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Inserito da freccianera il Sab, 2007-02-03 05:55 | |

Perché mai questa dovrebbe essere una volta delle tante in cui si fanno capriole di cordoglio, ci si riempie il cavo orale di banalità, si mandano i rappresentanti delle istituzioni al funerale e poi buonanotte, si ricomincia da capo?

Perché mai questa non potrebbe essere la goccia che fa colma la misura, e dalla quale, e dopo la quale, una nuova sequela di eventi non banali prende corpo per dare un taglio al monotono ripetersi dell'assurdo?

Filippo Raciti, un giovane polizoitto, è morto. La causa non è il terrorismo, la malavita, i rapinatori, un inseguimento, la mafia, o chissà quale altro pericolo del mestiere. La causa è una partita di calcio, Catania - Palermo, durante la quale i forzisti dell'una e quelli dell'altra hanno ben pensato di dare sfogo alle loro nullità attraverso gravi intemperanze, tali da far interrompere la partita. 

Una volta fuori dallo stadio, i catanesi hanno scatenato l'inferno contro la polizia. Hanno lanciato delle bombe all'interno dell'auto dove era entrato il giovane Raciti, reo forse di aver appena arrestato uno degli scalmanati. Il poliziotto ha potuto solo cercare di uscire dal mezzo, ma lì, già tramortito, è stato finito con una grossa pietra che gli ha sfondato il torace.

Questi coraggiosi leoni degli spalti, che si fanno forti da lontano e urlano tutto il loro niente, e ammazzano così, come nulla fosse. Questi vigliacchi, frutto di una società moribonda. 

Delle bombe!! Uno va a fare servizio allo stadio e deve pensare che possano lanciargli una bomba in macchina e stoppargli la vita a trentottanni.

Uno esce di casa, bacia i figli e prensa al fine settimana, e dice papà domani vi porto al parco, e pensa alla porta del garage che deve oliare, e guarda la luna nel cielo di giorno, e non torna più perché dei campioni dello sport gli hanno dilaniato la vita in macchina per una partita di merdacalcio.

Qualcuno dei fottuti bastardi che ci comandano, avrà il potere di dire basta? Qualche ameba da due lire che si ritrova dietro le lucide scrivanie da prestanomi del potere, avrà in sé almeno un briciolo di spina dorsale per dare un segno vero, non le cazzate ai funerali, un segno vero che dia un senso alla morte di un giovane?

Scompaiano per sempre dal calcio Catania e Palermo. Scompaiano per sempre, radiate da qualunque categoria, private da qualsiasi possibilità di riciclo, si faccia un parco là dove oggi sorgono gli stadi e vi si metta una lapide a ricordo del giovane assassinato dalla stupidità di pochi siciliani, che ha però nuociuto a molti.

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Un governo forte deve

Un governo forte deve disporre misure forti. Vediamo quanto valete centrosinistririformistimoderatiradicaliantagonisti.

Primo passo: h. 14.30 Italia-Francia del sei nazioni di rugby. Sport e basta.

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bè, semplice. i milardi

bè, semplice. i milardi sono la sola legge valida. per cui ho sorriso dinanzi all' ipotesi che si fermasse il campionato. pura ipocrita retorica.

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Si, però adesso non

Si, però adesso non facciamo che il rugby diventi la gioiosa macchina da guerra occhettiana post Tangentopoli. Il calcio è lo sport universale perchè lo può fare chiunque, basso, alto, magro, grosso, bello, brutto, stronzo, onesto. E chiunque vi si può identificare.

Nessun altro sport è talmente democratico e può sostituirlo. Non il basket, nè tantomeno il rugby degli omaccioni.

Inutile si facciano illusioni quelli che ne vogliono prendere il posto. Minori siete, minori per pochi resterete.

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il calciko ha rotto i

il calciko ha rotto i coglioni. Loro intascano i miliardi e noi paghiamo le forze dell'ordine, e noi ci mettiamo le vite umane.

La settimana scorsa un dirigente di una squadra di seconda categoria è morto per una rissa a fine partita, ogni settimana ne succedono di tutti i colori su tutti i campi di ogni categoria: è ora di finirla, la federcalcio dovrebbe pagare una tale multa per il fatto di ieri, da restare in ginocchio, altro che ronaldo a suon di milioni di euri a stagione....

Il calcio è moprto con la quotazione in borsa delle società sportive, dobbiamo ribellarci a questo gioco al massacro: se lo facciano sulla luna il loro campionato. 

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no, ricchiuti: io intendevo

no, ricchiuti: io intendevo il rugby come esempio di sportività. Gente che se le dà di santa ragione mentre sugli spalti i tifosi bevono una birra insieme.

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Catania non merita un cazzo.

