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Inserito da Slowhand il Lun, 2007-02-26 17:01 | |
(ovvero, il giornale più trendy che c’è)
Più che tanti discorsi sul lavaggio del cervello cui gli italiani sono sottoposti da un sistema di informazione tendenzioso e servile, vale forse l’esperienza diretta. Il giorno in questione è il mercoledì 21 febbraio, che nelle cronache di Italia verrà ricordato come quello della caduta (temporanea?) del Prodi II per il voto sull’Afghanistan.
L’aria era quella che era, e “La Repubblica” mette, giustamente, a centro pagina l’ultimatum dell’improvvido (ma lo sarà davvero? Mmmm….) D’Alema. Ma, sparse in giro per le 68 pagine di cui si compone il giornale, ci sono notizie, notiziole e commenti di ogni genere. Ed è su questi che sarà il caso di soffermarsi un attimo.
Cominciamo da quella che sembra una cosa minore, eppure si vede con quanto –legittimo- orgoglio viene pubblicata a pag 39: aho’, mica pizza e fichi, “La Repubblica” è, secondo i dati Audipress, il più letto d’Italia (3 milioni e 15mila lettori).
Forte di questo successo, la direzione di Repubblica deve essersi chiesta: e allora, cosa gli facciamo leggere, a tutta questa gente qui?
Cosa si sia risposta, lo si vede dalla prima pagina, quella che –di solito- presenta le notizie e gli approfondimenti più importanti.
Di D’Alema, abbiamo detto; la testa di pagina è invece dedicata al fatto di cronaca del giorno, il tragico errore dell’ospedale Careggi, dove sono stati trapiantati su tre pazienti organi espiantati a un sieropositivo. A fianco della notizia di richiamo, la prima stilettata: l’idolo dei borghesi rivoluzionari, ovvero Michele Serra, ci rampogna sull’oblio in cui sarebbe caduto l’AIDS, che, dopo un periodo di regresso, sembra nuovamente dilagare; e nel farlo, naturalmente, fra una riga e l’altra si ricorda di precisare che se l’AIDS si diffonde la colpa non è mica di quelli che vanno in giro a trombare a destra e sinistra senza discernimento, ma ovviamente, del Papa e del Vaticano che gli dicono di non mettersi il preservativo: roba vecchia, ma si sa, la sbilenca morale di certi saggi è cosa che si aggiorna solo in relazione alle istruzioni ricevute.
A centro pagina, subito sotto D’Alema, Curzio Maltese ci dice che si, in Italia esistono delle “frange” (e ti pareva) che praticano un antiamericanismo “a prescindere”, però questo succede perché dall’altra parte c’è un filoamericanismo di principio altrettanto a prescindere.
Curiosamente, i due articoli precedenti riportano entrambi a pag. 21, dove irrompe con la forza delle sue argomentazioni un maestro del pensiero come Umberto Galimberti, che disquisisce –sarà un caso?- niente di meno che di “Cristianesimo e diritti”, in un curioso simil-ragionamento in cui partendo da una premessa particolare (oltretutto zoppicante di suo) impropriamente assunta a generale, si viene a dimostrare che il cristianesimo è l’artefice dello Stato-padrone in cui i cittadini sono resi schiavi davanti all’onnipotenza del Moloch, mentre il post-illuminismo hegeliano è in tutta evidenza il teorizzatore dello Stato-fratello in cui tutti vivono liberi e felici.
Alla pagina accanto (cioè pag. 20) riporta invece quello che è il vero capolavoro del giorno, ovvero l’articolo di Stefano Rodotà sul “mercato degli ovuli” di cui ci occuperemo –noblesse oblige- per ultimo;  evidentemente per caso sempre a pag. 20 si trova Corrado Augias che, agendo naturaliter in piena sintonia con il concetto repubblichese di libertà di stampa, pubblica una lettera sul test HIV ma si occupa di rispondere a un lettore che, portando avanti la campagna di Veronesi, parla di “cure terminali” ; inutile dire che la parola “cure” è usata quanto mai a sproposito, visto che il succo di intervento del lettore e risposta dell’Augias è la legalizzazione dell’eutanasia.
Torniamo in prima pagina. In Pakistan viene uccisa un ministro-donna, perché non portava il velo e si batteva per le pari opportunità: la notizia però è nell’angolo meno visibile, in basso, a sinistra; sotto la segnalazione che i libri che parlano (in bene, obviously) dell’ateismo scalano le classifiche dei best-seller. Il fatto che i dati di vendita in realtà dicano tutto il contrario non viene alla luce perché poi, nell’articolo (una pagina intera) di questi libri si parla poco, l’autore (Gabriele Romagnoli) preferisce parlare … indovinate di che? Bravi, del Papa e del Vaticano, e di quanto sono oppressivi con questo loro continuo intervenire nelle cose del mondo.
Si evince poi che se secondo Repubblica credere in Dio oltre che essere opprimente non fa neanche vendere i libri, credere negli oroscopi è evidentemente positivo, perché (separato dalla reclame dell’ultimo libro di Federico Moccia) dall’altra parte della pagina spicca l’incipit di un brillante articolo di Natalia Aspesi sull’ultimo film di Ozpetek;  il cui titolo ci dice che la coppia ideale è, manco a dirlo, la coppia gay.  Strano a dirsi, dal film questo non appare, però alla Aspesi, evidentemente, non importa: anche perché nell’articolo più che del film si parla (male) del Papa e della sua opposizione al riconoscimento delle coppie omosessuali che, invece, come dice Ozpetek/Aspesi sono le sole nella quale ci si ama davvero, e comunque molto di più che nella squallida normalità etero.
Un articolo-inchiesta di Alberto Statera, che fa finta di parlare di Trieste e finisce per tessere un elogio della massoneria, un richiamo a centro pagina sull’inizio del “ritiro” dall’Irak annunciato da Blair, ed ecco finita la prima pagina del quotidiano più letto in Italia.
Se a questo punto avete ancora qualche dubbio sul fatto che da parte di una potente lobby economica sia stata messa in atto una consapevole campagna volta a dirottare con ogni mezzo l’opinione pubblica su posizioni “etiche” più convenienti, non avete che da farvi raccontare per l’ennesima volta la favola di Cappuccetto Rosso e addormentarvi tranquilli.
Se invece avete ancora un po' di pazienza, avevamo lasciato in sospeso l’articolo di Rodotà: emblematico, nella sua semplicità, della confusione logica e dell’ipocrisia che albergano in questi moderni “maestri” cui dovrebbe guardare ammirato il popolo bue, grato che cotanta saggezza venga democraticamente messa a disposizione di tutti.
Dunque, la notizia “oggettiva” è che in Gran Bretagna è stato chiesto al Governo da una associazione scientifica di ricompensare le donne che donino i loro ovuli alla ricerca scientifica; e la risposta è stata, diciamo così, possibilista. Vediamo ora come il barone Rodotà tratta l’argomento; naturalmente, suo scopo non è quello di “informare”, ma quello di commentare.
Sin dall’inizio è evidente che Rodotà è contrario alla proposta, e vede come il fumo negli occhi la sua eventuale approvazione. Che diamine, ci informa sussiegoso, ma non lo sanno che per produrre ovuli la donna deve essere iperstimolata, e che questo è pericoloso? Non è forse questa, in nome del mercato, una nuova forma di sfruttamento della povertà? Che vergogna, che schifo, certe cose non dovrebbero neanche essere pensate. E la libertà della donna, dico io (Rodotà), dove va a finire, la libertà della donna?
Non si può non concordare, parrebbe. Certo, ci sono alcune piccole questioni su cui Rodotà sembra sopravvolare, tipo quella sull’iperstimolazione: che è la stessa che si è cercato di impedire con la tanto contestata legge 40, e perché allora, quando a dirlo erano gli “altri”, li avete trattati da ignoranti oscurantisti servi del Vaticano? Vabbè, acqua passata, speriamo che una volta acquisita questa informazione poi resti, coerentemente, a disposizione per futuri “ragionamenti”. Così come speriamo resti tale anche la acuta considerazione (peraltro non nuova: in merito aveva già riflettuto, negli stessi termini, udite udite, il sommo pontefice Eugenio Scalfari in persona) di un dominio della tecnologia sull’umanità, che in nome del denaro farebbe dimenticare ogni più elementare principio etico. Ugualmente, mi auguro poi che altrettanto salda resti la convinzione che “la tutela della libertà e dell’autonomia delle persone non passa attraverso il loro abbandono, obbligandole a scelte tragiche in cui il dominio del bisogno è così forte da escludere ogni forma di consenso libero”.
Dice: embé, che vuoi? Questo parla che manco il Papa, dovresti firmare e controfirmare.
Si, se fosse sincero e coerente si, ma purtroppo tutti ‘sti bei principi sì mirabilmente esposti con sì altrettanto mirabile indignata saggezza, improvvisamente… puff!, spariscono: perché Rodotà è sì contrario al commercio degli ovuli, allo strapotere della lobby tecnologica, ecc. ecc…. ma solo se le donne gli ovuli li vendono, perché se li regalano tutto diventa improvvisamente giusto e virtuoso, ed anche la iperstimolazione non fa neanche più male alla salute, anzi, hai visto mai che fa pure dimagrire e previene il cancro meglio delle arance. E allora si capisce che a Rodotà, in fondo, delle donne, dell’iperstimolazione, della schiavitù, ecc. ecc., gli interessa solo se può usarne contro il demonio, ovvero il “mercato”: hai voglia a dire il matrimonio o i carabinieri, certi comunisti sono davvero fedeli nei secoli, sposata una causa non la mollano più.
Che dire? Nel suo genere, un capolavoro da Minculpop, così come, a ben vedere, tutto il giornale. Altre perle in piccolo? A pag. 4, intervista sulle “nuove BR” a Pietro Ingrao, ed altri, i quali rispondono che queste fenomeni sono “frange” (aradanga) che prosperano dove è assente la sinistra “vera” (?). Pagina 6 dedicata ai DICO, a pag. 7 il profilo dell’ipotetico sostituto di Ruini alla guida della CEI, l’arcivescovo di Genova Bagnasco, che per giocare d’anticipo (non si sa mai) diventa un “simpatizzante di Bush”. Sempre a pag. 7 (al centro) la notizia su una altrimenti sconosciuta “intesa bipartisan” volta a riformare la legge 40 (i firmatari sarebbero 5…).
Non posso che concludere citando ancora il “maestro” Rodotà: “una società davvero rispettosa della dignità e della libertà della persona deve operare in modo tale da rimuovere gli ostacoli di fatto che impediscono il libero sviluppo della personalità”. Ecco, bravo, cominciamo da Repubblica, e dalla stampa di regime. Poi magari ne riparliamo.
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Eh sì, rimpiangiamo tutti i

