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Inserito da freccianera il Gio, 2007-02-22 19:14 | | | |
Abdel Karim Suleiman così si chiama il ragazzo della foto.
Abdel ha 22 anni, è egiziano, di Alessandria, non quella della nebbia ovvio, ha un blog questo e tanta voglia di vivere ed esprimere il proprio pensiero. Sul suo blog campeggia un banner che dice più o meno: in memoria di Chritsoph Probst decapitato il 22 febbraio 1943 per aver detto no ad Hitler e sì alla verità ed alla Giustizia.
Abdel ha 22 anni, e se vive, se riesce a sopravvivere al carcere egiziano, uscirà quando ne avrà 26.
Infatti Abdel è stato condannato a 4 anni di carcere per aver espresso il proprio pensiero dal blog di cui sopra. Abdel ha solo voluto denunziare l'arretratezza culturale e la invadenza del regime del proprio paese.
Così abdel si descrive nel suo profilo "eblogger"
I am down to earth Law student; I look forward to help humanity against all form of discriminations. I am currently studying Law in Al Azhar University. I am looking forward to open up my own human rights activists Law firm, which will include other lawyers who share the same views. Our main goal is to defend the rights of Muslim and Arabic women against all form of discrimination and to stop violent crimes committed on a daily basis in these countries .
(traduzione rapida perdonate le sicure imperfezioni: Sono un concreto, pratico e realistico studente di legge. Cerco di aiutare l'umanità contro tutte le discriminazioni. Attualmente studio legge all'università di Al Azar. Non vedo l'ora di poter avviare la mia impresa di legale in difesa degli attivisti dei diritti dell'uomo, che includerà altri legali con il mio stesso punto di vista. Il nostro principale scopo è quello di difendere i diritti delle donne mussulmane e arabe contro tutte le forme di discriminazione e fermare i crimini violenti commessi quotidianamente in questi paesi.)
Quest'uomo merita che il mondo libero faccia qualcosa per lui. Nessuno può restare indifferente dinanzi ad un tale scempio
ambegitto@pelagus.it è la mail dell'ambasciata d'Egitto in Italia.
Io ho scritto e spero che qualche associazione magari un po' più potente del sottoscritto faccia lo stesso.
Questa è la mail di Abdel: karam903@gmail.com, non hanno ancora oscurato il blog, evidentemente non hanno neppure idea di cosa sia.
 
 
AGGIORNAMENTO del 24.02.07
 
La mail dell'ambasciata egiziana a Roma è stata bloccata, qui si suggerisce di inviare un messaggio all'ufficio stampa all'indirizzo uffstampaegitto@hotmail.com  
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E' singolare però notare

E' singolare però notare come un fatto simile, che dovrebbe toccare tutti, ma proprio tutti, lasci così distaccati da non prendere nessuno posizione. Questa storia, aldilà del dramma del giovane, dimostra come la democrazia che tanto andiamo strombazzando col sedere è prima un fatto sociale e culturale e solo dopo un fatto politico. E questo fatto sociale e culturale è assente quasi del tutto in moltissimi paesi, anche tra quelli oggi nostri alleati.

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Al telefono tra Roma e El

Al telefono tra Roma e El Cairo.
R: ciao, come va?
EC: il solito, si tira avanti. E lì?
R: anche qui il solito, ma c'è una rogna che ci sta dando qualche fastidio
EC: che sucede?
R: ti ricordi di Abdel Suleyman?
EC: chi?!????
R: maddai, lo hai fatto arrestare tu! Quello studentello sognatore che andava predicando pace, libertà e uguaglianza...
EC: non ti seguo...
R: massì, dai, faceva legge, gli hai fatto dare 4 anni, credo a novembre scorso
EC: boh, non mi ricordo, ma con tutti quelli che faccio arrestare per quei motivi perché ti interessa proprio lui? Ormai è storia vecchia
R: perché questa storia vecchia è venuta fuori qui
EC: e come è possibile?!
R: era piuttosto attivo su internet, aveva anche un blog
EC: un che???
R: blog, una specie di spazio personale su internet... ma quando lo hai fatto prelevare non hanno requisito il pc?
EC: il cosa?
R: il pc ... ah, l'ordinateur
EC: ah, quello. Senti, è tanto che manchi da casa, vero?
R: in effetti è parecchio, perché?
EC: perché ti sei dimenticato di chi mandiamo di pattuglia a prelevare i criminali. È già tanto che sanno leggere; se anche c'era un ordinateur o pc come lo chiami tu, all massimo lo hanno spaccato
R: già... però intanto qui mi è toccato bloccare la mail dell'ambasciata
EC: la che?
R: vabbé, lascia perdere, salutami la famiglia, tanto tra un po' di tempo tutto torna normale, basta avere pazienza
EC: ok, stammi bene.

Freccia, per un Abdel, ce ne sono cento o mille di cui non sappiamo nulla. Questo non giustifica l'indifferenza, ma credo che ormai siamo un po' anestetizzati, demoralizzati, colmi di un senso di impotenza disarmante.
Spesso leggo questo
http://www.maryam-rajavi.com/component/option,com_frontpage/Itemid,1/
o anche questo
http://www.donneiran.org/index.php?Itemid=1
ed i link collegati come
http://www.iranfocus.com/modules/news/
e da buona formichina nel mio piccolo mi incazzo. Ma finché la maggioranza di noi non sceglierà chi ci governa anche in base a programmi che prevedano nei loro obiettivi primari di basare le relazioni internazionali anche (non pretendo solo) su considerazioni etiche, abbiamo poco da incazzarci.
Forse oggi sono più disamorata e meno idealista del solito, o forse solo stanca.

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ehi ! ma questo commento è

ehi ! ma questo commento è un bel post !

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vero blu... ora la GM è

vero blu... ora la GM è ancora addolorata per la triste perdita di suo figlio Enzo, ma l'ociana silvia, come pure qualche altro/a sono già da un po' sotto il suo bulbo mammellare retronucale.

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E' vero che non ci si può

E' vero che non ci si può buttare a capofitto in tutte le battaglie, ma qui mi pare che si tratti di una situazione emblematica: c'è uno, giovane, studente di legge, che vuole aprire un'agenzia per la tutela dei diritti delle donne mussulmane e arabe, e che si batte per il trionfo dei diritti dell'uomo, e noi qui mandiamo gli aerei a frullare gente mai vista perché fa indossare il burqa alle donne e poi i abdel ce ne fottiamo. E' questa incoerenza che sottolinea e ribadisce la falsità delle ragioni dell'occidente: noi non vogliamo portare nessuna cazzo di democrazia da nessuna parte, e non stiamo facendo la guerra per questo, altrimenti Abdel si sarebbero ben guardati di arrestarlo perché denunciava la mancanza di libertà e di democrazia nel proprio paese.

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