Catania non merita un cazzo. Catania è una città di merda, senza anima, senza dignità, schiava volontaria della mafia e della criminalità. Gente senza midollo incapace di ribellarsi al giogo mafioso, serva della forza bruta, inerte dianzi al male. Una città di gente sana sarebbe scesa in strada, avrebbe fatto sentire il fiato sul collo ai farabutti, avrebbe consegnato vivi o morti gli artefici del male, invece tutti tacciono a Catani, e la feccia sogghigna nei bar di periferia, già pensando alla prossima trasferta. A Catania festeggiano s'Anna come nulla fosse, leccaculi di Dio, ipocriti, vili.
Catania non merita più di giocare al calcio, devono essere radiati per sempre e occupati militarmente fino a che gli ultimi degli assassini non penzolino da un lampione come porci prima dello sventramento.

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Capisco, Shea. Ma capivo

Capisco, Shea. Ma capivo anche prima. E ripeto, queste oasi di sportività possono essere al massimo una eccezione per pochi. Non credo sia fattibile esportarne sui grandi volumi (ce li vede ottantamila che bevono una birretta insieme ?). Nè auspicabile per legge come migliore dei mondi possibili. A meno di non cominciare a farsi piacere i rituali del vecchio dilettantismo, che chissà mai se sia esistito.

Il commento su Catania lo trovo delirante.

Non conosco alcuna città di gente sana che scenda in piazza ed aliti sul collo a chicchessia. Per fortuna, verrebbe da dire.

 

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sono d'accordo con web,

sono d'accordo con web, Catania non ha mostrato nessuna reazione, si sono messi il vestito della festa ed hanno sfilato per il corso sotto alla gonna di S'anna, che Dio li maledica.

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Freccia, hai esagerato su

Freccia, hai esagerato su Catania.
Sono curiosa di vedere quali provvedimenti prenderanno.
E sono pure convinta che la sospensione del calcio, anche per lungo tempo, sia un non provvedimento.
Io azzererei la classifica del Catania. Penalizzazione ben più sacrosanta di quelle comminate per Moggiopoli.
Se non è questa responsabilità oggettiva ...
Oltre ovviamente a ciò che spetta ai singoli responsabili dal punto di vista penale.

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Devono uscire dall'omertà

Devono uscire dall'omertà che li contraddistingue, e per ottenere ciò ci vuolo un colpo forte, come la radiazione appunto. e comunque ho visto le immagini del luogo dove è stato ucciso il poliziotto: manco un'anima, sono una massa di cacasotto.

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Marì, mi sembra che Catania

Marì, mi sembra che Catania abbia esagerato un po' più di me, o di web...

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Sembra il manifesto della

Sembra il manifesto della chiamata alle armi. Dopo cacasotto, manca giusto panciafichista e vigliacco bianconiglio. Vi esorto a tornare con i piedi per terra e a non condannare una cittadinanza intera perchè non è insorta a mani nude contro il nemico armato o perchè non si è fatta giustizia da sola.

 

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Non credo sia possibile

Non credo sia possibile imputare alla società del Catania una responsabilità oggettiva, principio di suo già ripugnante, per fatti avvenuti fuori lo stadio. Domani chiunque potrà far radiare un club mandando un gruppetto di sciarpemuniti ad invadere la Polonia.

Se lo fanno, sarà un sintomo della nuova gestione Pancalli, del nuovo corso.

Un rimedio peggiore del male.

 

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in una città non borbonica

in una città non borbonica ci sarebbe stato almeno un corteo silenzioso... A Catania fanno lo shopping di S'Anna.

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Una città non borbonica

Una città non borbonica tipo Erba ?

E andiamo, basta con la retorica dei cortei, il professionismo dei cortei.

Ci siamo risparmiati la solita ipocrisia.

Almeno questo.

Basta anche con lo stupirsi e considerare i morti a causa del calcio come morti assurdi.

E'la quinta o la sesta industria, almeno lo era prima che decidessero di ritornare poveri.

Ci campa lo Stato coi pronostici, i privati con l'indotto.

Li si considerasse morti sul lavoro e si evitasse di fermare il mondo per scenderne dall'orrore.

Tanto le morti come le vite non sono nè avvengono sempre perchè siano utili o inevitabili. Tutto è casuale ed evitabile e nulla lo è in concreto. Da una morte inutile fuori uno stadio ad una morte inutile in una sala operatoria.

 

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Ricchiuti, provi ad essere

Ricchiuti, provi ad essere propositivo.

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La strada è quella che si

La strada è quella che si stava indicando con la dimensione superprofessionistica prima che a qualcuno venisse in mente di tornare al pane e formaggio del calcio degli onesti e poveri.

Superlega professionistica con quei pochi clubs dai grandi volumi di tifosi e abbonati, calcio quasi del tutto trasferito in dimensione virtuale, tivvù a pagamento, internet, abbandono degli stadi come momento aggregativo in funzione di pochi posti, a sedere, poltroncina e video.