Eh sì, rimpiangiamo tutti i tempi in cui si poteva liberamente mettere una donna sulla pira perché trovata in compagnia di un gallo nero....  A noi ste stampe di regime ci fanno paura, questo voler imporre la propria opinione ad ogni costo, addirittura commentando la notizia, è scandaloso... Ma torneranno mai i tempi in cui si poteva liberamente passare dalle tetta ai culi? In cui Socci conduceva, soavemente libero, un imparziale programmino di politica?

Torneranno, torneranno, e sarà una festa!!!! 

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" che è la stessa che si è

" che è la stessa che si è cercato di impedire con la tanto contestata legge 40, e perché allora, quando a dirlo erano gli “altri”, li avete trattati da ignoranti oscurantisti servi del Vaticano?"

 

Perchè "Allora " il vero motivo della bassa stimolazione per la donna non era la tutela della sua salute, ma in realtà impedire che si producessero troppi embrioni. Il principio sacro era la tutela dell'embrione, il suo assurgere ad oggetto sacro , non la tutella della donna.

Infatti, molte donne, pur conoscendo i rischi dell'iperstimolazione avrebbero lo stesso accettato il rischio, pur di non doverlo fare in più tentativi, cosa altrettanto nociva della sua salute. Ma so già che sbatto contro un muro.

E Blair si è ritirato, anzi si è dovuto ritirare, semplicemente perchè non c'era più niente che potessero fare, la zona sud era ormai perduta, per loro. E da mò.Repubblica non racconta le cose come stanno, ma per il semplice motivo che le cose stanno peggio di come vengono racconatate sul giornale. Non perchè parla di " ritiro " mentre non è vero.

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Le donne sulla pira esistono

Le donne sulla pira esistono solo nella propaganda massone dell'800 e nella fantasia indottrinata di Umberto Eco, sono invece esistiti davvero i vescovi imprigionati dal "liberale" Cavour, quello che voleva la chiesa libera, ma "nello Stato".  Socci fa il paio con Santoro: tutti e due sono faziosi, e fanno (facevano) ascolti da prefisso telefonico. Solo che il primo dopo i suoi attacchi isterici è stato mandato via e (giustamente...) amen, il secondo invece è tuttora ad ammorbarci di propaganda in televisione per sentenza della magistratura (!). Chissà come mai. 

MJ, a me -e a qualsiasi medico, oserei dire- pare evidente che darti un cazzotto da quaranta chili fa molto più male che dartene quattro da dieci, distanziati mesi l'uno dall'altro. Soprattutto perchè il cazzotto da 40 chili è del tutto sproporzionato, negli effetti, alle finalità che si intendono ufficialmente perseguire.
Del resto, proprio la proposta della società inglese mostra la veridicità di quello che, ai tempi del referendum, andavamo affermando (come al solito, derisi): cioè che esiste una forte pressione di parte della comunità scientifica per avere a disposizione materiale organico umano su cui sperimentare. La sovraproduzione di ovuli serviva proprio a questo, a discapito della salute delle donne inconsapevoli.
E' inutile girarci intorno: anche agli scienziati i soldi piacciono, e alle case farmaceutiche ancora di più. Che è il motivo per cui, anche se fa male, i laboratori continuano a lavorare sulla pillola, il cui uso diffuso è la principale causa dell'aumento della sterilità femminile. Ma se dici certe cose, si sa, sei un oscurantista, un nemico del luminoso progresso scientifico che apre all'umanità le porte di un radioso avvenire di felicità. Io spero solo che tutti, e specialmente le donne, si sveglino, e presto. Ma Repubblica, Santoro e altre centomila cose che sono mellifluamente entrate nel nostro quotidiano sono strumenti subdoli di un indottrinamento costante e mirato. Bisogna lottare...   

