo partito e al suo mandato: girare il mondo per mostrare quanto sia simpatico Michael Yuhanna, e tutto ciò che lo stesso rappresenta. Oggi il signor Yuhanna è un vecchietto malato pieno di ricordi, uno per ogni capello, bianco. Ne è slavato di sangue, rosso, per le strade del mondo, da quando il signor Yuhanna, cattolico di quelli che pregano in aramaico, s'è cambiato il nome. Sì, perché Michael nel suo paese non è certo un nome con cui si possa diventar ministro. Il Paese del signor Yuhanna non è uno di quei posti facili, dove nasci già col punto di vista giusto. Il paese del signor Yuhanna è sempre in lotta con qualcuno, e quando i suoi abitanti non si ammazzano tra loro, cercano di farlo prendendo a bastonate i vicini. Il signor Yuhanna, dal 1936 quando nasce, ne ha viste di guerre, e le sue lenti ne hanno riflesso di bagliori. Lui qualcosa ha pure provato a farla, ha fatto politica, è diventato importante, ma la sua gente non ha mai conosciuto la vera felicità, anzi. Nel 90-91 il suo paese, reo di aver violato la Sovranità altrui, viene massicciamente bombardato con armi radioattive. Lo sfacelo è tale, che i nemici vittoriosi si rifiutano di porre rimedio alla contaminazione: ci vorrebbero troppi soldi e comunque ci vogliono troppi anni per farlo, così dicono. Ma non bastano le radiazioni per punire i concittadini del signor Yuhanna, i paesi vincitori vietano qualunque importazione, anche di medicinali, anche di cibo, di food, così lo chiamano il cibo i vincitori. Così da quell'anno, nel paese del signor Yuhanna cominciano a morire seimila bambini al mese, privi di cure e privi di cibo. Yuhanna si fa sempre più vecchio, ma non smette di sperare di poter fare qualcosa per il suo Paese. Gira ancora il mondo in cerca di aiuto, va pure dal Papa, più vecchio e malato di lui, ma niente da fare, il volto sereno di Yuhanna è l'unica cosa rassicurante in un mare di angoscia, e quelle tavole ricche che un giorno lo accolsero si fanno tavolacci scarni ed affollati solo da gente in cerca di pubblicità. Nel 2002, come se non bastassero le disgrazie in corso, una nuova minaccia si fa incombente: un nemico molto potente, il più potente del mondo, sostiene che il paese di Yuhanna nasconde armi devastanti e pronte a colpire. Allora il signor Yuhanna cerca di spiegare, urla al mondo che il suo paese non possiede armi di distruzione di massa e che se vogliono possono controllare dovunque, pure sotto ai tappeti, che tanto non troverebbero che fame e disperazione. Ma niente da fare, il destino del paese di Yuhanna è nuovamente segnato, il nemico, forte quanto insensibile, come promesso lo attacca di nuovo, sta volta lo invade, ne distrugge l'esercito e ne destituisce il sovrano, dà la caccia ai suoi dirigenti, li stana, li imprigiona o li uccide uno ad uno, lo stesso Yuhanna viene dato per morto, poi per fuggitivo in un paese lontano, ma Yuhanna è a casa sua, che fuma un sigaro e guarda dalla finestra il suo paese bruciare. I giorni passano e tutto crolla, in ogni caso il signor Yuhanna ha le ore contate, lui lo sa, accende l'ennesimo sigaro e fa una telefonata, dice di andarlo pure a prendere, che lui è a casa, e che non si è mai mosso di là, ma senza spargimenti di sangue per carità, che lui ci tiene al vicinato. Allora il nemico potente e silenzioso arriva a casa di Yuhanna, è il 2003, il mese di aprile, lo preleva e lo carica in una bmw bianca che arriva con un carrarmato di scorta. Da quel giorno Michael Yuhanna è prigioniero dall'esercito invasore. Lui l'aveva detto di essere disarmato, lui l'aveva denunciato il vero motivo di quell'aggressione, ma un silenzio di ghiaccio era stata l'unica risposta. Per due lunghi anni di Micheal Yuhanna non si sa più nulla, nel 2004 l'avevano nuovamente dato per morto, poi finalmente nel 2005 permettono ai figli di vederlo: è vivo dicono i figli, ma è malato. Oggi Yuhanna è ancora prigioniero, non c'è un'accusa precisa nei suoi confronti, se non quella di essere stato un otto di picche, ma non sembra una grande colpa quella di aver impersonato una carta da poker. Tnks, e benvenuto in oce....Inserito da freccianera il Lun, 2007-01-08 11:46Tnks, e benvenuto in oce.... |
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I miei complimenti, gran bel
Inserito da settantasette il Sab, 2007-01-06 12:30I miei complimenti, gran bel pezzo. Un saluto.