Dall'altro lato, tutto il resto in leghe dilettantistiche senza scopo di lucro su base locale.

 

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Ricchiù, non lo so, la

Ricchiù, non lo so, la violenza nel calcio è molto più diffusa di quel che sembri dalla tv... ogni domenica si consumano decine di aggressioni ai danni di arbitri nelle categorie inferiori, e non +è infrequebnte che ci scappino i feriti o i morti come l'episodio della settimana scorsa in seconda categoria. secondo me la violenza è endemica ormai al gioco del calcio, solo reazioni esagerate, come dice maria, possono sperare di ottenere un qualche risultato: iniziare a far scomparire dal calcio qualche squadra non è cosa poi così strampalata.

Nè sembra valida la tua eccezione relativamente al fatto che basterebbe mandare un gruppo di agitatori per far penalizzare una città: la guerriglia urbana come quella di ieri a Catania non la si fa con gente che viene da fuori, è evidente che per mettere sottosopra una città non basta un gruppo di prezzolati, qui parliamo di migliaia di giovani, qui parliamo dell'anima di una città.

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Sono senz’altro a favore

Sono senz’altro a favore di una superlega formata da chi, grazie ai grandi volumi, sia in grado di produrre ricavi e in parte di autofinanziarsi. Ecco perché non condivido la contrattazione collettiva dei diritti TV.
Proprio perché il calcio resta uno dei principali business del Paese, non si capisce per quale motivo una società (magari quotata in Borsa) debba rinunciare a parte dei propri ricavi in favore del pane e formaggio dei poveri e forse anche meno onesti dei vari Moggi.
Siccome però il resto del mondo extra superlega resta comunque un serbatoio che può alimentare i grandi club, occorrerebbe che, ad esempio, i proventi di scommesse e schedine andassero in qualche modo a finanziarlo.
“Senza scopo di lucro” è una parola grossa nel calcio, dati i bilanci in rosso imperanti ovunque.
Il suo suggerimento però fa un salto un po’ troppo in avanti rispetto al punto del giorno: Catania-Palermo.

Freccia, piantala con ‘sto fatto della città. Sei improvvisamente diventato razzista? O per caso anche guerrafondaio? Oppure c’avevi una fidanzata del luogo che t’ha mollato?

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Una società di calcio come

Una società di calcio come una qualsiasi altra intrapresa non può esser mandata fallita e chiusa d'ufficio per reati commessi singolarmente da individui ad essa estranei nel consesso civile.

Se il Catania calcio avesse dichiarato guerra allo Stato mandando propri tesserati con ordine scritto e modificando all'uopo l'oggetto sociale a bombeggiare, a fare il bombing sulla polizia ancora ancora.

La paradossalità dell'esempio credo illustri a sufficienza il coinvolgimento del Catania calcio nella vicenda. La stessa farraginosa e ingiusta e pacchiana e arbitraria giustizia sportiva a malapena ammette la responsabilità per fatti commessi all'interno dello stadio, tra l'altro non di proprietà dei clubs, quasi mai, praticamente in Italia mai.

Ora. Se vogliamo reprimere la violenza con altra violenza s'accomodino pure con radiazioni e incatenamenti di dirigenti ai ceppi. Sarà l'ennesima rappresaglia di Palazzo senza alcun criterio che sancirà il solito precedente da usare la prossima volta sulla prossima modulazione di frequenza.

Io non stigmatizzo la presunta "vigliaccheria" dei catanesi perchè mi metto nei panni di un cittadino di Catania il quale dovrebbe sentirsi responsabile di non scendere di casa come un matto con un randello menando colpi all'impazzata contro cosa e non si sa bene chi.

Piuttosto chiediamoci che fine abbiano fatto e stiano facendo i fermati dalla Polizia.

A naso, se qualcuno, penso De Gennaro, non scende in campo a calmare un pò le acque qui potrebbe scapparci il morto perchè il clima generale induce ad abbassare la guardia e il grado inibitorio delle guardie. Amato invece di parlare protestando dei "suoi" poliziotti che servono a garantire lo svolgimento dei nostri concorsi nazionali di pronostici inviti alla calma ed eviti che qualcun altro si faccia male. Sennò la situazione si ribalterà d'un botto e assisteremo alla inversione a 365 gradi solita della cosiddetta opinione pubblica.

 

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Infatti si era arrivati ai

Infatti si era arrivati ai diritti singoli. Il passo indietro, denominato Calciopoli, è aberrante come tutti i lifting per ridiventare vecchi.

 

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ok, volevo fare il leghista

ok, volevo fare il leghista per un po' e provocare qualche reazione, mi scuso con Catania, ma resto convinto che solo misure realmente eccezionali possano seguire a questo punto, e tra queste misure la radiazione mi sembra quella più efficace: voui fare l'ultras? va bene, purché tutto rimanga nei limiti del circense, quando ti metti a fare il guerrigliero, ti sego le gambe, cucù cucù la tua squadra non c'è più.