   

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Beh, Slow, equiparare gli

Beh, Slow, equiparare gli ascolti di Socci e Santoro e dire che erano " simili" non depone a favore della tua imparzialità.

Ciò che ti sfurgge, e sfugge sembra a molti solerti prottetori delle donne è un preambolo : la facoltà della donna di decidere.Perchè la donna uò decidere anche di sooporsi ad un tratttamento molto stressante, se ritine di volerlo fare. E molte donne lo avrebbero fatto, avrebbero scelto di sottoporsi quel trattamento, scegliendo magari di farlo solo una volta.

Perchè sì, ci sono donne che avrebbero preferito farsi dare un otto pesantissimo in una sola volta piuttosto che sottoporsi alla stessa trafila più volte. La differenza, appunto è la facoltà di scegliere.

Questo aldilà degli scienziati stregoni, e delle case farmaceutiche. 

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( O.T. HO messo una

( O.T. HO messo una protezione per minori per la navigazione in Internet . Funziona ( molto bene ) inserendo delle parole chiave che vengono man mano censurate. Però a volte produce effetti curiosi .Tipo, ho scritto " farsi dare un ca**otto " ma la parola che appare è " farsi dare un otto":) )

E ho scritto ca**otto per non farmela censurare:)

 

SCusa l'O.T, Slow. 

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Papa re del mondo. Slow non

Papa re del mondo.

Slow non mi negerai la caccia alle streghe spero?!?
Se Socci e Santori ti paiono la stessa cosa allora non discutiamone neppure.
Riguardo al contenuto del tuo post, mi pare evidente che esso rifletta la necessità per lo Stato Pontificio di esercitare una funzione politica diretta nello Stato Italiano, in assoluto spregio di ogni norma e di ogni rispetto per lòe istituzioniu nazionali. Negli Stati dove ciò non accade i cittadinisono più liberi e le legislazioninazionali più evolute, questo so, così come so che considerare peccatore in re ipsa l'omosessuale è un atteggiamento fornito di tale arretratezza culturale che dovrebbe essere addirittura incommentabile. Invece qui ci sono vlutimille anni perché la Chiesa chiedesse scusa per lecrociate, voglio vedere quanti ani ancora dovranno passare perché si rendano conto che il loro compito non è governare i popoli, ma le anime dei singoli in camera caritatis.

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Guarda che, passato il

Guarda che, passato il "ciclone" del ritorno, gli ascolti di Santoro sono tornati a un livello di partita di golf del campionato ugandese; che erano, poi, quelli che aveva già prima, salvo puntate "speciali". E Socci (che quando scrive è un po' meglio di quando va in TV) non ha mancato di farlo notare...

Sulla facoltà ella donna di decidere, beh, ci sarebbe invece molto da dire. Perché, checché se ne dica, noi non siamo affatto "Liberi" di decidere in tutto e per tutto cosa può essere fatto di noi, tanto più in una fase di trattamento medico. Perché, si, io-donna potrei pensare che preferisco farmi dare il cazzottone tutto in una volta, ma io-medico (o io-stato), se sussistono delle condizioni ostative che reputo "oggettivamente" primarie (ad esempio, l'insorgere di ulteriori complicazioni mediche da curare a spese pubbliche) posso doverti impedire di farlo. Nel caso specifico, poi, rilevava esattamente questo: e cioè che la iperstimolazione-bomba finiva con l'essere controproducente per lo stress che comportava all'apparato riproduttivo femminile, così che l'impianto diventava molto più a rischio (in sè, e per la donna). E allora, la limitazione della "libertà di scelta" assume un connotato preciso, e razionalmente giustificabile.
Come in tante altre occasioni, bisogna rilevare che lo Stato "giusto" è sì tenuto a offrire ai cittadini il godimento della maggior quota possibile di libertà individuale e relazionale, ma l'illusione di una libertà totale da gestire sempore e comunque è, oltre che utopica, perniciosa. Bisogna rassegnarsi, siamo animali sociali che vivono in collettività; e se affidiamo alla collettività la tutela di parte dei nostri interessi (processo che il cammino della civiltà ha rivelato necessario e ineludibile), proporzionalmente ci dobbiamo spogliare del diritto di godere di quella (teorica) libertà assoluta di scegliere sempre secondo i nostri desideri. Anche perché -e qui torniamo in parte sull'argomento del post- la "scelta libera" è quella che viene effettuata sulla base di una informazione corretta e completa. Ed è esperienza comune e verificabile che il ginecologo che ha interesse a: 1) acquisire la cliente 2) praticare il trattamento riducendo al minimo i costi 3) ottenere risultati "paralleli" che non sempre coincidono con quelli desiderati dalla cliente; questo ginecologo fornirà alla paziente un'informazione "pilotata", volta a ottenere il miglior compromesso possibile tra le esigenze della paziente (giuste) e quelle sue (che, invece, sono un po' meno giustificabili). E siamo sempre lì: se sei informato male, decidi male, e scegli peggio. E il giorno in cui Repubblica (e tutti i giornali così, eh, mica c'è solo lei... E' che di Feltri, ad esempio, si parla e si è parlato già abbastanza) chiuderà, a casa della Verità faranno una festa.

 

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Non sono io a negarlo. Per

Non sono io a negarlo. Per quanto costino parecchio (sono due volumi), sono da diverso tempo disponibili in libreria gli atti del convegno tenutosi nel 2000 sull'Inquisizione, che -a seguito della famosa "richiesta di perdono di GP II- vide la partecipazione di storici e studiosi di ogni parte del mondo, e di ogni tendenza politica e religiosa. I numeri "nudi e crudi" di oltre tre secoli di attività dell'Inquisizione pontificia parlano di 59 roghi in Spagna (su 125.000 processi...), 4 in Portogallo, 36 in Italia.
Le "streghe" condannate (che, si badi bene, non significa "uccise" o tanto meno "bruciate"), nel totale, non assommano a mille.
La caccia alle streghe c'è stata, sì: ma l'hanno fatta i protestanti: oltre 25.000 condanne. Ed è significativo ricordare che fra le tante accuse che Lutero rivolgeva alla corrotta chiesa di Roma c'era proprio quella di non essere "risoluta" nel condannare gli accusati di stregoneria.
Questa è la storia, questo dicono i documenti, questo è quello che tutti dovrebbero sapere, e che dovrebbe essere insegnato nelle scuole. E adesso, spiegatemi voi come è possibile, invece, che la quasi totalità degli abitanti d'Europa "sappia" (meglio: sia convinta di "sapere") una cosa diversa.

