Nelle mie mascelle hai bloccato la rabbia
( vedi? I miei denti sono corrosi)
Nello stomaco l'odio è un fuoco che mi consuma
( vedi? sono un filo di candela di cera)
Mi hai ricattata: come posso non amarti?
Ma danza, amore mio, perfetta sulle punte.
Non ti alzerai, col mio volo, d'un dito
povero cuore fallito.
Guardami: sono un cristallo senza odore
Sarò l'ideale, sarò la meraviglia,
sarò lo Spirito, sarò il purificatissimo, incorruttibile
nulla, che scivola sui tuoi seni.
Nel mio piatto vuoto c'è scritto "muoio per te"
ma le mie ossa sono un'imprecisione
tra le tue iridi stupende.
Sono il vomito che hai trattenuto,
il latte che non hai avuto,
la figlia che hai dovuto,
il concavo che non hai potuto,
il nodo che non hai veduto.
I miei legamenti si sfilano e scompaiono,
un gioco di corde,
da chissà dove,
fino a me,
attraverso te,
cara mamma.