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Certamente una società non

Certamente una società non può andare in fallimento in un consesso civile. Ma può essere pesantemente penalizzata dalla giustizia sportiva. Anche fino al fallimento. Perché quanto successo lo giustifica. L’azzeramento della classifica del Catania, dal punto di vista sportivo, sarebbe una punizione esemplare.
Freccia, qui sei tu il legale. Se, come dice Ricchiuti, potrebbero non esistere i presupposti per una responsabilità oggettiva, come giustificheresti la radiazione, con un DL? Insisto sulla tesi del due di picche della catanese.
Nel frattempo, dal sito de La Repubblica si paventa la possibilità di sospendere il campionato per 2 turni e poi di proseguirlo a porte chiuse.
Mi sembra un allargamento eccessivo del concetto di responsabilità oggettiva. Che cosa c’entrano le altre società? Se dal punto di vista sportivo si punisse pesantemente il Catania, i vari ultras delle altre squadre forse ci penserebbero un attimo prima di usare le loro armi da guerriglia di m.

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Questi sono i gruppi

Questi sono i gruppi organizzati che operano a supporto della squadra di calcio del Catania

  • A.N.R. ULTRAS Catania
  • DRUNKS Catania
  • IRRIDUCIBILI Catania
  • SOUTH BOYS Catania
  • ULTRAS GHETTO Catania
  • Il 29.09.2006 a Palermo succede più o meno la stessa cosa il video lo trovate qui http://www.youtube.com/watch?v=pSfy7TQUFPA&mode=related&search=

    Il 23 settembre 2006. c'è un altro derby a Catania, si disputa Catania-Messina. Durante la guerriglia scatenata dagli ultras della curva nord del Catana, rimangono seriamente feriti due poliziotti che hanno bisogno delle cure ospedaliere con una prognosi, rispettivamente, di 40 e 50 giorni. Subito vengono arrestati tre tifosi. Anche in questo episodio si registrano lanci di bombe contro i tutori dell'ordine.

    il 27 settembre la società catania calcio annuncia che si costituirà parte civile nel processo contro gli ultrà arrestati. 

    l'11 novembre 2006 la Digos di Catania, per questi episodi, ha arrestato altri cinque giovani.

    Riguardo ai ragionamenti sul rapporto tra eventi delittuosi legati agli agli incontri di calcio e le società calcistiche, non li seguo granché. Esiste infatti già un consolidato principio che segna una diretta relazione tra responsabilità per danni causati dalle tifoserie e società calcistica. Non si tratta di responsabilità oggettiva in senso stretto, l'oggettività viene utilizzata in questo caso dalla dottrina e dalla giurisprudenza in considerazione, da un lato della impossibilità di individuare l'autore materiale e dall'altro di un principio di favor victimae volto a rendere più veloce la soddisfazione del diritto risarcitorio. E' quindi una vera e propria ipotesi di responsabilità civile di carattere aquiliano, in cui la condotta attiva o omissiva della società calcistica viene considerata rilevante nella genesi del danno e dunque nella conseguente determinazione in ordine alla sua risarcibilità. ovviamente qui si parla di obbligazioni civili e non già della responsabilità penale.

    Nel caso di Catania si era di fronte ad un evento altamente prevedibile, come dimostra il precedente recente sopra citato, e questa alta prevedibilità aggrava la responsabilità della società sportiva la quale è certamente obbligata a risarcire i danni subiti da colettività e privati, ma proprio in ragione dei precedenti e della assoluta gravità del fatto di cui si discute, la società calcistica può essere assoggettata a misure straordinarie di repressione che tengano conto non solo della componente societaria dunque privatistica della squadra, ma altresì di quella sociale. Dunque qui la responsablità oggettiva c'enra e non c'entra, quel che conta è la valutazione che si fa in ordine all'opportunità di mantenere nella città di Catania un sistema di aggregazione sociale che mantenga le punte di nocività sin qui dimostrate. 

     

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    E perchè mai dovrebbe

    E perchè mai dovrebbe essere considerata una punizione esemplare radiare o azzerare o far fallire una società di calcio per ciò che esula dalla propria responsabilità ?

    E' un contentino da poco che serve a sfogare la pancia dell'opinione pubblica e danneggia ingiustamente interessi e diritti dei puniti.

    In Italia dovrebbero abolire due cose. Lo zucconismo, chiudiamoci in comunità. E la rappresaglia, qualcosa dobbiamo fare d'eclatante e peccato che abbiamo le mani legate sennò.

    Questa è una democrazia formale con una mentalità da staterello del sud del mondo tutto viscere e niente cervello.