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Le mode vanno e vengono,

Le mode vanno e vengono, nella Stampa Autorevole. Il gioco è facile: cercare il mandante di tutti i complotti del mondo e infilarlo ovunque, come nelle migliori pubblicità subliminali. Fino a qualche tempo fa era trendy Bush, per non parlare di Berlusconi. Bla bla bla.
Per dire, trovavi un riferimento ai due persino fra le ricette di cucina o nelle foto dei malvestiti: un marchio a garanzia della qualità dello scrivente. Nell’incipit, dire qualcosa di crudele – pardon, satirico o pensoso - contro B & B, era uno “statement”.
Ora contro la Chiesa fa molto cool. Se prima ci si sentiva sopraffatti dalle dittature dei due B, oggi si è sotto la spada di damocle del Papa e di Ruini. Ora c’è l’interferenza, una sorta di bavaglio che mina le nostre libertà.
E via con lo stesso schema.
Per dire, nei magazine che accompagnano i maggiori quotidiani - quelli che sfogli in un nanosec e poi volano nel cestino, anche se sei a letto con 39 di febbre-, ma anche nei talk molto a la page in TV, ti imbatti nell’intervista al giovin signore, la starlette aspirante, l’intellettualino di nicchia. Avverti in sottofondo uno spasmodico tentativo di qualificarsi dicendo qualcosa contro il nemico di moda a qualificare il suo “impegno”. Con argomentazioni povere, ma ben puntellate dall’intervistatore, che sembra sempre avvertire una profondità nascosta, un qualcosa che scavi, scavi e tu, povero idiota di un lettore, non trovi.
Come se uno che avesse qualche dubbio circa le proprie tremule convinzioni si facesse convincere dal trendy alla Armani. Ma si sa, il popolo è bue. Tranne quando vota come tu pensi.
Certo, ci si sente molto rassicurati da quelli di parte, il Ferrara maleodorante di Mac Donald o lo spettinato Colombo. Ma se uno ha voglia, nel suo particolare e senza dirlo a nessuno, di argomenti un po’ più argomentati per capire, che fa?
Ci si è esercitati molto bene sul mitico conflitto di interessi dell’Amor Nostro (mio e di Freccia). Ma a ben vedere, gli azionisti della bella stampa autorevole, stan mica messi bene.
Questa moral suasion, così affannatamene rassicurante e parimenti ridicola e irreale, riconosco, è molto sofisticata.

OT: sempre per dire che i diritti sono tanti. http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/02_Febbraio/27/incesto.shtml

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Slow, Socci non hai MAI, mai

Slow, Socci non hai MAI, mai nella sua carriera raggiunto perfino le peggiori performances di Santoro.Almeno nella maggioranza dei casi di casi.Nel peggiore dei casi si posizionava attorno al dieci per cento, roba che Socci se la sognava la notte.

Su, non diciamo cose non vere.

Riguardo alle donne non sto dicendo che dovrebbero scegliere le donne scavalcando la volontà dei medici, ma che qualche volta le donne avrebbero potuto scegliere, perchè magari piuttosto in là con gli anni, quindi in corsa contro il tempo.

Ecco, in quei casi, e in presenza di non ostat da parte del medico, le donne potrebbero scegliere consapevolmente di sottoporsi a trattamenti più forti.

Ti sembrerà strano, Slow, ma esistono medici coscienziosi. 

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Sì, certo, Maria , il

Sì, certo, Maria , il conflitto di interessi di Mr B è " mitico". Proprio non ce ne eravamo accorti che ci fosse. Ma, come dice Ricchiuti, non facciamo gli antichi, queste cose non sono più trendy, mon Dieu.

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In una classifica stilata e

In una classifica stilata e pubblicata dal Codacons, "Anno Zero" è stata giudicata la quarta peggior tramissione (in termini di qualità) di tutto il palinsesto 2006, alle spalle di "Buona Domenica", "Uomini e donne", e "Isola dei Famosi". "La vita in diretta" e persino "Beautiful" sono stati indicati dal Codacons come programmi meno volgari di "Anno Zero".
Ma il punto è sugli ascolti. Dunque, se siete più bravi di me magari ci riuscite, fatto sta che non ho trovato in rete i dati auditel specifici delle trasmissioni, così che ho dovuto affidarmi ad articoli occasionali sparsi qua e là, e ai vari blog e commentatori.
La media-share di Excalibur (ribadisco comunque che Socci secondo me la TV non la può proprio fare, perché non è capace; Santoro, invece, si) era del 7%. La media-share di "Anno Zero" era dell'10%. In termini di spettatori, data la riduzione generale di pubblico avvenuta nel frattempo, significa che Socci faceva tipo 2mln di spettatori, Santoro 2,5. Da dire però che Santoro ha ottenuto questo mirabolante risultato dopo 20 anni di TV, e dopo un ritorno acclamato che manco la Risurrezione del Messia, e non è riuscito a tirar su gli ascolti neanche con la "gnocca"... Insomma, tutta 'sta diffrenza io non ce la vedo, poi se si vuole dire che comunque Santoro faceva e fa più ascolti di Socci allora OK, è come la squadra che retrocede da terzultima che è soddisfatta perché ne ha messe altre due dietro, ma oh, c'è chi si accontenta.

Discorso diverso se si vuole guardare a Sciuscià, che di media faceva il 16%. Ma erano altri tempi, e anche la TV era un'altra cosa.  

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effettivamente sugli

effettivamente sugli scienziati che curano solo i loro interessi hai quasi ragione, quasi.

 infatti dalla piccola, noto per essere finanziato dal vaticano attraverso l'istituto mendel (opera di padre pio) e promotore dei no al referendum sulla legge 40, parlava delle staminali embrionali come inutili viste le potenzialità di quelle adulte. ora, dopo la scoperta delle embrionali nel liquido amniotico parla di incredibile opportunità per la scienza.

se vuoi ti linko tutto.

oh, tra noi biologi precari, dalla piccola è noto per essere un immenso stronzo che caccia la gente se rimane incinta per non pagare la maternità, e non è il solo, si usa anche al bambino gesù questa pratica. ma sto parlando solo di casi sporadici...

un abbraccio a tutti

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Ciao, Silvestrone, bello

Ciao, Silvestrone, bello scienziato :)

Oh, Slow, però tu te le tiri proprio, le risposte, neh...

Allora, quel 7% di share di Socci NON era la media, ma piuttosto è stata la punta più alta dei suoi ascolti che si posizionavano più o meno attorno al 5-6 per cento.

Santoro ha cominciato molto alto, poi ha oscillato tra il 12 e il 15 per cento.Con la media del 12-13 per cento, appunto. Dai, non c'era confronto, tra i due.

Non entro nel merito delle valutazioni del Codacons, perchè la trasmissione non l'ho vista quasi mai .Però, i dati sono quelli. E non preoccuparti, sono anch'io convinta che poi si tende a credere ciò che si vuole. Sono abbstanza informata dei risultati proprio perchè me ne sono interessata in vista del " ritorno " di Santoro.E perchè sapevo che lo avrebbero aspettao con i fucili pronti. E poi perchè c'era Travaglio.