    Per questo alla fine chi ha la forza per prendersi tutto lo fa finchè può. Perchè non ci sono regole che tengano, l'Italia è un contesto di immaturi piagnoni che devono sfogarsi periodicamente e periodicamente a chi tocca tocca.

     

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    ricchi, quello che è

    ricchi, quello che è accadato a Catania non esula dalla responsabilità della società. Questo è assodato riguardo ai danni prodotti dai tifosi, come si è detto. Per io quali la società sarà chiamata a rispondere.

    io proponevo di allargare il concetto della responsabilità della società alla città intera e punire l'intera collettività attrraverso l'eliminazione della squadra dal contewsto professionistico e dilettantesco: basta, stop col calcio, non siete capaci. 

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    vorrei chiarire il concetto

    vorrei chiarire il concetto comunque.

    La storia del calcio non è aliena da fatti drammatici, e neppure da provvedimenti drastici. Pensiamo ai fatti di juventus-liverpool. In quel caso non è che la società di calcio inglese fosse responsabile, non è che trra gli hooligans all'attacco vi fossero i dirigenti, eppure a quei fatti seguì almeno un decennio di esclusione dalle competizioni europee per la squadra del liverpool.

    Questo esempio calza a pennello con quanto vado sostenendo per Catania. Qui non si tratta di provare la responsabilità della società di calcio nella morte del poliziotto. Qui si tratta di chiedersi se sia o menogiunto il momento di prendere provvedimenti drastici.

    Secondo me sì, appunto. Il provvedimento chepropongo, sulla scorta dell'esempio del liverpool, è l'inibizione per qualunque squadra cittadina di Catania a disputare tornei di calcio ad ogni livello. Io direi per sempre, ma ben può essere questa una misura revocabile dopo un certo tempo e verificata la ricorrenza di certe condizioni di sicurezza.

    Questa misura non sarebbe affatto punitiva della società incolpevole come dice ricchiuti. Primo perché non è proprio detto che tra le condotte degli ultras e la società di calcio non vi siano connessioni ( queste  coreografise è un po' difficile pagarsele da soli). Secondo perché i precedenti dimostrano che Catania rappresenta una situazione sociale di straordinaria gravità e di elevato pericolo per l'ordine pubblico. Quando l'ordine pubblico è messo in pericolo dall'opera di gruppi organizzati di individui, non c'è società di business incolpevole che tenga, il Governo ha il dovere di intervenire e risolvere il problema di ordine pubblico. Nel caso di Catania sembra emergere che il poliziotto sarebbe stato addirittura vittima di un agguato preordinato, proprio per via della sua attività di tutela dell'ordine pubblico che lo aveva portato nel recente passato a dover testimoniare in tribunale contro alcuni ultras che aveva contribuito ad arrestare. SE questo fosse vero, i gruppi di ultras organizzati del Catania Calcio diventerebbero automaticamente gruppi di eversivi terroristi la cui esistenza non può più essere tollerata. Siccome l'attività di questi gruppi eversivi è strattamente connessa al giuoco del calcio, lacura è semplice: via il calcio da Catania, togliere l'occasione di coesione e di socializzazione agli eversivi, prima di tutto.

    Questo dico, e non mi sembra niente di trascendentale, aldilà della responsabilità o meno del catania Calcio,, qui si parla di sicurezza del territorio nazionale e andare troppo per sofismi serve a ben poco. 

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    CODICE DI GIUSTIZIA

    CODICE DI GIUSTIZIA SPORTIVA:
    art. 3.
    Le società possono essere ritenute responsabili anche a titolo di responsabilità oggettiva o di
    responsabilità presunta, nei casi previsti dal presente Codice.
    art. 9
    Ulteriori ipotesi di responsabilità delle società
    2. Le società rispondono inoltre del mantenimento dell'ordine pubblico sul proprio campo di
    giuoco. La mancata richiesta della forza pubblica comporta, in ogni caso, l’aggravamento delle
    sanzioni.
    art. 11
    Responsabilità delle società per fatti violenti
    1. Le società rispondono per i fatti violenti commessi in occasione della gara da uno o più dei
    propri sostenitori se dal fatto derivi comunque un pericolo per l'incolumità pubblica od un danno
    grave all'incolumità fisica di una o più persone e, per fatti commessi all’esterno dell’impianto
    sportivo, laddove risulti violato il divieto di cui al dell'art. 10, comma 1. La responsabilità è esclusa
    quando il fatto è commesso per motivi estranei alla gara.
    2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche se i fatti sono commessi in luoghi o tempi
    diversi da quelli di svolgimento della gara ed anche se questa ha carattere amichevole.
    art. 13
    Sanzioni a carico delle società
    1. Le società che si rendono responsabili della violazione dello Statuto, delle norme federali e di
    ogni altra disposizione loro applicabile sono punibili con una o più delle seguenti sanzioni,
    commisurate alla natura e alla gravità dei fatti commessi:
    a) ammonizione;
    b) ammenda;
    c) ammenda con diffida;
    d) obbligo di disputare una o più gare a porte chiuse;
    e) squalifica del campo per una o più giornate di gara o a tempo determinato, fino a due anni;
    f) penalizzazione di uno o più punti in classifica; la penalizzazione sul punteggio, che si appalesi
    inefficace nella stagione sportiva in corso, può essere fatta scontare, in tutto o in parte, nella
    stagione sportiva seguente;
    g) retrocessione all'ultimo posto in classifica del campionato di competenza o di qualsiasi altra
    competizione agonistica obbligatoria;
    h) esclusione dal campionato di competenza o da qualsiasi altra competizione agonistica
    obbligatoria, con assegnazione da parte del Consiglio Federale ad uno dei campionati di categoria
    inferiore;
    i) non assegnazione o revoca dell'assegnazione del titolo di campione d'Italia o di vincente del
    campionato, del girone di competenza o di competizione ufficiale;
    l) non ammissione o esclusione dalla partecipazione a determinate manifestazioni.

    Per me la responsabilità oggettiva c'è alla grande.
    Chi ha infranto la legge, sia anche il solo codice di giustizia sportiva, deve essere punito. Non è questione di zucconismo o di rappresaglia.

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    Su questo non c'erano dubbi

    Su questo non c'erano dubbi marì,anche se il codice che tu appiccichi non è un codice in senso tecnico, ma non vi sono dubbi della responsabilità del catani a calcio, per questo non seguivo il ragionamento di ricchiuti.

    Ma proprio partendo da queste norme si deve arrivare alla conclusione che propongo, o comunque ad una soluzione analoga, che colpisca la città tutta e non solo la società di calcio: non hanno neppure commemorato la morte di un giovane agente di polizia, non si sono sprecati ad interrogarsi sulla gravità della cosa attraverso pubblici consessi, si sono divertiti colla loro ritualità pagana nella festa religiosa, si hanno addirittura notizie di manifestazioni di ostilità nei confronti dei rappresentanti delle istituzioni, e il questore ha rivelato che tra gli artefici dei tafferugli vi sarebbero giovani della piccola borghesia, non è quindi un fatto limitato ad un gruppuscolo criminale, è la città ad essere bacata, è la città che va punita duramente.  

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    E' una congerie di

    E' una congerie di squallidezze intellettuali talmente rigorose quanto retoriche che se applicate alla lettera chiuderebbero il calcio in un istante perchè nessun imprenditore o club potrebbe essere esente da esser responsabilizzato anche per l'aria che si respira.

    Comunque, anche volendolo applicare, si parla di possibilità di responsabilità oggettiva. Non di doverosità nel doverla attribuire.

    Per i fatti all'esterno dell'impianto si parla inoltre di fatti estranei alla gara come appunto si può interpretare l'ostilità della squadraccia alla polizia, ostilità preconcetta alla gara.

    Poichè è solo questione di interpretazione, se vogliono affondare il calcio non graduassero la pena, richiamassero non solo l'Heysel ma addirittura De Coubertin e i baffoni all'insù di quando i treni arrivavano in orario, chiudessero tutto e aspettassero gli applausi di Luca Sofri che si darà al bridge e di Zucconi che da tempo dovrebbe darsi all'ippica.

    Tanto i Pancalli, come tutti i dittatori giunti dalla campagna a salvare la patria nel calcio, han una sola possibilità d'essere, ossia sfasciare. Quelli che mandano nel calcio, da Rossi in giù, ricorderemo le audizioni del Professore a richiedere che non ci fosse alcun salvataggio d'ufficio del sistema calcio, sono commissari straordinari preposti alla liquidazione coatta, gli unici che nel fallimento della cura commissariale non falliscano nella certezza che affossare sia meglio che curare.

    Una cosa talmente facile, la più facile, che qualunque bambino, o persino qualsiasi ultras saprebbe fare al posto loro.

     

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    Qualsiasi reato, anche di