E se proprio vogliamo parlare di situazione generale, diciamo che ai tempi di Excalibur non c'era la maggiore diffusione di TV satellitare, digtale etc..

Socci la Tv non la può fare, siamo d'accordo.

A proposito di Socci forse pochi ricordano che al suo famoso : " perchè, perchè, perchè, perchè", la Melandri la risposta gliel'ha data. La domanda era : perchè l'embrione non si può vendere, o distruggere a volontà, o scagliare dal balcone ( più o meno) , visto che secondo voi non ha nessun valore ? La Melandri, con la voce competamente soffocata dai " perchè" urlati  gli rispose :" perchè abbiamo rispetto del corpo umano e non vogliamo che se ne faccia mercato ". Ed è una risposta non molto divera dall'argomentazione di Rodotà. Il fatto è che si tende a credere, o fare credere, che i laici non abbiano etica. E naturalmente non è vero. E quindi non è strano essere contrari al commercio del corpo. Non per una questione di intangibilità del corpo umano,  ma perchè di mezzo c'è proprio la dignità di chi vende. Che quindi dà via parte del proprio corpo per bisogno, e non perchè convinto. 

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Santoro deve gran parte

Santoro deve gran parte delle sue fortune televisive a Berlusconi, che è stato l’Imputato dei suoi programmi, oltre che datore di lavoro per 3 anni. Il suo ritorno a furor di popolo è, purtroppo per lui, coinciso con la sconfitta elettorale dell'Amor Nostro, che gli ha sottratto gran parte dei cavalli di battaglia.
Fra il primo e l’ultimo Santoro la televisione sarà pure cambiata, ma i fenomeni che sono intervenuti non hanno influito sull’audience di Anno Zero, inferiore a quella dei fasti passati.
Satelliti e digitale terrestre c’entrano nulla. Santoro è solo giornalisticamente superato.
Il successo di Ballarò e di Floris ne sono la testimonianza.
Su Socci sono d’accordo. Non è un animale televisivo.

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Che Socci non sia un

Che Socci non sia un animale, questo è discutibile... Santoro ha inventato un genere, o comunque l'ha perfezikonato e personalizzato, diciamo che dopo Zavoli e Minoli, c'è lui...

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Il genere di Santoro:

Il genere di Santoro: processo a Berlusconi, pace pace pace, Vauro, musichetta-mandolino. Molto vario.
Zavoli e Minoli. Perchè non il primo Costanzo, allora?
Freccia, sei antico.
Il genere veramente nuovo in TV è quello delle Jene. Personalizzato e copiatissimo. Più efficace del giornalismo ufficiale

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MJ, io sui dati di ascolto

MJ, io sui dati di ascolto ho trovato altre cose, ma poichè -come ho detto- ho scoperto quanto è difficile anche solo dopo pochi mesi trovare quei dati che ogni settimana sembrano decidere delle sorti d'Italia, lascio perdere, anche perché, fossero due milioni o tre milioni, resta il fatto che il programma di Santoro (che, ripeto, viene da 20 anni di televisione, è stato lanciato con un battage che manco Sanremo, godeva dell'attesa da "ingiusta cacciata" ed è stato poi supportato con ogni mezzo) è stato un clamoroso flop, e quando sei a quei livelli di ascolto fare il doppio di uno può sembrarti chissà che, ma, appunto, è come retrocedere per terzultimi ed essere soddisfatti. Comunque, la finisco qui.

Dove non sono d'accordo, invece, è sull'etica laica. Non ho mai detto che i laici non abbiano etica, nè che non sia possibile un'etica laica. In questo, anzi, sono in ottima compagnia, perché -seguendo una tradizione già cominciata addirittura dal vituperato Pio XII- anche Benedetto XVI sostiene che è possibile creare un'etica partendo dal riconoscimento della realtà dell'uomo (e non c'è nulla di non-cristiano in questo, perchè, ragionando da cristiani, poiché l'uomo è creatura e immagine di Dio, una ricerca onesta e veritiera sulla realtà dell'uomo non potrà che riconoscere le sue esigenze e i suoi limiti, e finirà comunque per conformarsi a quanto i cristiani credono non solo per "realismo" ma anche per Fede).
Quello che io contesto è che la attuale forma nella quale si vorrebbe spacciare questa "etica laica" è quanto meno confusa e contraddittoria, e finisce, per carenza di presupposti, con l'essere un'etica incoerente (e quindi, una non-etica). Proprio l'esempio che fai tu, del contraddittorio tra Socci e la Melandri (che, tra l'altro, non mi pareva avesse risposto, ma può darsi che io mi sbagli) ne è un esempio: se l'embrione è, come la posizione della attuale etica laica vuole suggerire, materiale umano che non ha dignità di persona (e su questo abbiamo già detto tante volte, non è il caso di riaprire una discussione senza fine), allora il limite alla commercializzazione è, nell'ambito di questa stessa etica, arbitrario e insostenibile, perchè non vi è motivo di considerarlo diversamente da qualsiasi altro oggetto. E' questa la evidente contraddizione, l'innegabile paradosso che l'infatuato Socci sbatteva, con tutte le ragioni, in faccia alla "povera" Melandri. E infatti, coerentemente con questo genere di etica, gli inglesi stanno andando (ci andranno, sono sempre stati loro gli apripista di tutte le nefandezze della tecnobiologia) verso la commercializzazione, l'ibridazione e la manipolazione. Se è merce, se è una cosa senza dignità di umanità, non ha senso porre dei limiti: bisogna imporli con la forza, il che è esattamente il contrario dell'etica. E qui viene fuori allora che QUESTA "etica laica" si trova, almeno in questo principio, davanti al proprio fallimento. Era evidente, ci voleva -e ci vuole- tutta una confusione logica, ideologicamente alimentata, per poter pensare il contrario. E, sempre per pensare all'embrione, basta guardare alla altrettanto evidente contraddizione "etica" di voler vietare su un pomodoro quello che invece si vuole concedibile su "materiale umano vivente".

Per quanto posso capirne io, l'errore è di fondo, nella errata lettura -appunto- della realtà dell'uomo che QUESTA presunta "etica laica" pone a fondamento delle sue direttive. Errata lettura che dipende dal voler leggere l'uomo non a "mente aperta" (o, se preferite, con metodo scientifico), ma sulla base dogmatica di presupposti ideologici indimostrati, inculcati (a mio parere) nella mentalità comune da parte di interessati e retribuiti manipolatori.

L'etica laica esiste, certo, e può esistere. Ma questa, come direbbe Guzzanti (Corrado), E' SBAJATA...