    Qualsiasi reato, anche di tipo sportivo, sottintende l’interpretazione di una legge che si presume sia stata infranta. Anche nei casi più palesi. Ma non si può respingere tutto col discorso della compunta doverosità dell’attribuzione di un reato. Che obiezione è? E’ senz’altro un atto doveroso.
    Se mi sorprendono a rubare, è doveroso attribuirmi il reato e interpretare la legge, sia da parte del mio accusatore, come pure del mio avvocato che deve difendermi.
    È un discorso che non va da nessuna parte, come quello di tirare in ballo chi ha detto che cosa.
    Sofri, peraltro, fa un’osservazione giusta quando si chiama fuori dall’accusa di chi dice che è colpa nostra, della società, dei massimi sistemi. Se io vado allo stadio e non ho mai fatto nulla, perché devo sentirmi colpevole come uno di quei delinquenti di Catania o di uno di quelle tante bande che albergano ovunque negli stadi?
    È senz’altro vero che tipi come Rossi e Borrelli sono arrivati e come tromboni hanno proclamato la volontà di rifondare, radere al suolo, presidiare dinanzi fallimento totale. Attribuendosi competenze a 360°.
    Se le squadracce erano “solo“ ostili alle forze dell’ordine, a loro penserà la giustizia penale, non appena si accerterà la responsabilità di chi ha lanciato l’oggetto che ha ucciso il povero Raciti.
    Ma la punizione più grave, per quelli che altrove restano impuniti, è senz’altro la privazione del giocattolo, che in qualche modo è stato fornito loro dalla Società del Catania.
    Ricchiuti, lei tende ad assumere un atteggiamento un po’ troppo perdonistico nei confronti dei soggetti coinvolti, mentre è sproporzionatamente giustizialista nei confronti di terzi. Circa il fatto in sé.
    Che poi esistano connivenze e responsabilità indirette di pseudo-giornalisti sportivi o commentatori d’accatto questo è pacifico. Ma non si può neppure liquidare tutto attribuendo colpe specifiche a terzi, anche se si tratta di pirlotti come Mosca o Biscardi, che peraltro non hanno bacini d’ascolto ampi, né così vicini alle tifoserie locali come altri che gravitano comunque intorno alle Società.
    Freccia, tu vuoi punire tutta Catania, ma allora dovresti punire pro-quota anche quelle città, come Livorno, che hanno ospitato sulle loro mura le scritte vandaliche sui fatti Catania. Ne ho lette che deliravano di una vendetta per la morte di Giuliani.

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    Marì la mia ricetta è più

    Marì la mia ricetta è più semplice dell'uovo fritto: si gioca, se si fa guerriglia le squadre coinvolte vengono radiate dal calcio.

    Qualcosa mi dice che se si applicasse 'sta ricettina né prima, né durante, né dopo le partite avremmo eversivi che tendono agguati alla polizia.

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    No, se si applica questa

    No, se si applica questa regola non ci saranno più partite perchè una alla volta verranno radiate tutte le squadre. Anche per uno starnuto. Ed anche su commissione.

    Gentile Maria, nel momento in cui si parla di poter applicare la responsabilità oggettiva la si sta escludendo dalla doverosità, dal doverla applicare. Inoltre mi scusi ci sono le esimenti per i fatti fuori l'impianto. E l'ostilità a monte e il disegno di agguato alla polizia a tavolino deve essere correttamente interpretato come fatto estraneo alla gara.

    Il problema di voler estendere illimitatamente la responsabilità oggettiva dei clubs è quello di renderli del tutto ricattabili da chiunque possa farli chiudere semplicemente volendo.

    E questo significa la fine di tutto. Nessuno sta su piazza con responsabilità illimitata.

    Non è perdonismo, è che bisogna perseguire i reati dei singoli senza farli ricadere su alcun altro. Altrimenti siamo a una grottesca ripetizione dei reati associativi secondo la quale il Catania sarebbe una associazione a delinquere e chiunque porti una sciarpa o una bandiera socio del disegno criminoso.

    Estendere oltre ogni misura un criterio di responsabilità nato esclusivamente per evitare che le società non essendo proprietarie degli impianti potessero disinteressarsi dell'aspetto legato all'ordine pubblico, ad esempio non coordinandosi con le forze dell'ordine o fregandosene della logistica dei posti da distribuire a tifosi propri e avversari, significa collassarlo e renderlo un mostro omnicomprensivo. Dianzi al quale non ci si potrà ragionevolmente inchinare nessuno. Almeno nessuno che non sia afflitto da manie autolesioniste.

     

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    In effetti, il problema è

    In effetti, il problema è proprio quello: più si allarga la responsabilità delle Società, più si inaspriscono le pene, e più, proporzionalmente, cresce la ricattabilità della società stessa a opera dei delinquenti.

    Qualsiasi attività sportiva organizzata (anche il rugby, anche il badmington) ha bisogno di soldi. Nel calcio, questi soldi limettono, in grandissima parte, i presidenti, e una società di calcio di serie A richiede investimenti che si quantificano in centinaia di milioni di euro; a fronte dei quali i "guadagni" sono incerti e potenziali. Ora, un presidente qualsiasi che vede in pericolo il proprio investimento per la minaccia di un gruppetto di delinquenti, posto nell'impossibilità pratica di rivolgersi alla giustizia (nel tempo in cui i suddetti saranno resi innocui, avranno già esercitato la "rappresaglia" contro la società), non ha altra scelta che accordrasi con loro.

    Superfluo ricordare quello che è successo alla Lazio: tifoseria che ha una immagine mediatica terribile, e che da DECINE DI ANNI si distingue per la COMPLETA ASSENZA di qualsiasi comportamento violento. Ecco, il presidente ha provato -sta provando- a recuperare il "governo" della società, sottraendolo ai ricatti di una decina di capi della tifoseria che, in buona parte, si curano di riempirsi le tasche. Risultato? Non si contano gli opinionisti -pseudo tali- che chiedono al presidente di "andarsene" perchè ha "rovinato la squadra" (ricordiamolo, presa sull'orlo del fallimento e portata l'anno scorso in zona UEFA, e quest'anno in zona Champions) e il rapporto con la tifoseria.

    Quattro mesi fa, quattro di questi capi-tifosi sono stati incarcerati per "violenza privata". Carcerazione preventiva, da quattro mesi: situazione che ripugna, a uno Stato di diritto. Però, evidentemente, funziona... 

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    Il rugby è un bel mondo,

    Il rugby è un bel mondo, una specie di idillio: due anni fa al Flaminio per Italia-Francia sono persino riuscito a sopportare quei sudaticci zoticoni mangiacavalli che hanno ripetuto per un'ora e venti il motto "Allez les bleues" con la stessa cadenza, ininterrottamente, e ho avuto l'impulso di lanciargli la bottiglia di birra (piena) solo due volte.

    Ovviamente questo in Italia accade perché è sport visto da fighetti: se muovesse lo stesso numero di tifosi del calcio penso non ci sarebbe differenza. Questo per dire che, pur da estimatore ed (ex) praticante della palla a punte, non credo ad una sola parola di tutte le menate sulla superiore cultura sportiva del rugby rispetto ad altri sport.

    D'altra parte, continuo a ritenere che pestarsi di mazzate tra adulti consenzienti sia pratica assolutamente lecita, per cui proporrei di lasciare gli stadi a porte aperte per tutti i tifosi e  far giocare le partite in uno studio televisivo. La polizia avrebbe il solo compito di chiudere i cancelli delle strutture e di chiamare i soccorsi per i feriti, da curare senza oneri per la collettività.

    No, seriamente. Il principio della responsabilità oggettiva produce aborti giuridici, come quello della squalifica della Fiorentina dalla UEFA nel novembre '98: si giocava Fiorentina-Grasshopper a Salerno per la squalifica precedente del Franchei, e a metà del secondo tempo, con la Fiorentina in vantaggio per 2-1, una bomba carta lanciata dal settore con tifosi "terzi" (ovvero locali) esplose vicino ad un guardalinee. Venne riconosciuto che l'ordigno era diretto contro i giocatori viola, ma per responsabilità oggettiva la squadra ospitante venne squalificata. In questo modo le società divengono ricattabili dagli stessi tifosi, come dice Slow, e sono anche costrette a negoziare tregue intramoenia: i disordini più gravi degli ultimi anni avvengono fuori dallo stadio, dove peraltro il controllo del "territorio" è più difficile.

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    Avrebbero ben poco da

    Avrebbero ben poco da ricattare se l'effetto delle loro azioni determinasse la fine di ciò che giustifica la loro stessa esistenza: la squadra di calcio cittadina.

    Poi per i ricatti ci sono le vie della giustizia ordinaria che reprime egregiamente estorsione consumata e tentata.

    Pensateci gente, la regola è semplicissima: le città i cui abitanti dessero vita a fenomeni di guerriglia urbana in occasione di manifestazioni sportive perdono il diritto a partecipare a quelle manifestazioni sportive. Se esistesse una regola del genere, sarebbero gli stessi catanesi (per dire catanesi) a far fuori i violenti dallo stadio. 

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    gran coglione che ha scritto

    gran coglione che ha scritto sta cosa...
    1 perchè una curva non èè l'icona di una città
    2 ipocrita
    3 catania è una città viva e le manifestazioni ci sono state....
    catania è sicuramente una città + sana del tuo cervello che ti fa scrivere queste cose....
    vergognati per ciò che hai scritto....che la gente dovrebbe farti causa...ma va va...

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    Finalmente uno che

    Finalmente uno che reagisce.... alla buonora. Non sapevpo piu che scrivere per ottenere un segno da Catania... Vedi ashih, qui chi potrebbe far causa a qualcuno è proprio freccianera a ashish che ha ingiuriato il primo, ma questi ti riconosce la scriminante della provocazione e ti dà comunque il benvenuto in oce. Dai un'occhiata in giro, leggi un po' se vuoi, approfondisci la conoscenza, poi magari a ragion veduta ridammi del coglione.

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    ...non sapevo che fosse il lupo cattivo e che mangiasse cappuccettirossi in numero elevato, poi l'ho capito e mi sono salvato... scribbio...

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