  

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slow, l'etica è personale.

slow, l'etica è personale. non esiste una sola etica cattolica o una sola etica non clericale.

ci sono cattolici dichiarati che hanno la stessa etica di saddam hussein, e si rigirano il cristianesimo a proprio uso e consumo. di esempi ce ne sono molti.

così è per chi è ateo o agnostico. il problema è un altro: spesso la chiesa è in ritardo rispetto al sentire comune e sbaglia clamorosamente.

poi vorrei chiarire una cosa: chi ha inventato il motore a scoppio non deve assumersi la responsabilità di chi con questo motore c'ha costruito dei carriarmati. per ogni cosa ci sono dei rischi e dei benefici. ad esempio la manipolazione genetica dell'embrione può essere usata per prevenire gravi malattie genetiche ma anche per qualcos'altro che potrebbe essere eticamente sbagliato. non è il mio campo e potrei solo andare a naso, ma lo trovo pericoloso.

anche se una cosa del genere potrebbe sicuramente evitare degli aborti. complicatina la cosa, eh?

un bacio a tutti, soprattutto a mj

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Santoro non faceva gli

Santoro non faceva gli ascolti del passato, è vero. Ma, come ho detto, è tutta la tv generalista che soffre , giustamente, di cali d'ascolto. Non è vero che Santoro avesse solo funzione " antiberlusconi ". Santoro ha scritto alcune tra le migliori pagine di giornalismo televisivo. Le puntate sul Kosovo, alcune sulla situazione operaia, ( che in Tv non passano mica così spesso), e una delle poche puntate che ho visto delle ultime, quella sull'Afghanista. Inoltre, ha avuto il merito anche di circondarsi e fare crescere altri ottimi giornalisti , come Jacona e quello lì coi baffoni, di cui mi sfugge il nome al momento.

Bene ha fatto a fare causa alla Rai. Non si capisce perchè le regole che valono per tutte le aziende non debban valere anche per la Rai. Anzi, sarebbe un bene se la Rai si adeguasse di puù alle regole del mercato. Però, noto che pur di dare addosso a Santoro si è cominciato a criticarlo perchè, udite udite, aveva cambiato colore dei capelli. Giusto, cambiare colore dei capelli è un'ombra irreparabile sull'onorabilità e la  professionalità di un giornalista.

Comuque, sì, ripeto che la Melandri ha risposto, a suo tempo, ma le sue parole sono state coperte da Socci.

Etica.

 Ancora una volta, Slow, fai un discorso piuttosto confuso, che ha logica solo fondato su determinate basi etiche. Non c'è contraddizione nel ritenere che si possa utilizzare un embrione per scopi scientifici , cosa che potrebbe pure portare alla sua distruzione e l'avere un'etica. Primo, non ha senso fare paragoni, come tu ( e Socci ) fate su embrioni e capelli, dal punto di vista scientifico. E capelli sono materiale morto, di scarto. Un embrione si può al più paragonare al sangue. Che in alcune  occasioni è considerato preziosissimo, anzi, in certe occasioni senz'altro più prezioso di, non so, conquanta embrioni. Il fatto è che non è che si consideri l'embrione una " cosa " senza valore. Ma che si reputi che un agglomerato di , cosa sono, 150 celluele , non sia dello stesso valore di non dico una persona nata o un neonato, o persino un feto.

Questo agglomerato di cellule, che possono anche differenziarsi e diventare altro da una persona nata e cresciuta ,e che anzi nella quasi totalità dei casi viene distrutto dalla stessa natura,  viene considerato degno di rispetto, di tutela, perchè è parte importante della persona umana, come un braccio,o come del sangue,  ma non certo allo stesso livello , o degno della stessa tutela ,di un uomo fatto e cresciuto. LO stesso governo inglese, che sarebbe il governo che senza scrupoli lascia mano libera ai novelli Frankestein, si è posto questo limite.Quello dei 15 giorni, mi pare, in cui l'embrione è considerato niente altro che ammasso indistinto di cellule su cui poter studiare. Ecco perchè non è affatto contradditorio o SBAJATA, un 'etica che non consideri intangibile l'embrione.

Un' etica laica può benissimo sostenere la dignità dell'uomo, e il rispetto per la sua persona, dandosi però dei limiti, per rispettare la natura umana. Perchè si rispetta l'uomo.A meno che l'uomo stesso non sia considerato " intangibile" , perchè magari opera del Signore, e allora tutti gli interventi su di lui sono intollerabili. Ma allora dovrebbero essere tutti tutti TUTTI gli interventi.Così non è, perchè in realtà durante gli anni si sono permessi degli interventi che erano considerati immorali e inaccettabili, stabilendo quindi che si può intervenire sull'uomo. Vogliamo dire che chi in passato si opponeva ai trapianti e poi ha cambiato idea si è lasciato andare poi alla  deriva " manipolazionista" della scienza?  Non mi pare. Il punto è allora darsi dei limiti entro cui operare . Per i sostenitori della ricerca sugli embrioni i limiti sono quei 15 giorni. E non perchè si è scelta una data arbitraria, ma perchè si ritiene che un massasso di 150 cellule , ancora all'inzio di una qualunque formazione precisa,  non abbia caratteristiche tali da poter essere ancora considerati degni di particolare tutela. Questo è un limite. Ora, non entriamo nell'antica disputa di cosa sia embrione o persona. Mettiamo solo come punto fermo che entrambi gli " schieramenti " hanno dei limiti. Si può eccepire se questi limiti siano accettabili da chi ritiene che un embrione o i " concepiti" siano intoccabili, in base alla volontà di rispettare il " disegno  divino" o " naturale".Ma non si può dire che la scelta invece di intervenire non sia etica e porti alla futura commercializzazione e svilimento della dignità del corpo umano. Non so, nel ragionamento di Slow manca quel filo logico che lega " possibilità di intervenire in certi stadi della condizione del corpo " con " completo abbandono di ogni regole ed etica nella manipolazione del corpo. IL rischio c'è indubbiamente. Ma è un rischio che si può controllare ed evitare. Dandosi appunto dei limiti.

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Una "etica personale", cioè

Una "etica personale", cioè un sistema etico che riconosca la validità di qualsiasi scelta personale effettuata, è una non-etica. L'etica o è assoluta o non è. E' questa un'altra delle infinite contraddizioni che azzerano la pretesa di "questa" supposta "etica laica" di potersi erigere a sistema.

La chiesa non è "in ritardo" rispetto al sentire comune, se il "sentire comune" è errato, e magari erra proprio sulla base di un sistema informativo come quello rappresentato da Repubblica, che spaccia per vero ciò che non lo è e impone per razionali affermazioni apodittiche. Contesto poi come ideologico e infondato anche il semplice concetto che possa esistere, in etica, un "ritardo".

Cattolici dichiarati che abbiano la stessa etica di Saddam non ne conosco, nè -per quanto ne capisco- possono esistere. Uno è cattolico se e in quanto è in comunione con la chiesa cattolica, e questo vuol dire che, pure con le perplessità e il diritto di esprimere eventuale dissenso, vive secondo l'insegnamento della chiesa. E adesso, per cortesia, non tirare fuori che ci sono i cristiani che usano il preservativo, perchè l'assolutizzazione ideologica è tipica di certo massimalismo inconcludente, ed è evidente che fra usare il preservativo e andare in giro ad ammazzare la gente ci passa un abisso. Esiste un sistema di riferimenti ideali, con i quali si può non concordare al 100%, ma al 99%, e non è quello che ti squalifica da "cristiano", o, per citare l'esempio di Turigliatto, da "comunista" (tra l'altro, i cristiani perdonano e i comunisti no, ma questo è un altro discorso).

Sulla responsabilità concordo con te, ognuno è responsabile dell'uso malvagio che si fa delle cose. Ma qui il punto non è sull'uso che si può fare dell'embrione, il punto è ancora prima, e cioè che l'embrione non è una "cosa". E' su questo che verte la differenza, ed è su questo che sbatte la presunta etica laica in questione.

Sull'aborto, poi, siamo al mero gioco di parole, e, ancora una volta, alla contraddizione.
1) L'etica cristiana considera l'aborto un male. E non reputa lecito commettere un male per evitare un male (se no, perché giudicare sbagliata e illecita, ad esempio, la "guerra preventiva"?); il criterio del "male minore", infatti, che pure esiste, è applicabile soltanto quando la scelta sia necessariamente obbligata e ristretta (ed è, ad esempio, il caso dell'aborto per minaccia alla vita della madre).

2) La manipolazione potrebbe "evitare degli aborti" soltanto se si riconosce che l'aborto è possibile non quando un figlio è "pericoloso" per la vita della madre, ma quando un figlio è semplicemente "sgradito", perché non conforme ai desideri e alle attese della stessa, o dei genitori. Ed è inutile girarci intorno: secondo me, abortire un bambino perché malformato o comunque "non conforme" è un crimine doppio, perchè alla sostanza assassina di un aborto ingiustificato assomma la totale mancanza di capacità di solidarietà, amore e accoglienza. No, la manipolazione genetica non farebbe diminuire gli aborti, servirebbe al contrario ad alimentare l'egoismo disumano del presunto "diritto" al "figlio perfetto", e sarebbe solo un pretesto per ottenere figli "su misura". E questo è un limite insuperabile.   

   

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In Inghilterra,

In Inghilterra, coerentemente, stanno facendo piazza pulita delle tue pseudoargomentazioni. Perchè è il TUO, di discorso, a essere ideologico e confuso, e non il mio.

Perché il limite o esiste o non esiste "ab initio", se no "15 giorni", "150 cellule" sono parole vuote, destinate a essere rimesse perennemente in discussione con effetto inevitabilmente peggiorativo (150? e perché non 149? Che differenza fa, una sola cellula? -Nessuna, se il limite è arbitrario)

Un embrione non può essere paragonato a un braccio (e cioè al materiale umano) perchè, a differenza di questo è vitale. La differenza è lì. Ed è il motivo per cui, razionalmente e cristianamente, la ricerca sulle staminali adulte è lecita, e quella sulle staminali embrionali (in quanto distrugge l'embrione) no.

Il resto è il tuo consueto arrampicarsi sugli specchi.

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un'etica misericordiosa

un'etica misericordiosa dovrebbe distinguere una vita normale da una vita terribile, quella della chiesa non lo fa.

ti ricordo che pinochet era un fervente cattolico, e non solo lui, pure riina, ad esempio, è cattlico e ce ne sono milioni di questi cattolici. allora sarebbe lecito sostenere che non tutti quelli che si credono cattolici in realtà lo sono, non avendone l'etica.

il problema slow è che il cattolicesimo, ed il cristianesimo in generale, ha tra le sue basi il perdono. e c'è chi questa cosa se la rigira a suo piacimento.

e allora sai che c'è? che non mi basta che uno si dica cattolico per avere la mia fiducia perchè non è detto assolutamente che habbia una morale degna.

per questo ho detto che l'etica è personale.

da questo semplice ragionamento, essendo la chiesa fatta di uomini comunque, non è detto che 1) abbiano ragione 2) siano addirittura in buona fede.

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habbia????????

habbia????????

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" Una "etica personale",

"

Una "etica personale", cioè un sistema etico che riconosca la validità di qualsiasi scelta personale effettuata, è una non-etica. L'etica o è assoluta o non è. E' questa un'altra delle infinite contraddizioni che azzerano la pretesa di "questa" supposta "etica laica" di potersi erigere a sistema. "

No, non è una conraddizione. E', invece, una della ragioni per cui le nostre posizioni sono inconciliabili. Senza dire, poi, come metta paura quella frase:" o l'etica è assoluta o non è". Primo, non è vero, perchè persino la Chiesa si è adeguata e ha cambiato certe sue certezze. Poi, perchè le cose assolute , meglio, proprio la parola " assoluto" , così perentoria, che non mette in discussione, è la chiusura a qualunque dialogo.

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poi slow, scusa, ma se io e

poi slow, scusa, ma se io e te abbiamo la stessa sensibilità su certi argomenti, e di etica si tratta sempre, come puoi dire che non esiste un'etica laica?

io mica non vado in giro ad ammazzare la gente o a rubare come una gazza perchè sono cattolico. infatti non lo sono

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Ma dove, stanno facendo

Ma dove, stanno facendo piazza pulita delle mie argomentazioni? Ma che dici?

Poi, il braccio, appunto. Che non sarebbe " vitale" Ma come, nella " logica di Socci" non c' differenza tra capelli ed embrione e dovrebbe esserci tra materiale vitale e quello che no? Allora, devo supporre che se il braccio si può " toccare" non c'è un limite assoluto all'intangibilità del corpo? Slow, io non dico che tu non sei " logico" dico che tu hai le tue certeze e che in base q ueste , che tu ritieni giuste, basi le tue argomentazioni " logiche"

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MJ, a volte non capisco se

MJ, a volte non capisco se ci sei o se ci fai.

Un'etica è tale in quanto distingue il giusto dall'ingiusto. La convivenza fra umani è possibile solo se questa identificazione è condivisa. Magari non al 100%, magari persino non al 90%, ma all'80% deve esserlo. Ammettere che esista una etica disponibile singolarmente significa definire un'etica inesistente.
Il rifiuto dell'assoluto, poi, è puerile, e mostra tutta la immaturità antropologica che è dietro certi pseudo-ragionamenti. L'assoluto è libertà, non costrizione. Perchè solo un'etica assoluta (la sola possibile) garantisce la libertà dell'individuo contro gli abusi di chi, più forte o più potente, possa imporre la "sua" etica sugli altri. L'etica "individuale" è un regresso alla barbarie della legge del più forte.

Non è di Socci, la logica per la quale non c'è differenza tra braccio ed embrione. E' la tua, era quella della Melandri, della quale Socci (e io) vi sbattiamo in faccia le conseguenze inevitabili e nefaste.

In Inghilterra approveranno, a breve (e lo faranno, basta aspettare) sia la manipolazione a scopo sperimentale, sia l'ibridazione uomo-animale, sia la vendita degli ovule (e poi, obviously, degli embrioni). Il limite, ancora una volta, deve essere ab initio, e deve essere nella indisponibilità non del "materiale organico umano", ma dell' "individuo umano", categoria alla quale appartiene l'embrione e non il braccio. E' inutile fare discorsi sui limiti: se questi limiti non hanno una base oggettivamente riconoscibile (e già è difficile così: caxxx, non riuscite neanche ad ammettere l'evidenza -umana e scientifica- che l'embrione è VIVO!!! Saremmo noi, gli oscurantisti???), servono solo ad essere superati da una convenzione successiva.

Silve', se leggi un po' più sopra, non ho mai detto che non possa esistere un'etica laica. Al contrario, ne sono un fervente sostenitore.
E' che quella che oggi si vuole spacciare per "etica laica" è soltanto un'ignobile accozzaglia di proposizioni apodittiche, confuse, infondate, contraddittorie, incoerenti; il cui unico esito non può che essere la rovina di chiunque la pratichi. Ora, però, siccome in questa rovina si finisce per coinvolgere anche me, che dell'umanità faccio parte anche se cattolico, prima di arrivare a questo, siccome alla mia pellaccia ci tengo, dovrete passare sul mio cadavere. Volete un'etica laica? Torniamo a Kant. Quella sì, che era una "etica laica". E poi vediamo, che cosa resta, della pretesa di considerare l'embrione una "non-persona" (pfui), o dei PACS, o di tante altre cose che fanno parte della presunta "etica laica" contemporanea... perchè una etica laica, qualsiasi sia, non può prescindere dall'uomo. E non è "illibertario" dire che l'uomo deve essere assunto come valore assoluto, nella sua naturale interezza; perché se si comincia a dire "si, ma questo no" viene meno ogni possibile fondamento. Mi dispiace ricorrere sempre allo stesso esempio, ma, anche qui, è inutile girarci intorno: i lager, l'esperienza più devastante del tracollo di umanità e civiltà, nascono proprio da queste "eccezioni", da questi "distinguo" che arbitrariamente si vogliono porre al principio (intangibile perchè necessario) dell'uguaglianza ontologica di TUTTI gli esseri umani. E la definizione di "essere umano" DEVE partire dal riconoscimento essenziale della sua realtà corporea, che nasce dalla fecondazione (e questa è scienza, non fede). Il laico, l'etica laica, è legata all'embrione da un... cordone ombeilcale. Se l'embrione "non è", una etica laica non può esistere. 

La misericordia, poi, è un'altra cosa. L'etica distingue il giusto dall'ingiusto; la misericordia sta nel mostrare a tutti dove sia l'uno e dove sia l'altro, e nell'aiutare chi sbaglia a tornare in quella via che lo conduce alla libertà. Aiutare uno ad uccidersi non è misericordia. Misericordia è aiutarlo a morire con amore, e lenire le sue sofferenze.  E, sempre per fare un esempio, Madre Teresa, che di misericordia se ne intendeva, diceva che l'aborto è la più grave colpa del nostro tempo. Non diceva "delle persone", del nostro tempo: diceva proprio del "nostro tempo", di questa degenerazione intellettuale che fa sì che sia ritenuto lecito disporre a piacimento dell'esistenza, della vita (e ora anche dell'integrità e della dignità) della più debole e indifesa forma di vita umana. Un essere umano è tale indipendentemente dal numero di cellule che lo compongono. Le elucubrazioni che vorrebbero negarlo sono un attentato alla libertà dell'umanità.

 

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slow, TUTTI gli esseri

slow, TUTTI gli esseri umani...tranne gli omosessuali però.

ti assicuro che dal mio punto di vista, un punto di vista di un agnostico suo malgrado, anche l'etica cattolica vive su innumerevoli contraddizioni.

solo che queste contraddizioni le, voi ferventi cattolici, negate. e le contraddizioni ci sono anche e soprattutto tra i cattolici stessi.

in questo modo la "Verità" va a farsi benedire perchè ognuno se la gioca a suo comodo, ricalcando un suo pensiero personale giustificandolo.

ecco che una volta gesù perdona ed un'altra usa il giogo e la spada.

ed infatti ci sarebbe il papa per unificare la "strada". ma pure tra papi, magari non il fine ma la strategia evangelizzatrice, le differenze sono state tante.

riguardo a madre teresa, a proposito di contraddizioni, quando parla di colpa del tempo e non delle persone è in contraddizione con chi parla di assassine egoiste, giusto?

e lenire le sofferenze del moribondo esclude la terapia del dolore, o no?

e una sola cosa aggiungo, slow, parlare di morale laica quando non è chiaro manco quale sia in realtà quella clericale, tiene distante la gente. perchè l'evangelizzazione si fa con l'esempio, prima di tutto.

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Slow, io invece vorrei farti

Slow, io invece vorrei farti " vedere di nascosto l'effetto che fa " leggere ciò che tu scrivi, quando segui tutta una tua logica , e ti sembra coì coerente e quella di tutti gli altri assurda.

" Il rifiuto dell'assoluto, poi, è puerile, e mostra tutta la immaturità antropologica che è dietro certi pseudo-ragionamenti. L'assoluto è libertà, non costrizione. Perchè solo un'etica assoluta (la sola possibile) garantisce la libertà dell'individuo contro gli abusi di chi, più forte o più potente, possa imporre la "sua" etica sugli altri. L'etica "individuale" è un regresso alla barbarie della legge del più forte

Ecco, se solo tu capissi che per  me e per molti laici queste parole semplicemente NON HANNO senso forse capiresti di come le nostre posizioni siano inconciliabili.

Ma poi, ma chi ha detto che l'embrione non è vivo? Ma perchè per avvalorare le tue tesi devi distorcere le tesi degli altri?

Ma siamo punto e capo? Ma basta.

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MJ, le parole un senso ce

MJ, le parole un senso ce l'hanno, e chi non le capisce o è in malafede o è un cretino. Non è colpa della differenza di posizione, o delle impostazioni ideologiche: fa parte della capacità mentale di seguire un ragionamento coerente. Chi non capisce quelle parole questa capacità non ce l'ha, e non è colpa mia. E, soprattutto, non ho nessuna intenzione di lasciare che le difettose sinapsi di un gruppo di individui possano decidere del destino dell'umanità. Se riconoscete che l'embrione è vivo, traetene le debite conseguenze. Mi sono stancato di tutta questa fuffa parolaia, per cui la verità non esiste, i fatti sono opinioni, e la logica una serie di eventi disponibile. Se l'embrione è vivo, è un essere umano, e allora ha diritto al pieno rispetto cui ha diritto ogni altro essere umano, e non si capisce -perchè non è comprensibile, in quanto infondato- che possa esistere un "chi" o un "perché" che possa autorizzare il contrario. Qualsiasi eccezione è, conseguentemente, un abuso, ingiusto e mostruoso.

Silvè, gli omosessuali hanno l'uguaglianza di tutti. Sono le coppie omosessuali che non sono uguali alle altre: è un'altra cosa, ed è inutile confondere l'individuo con le sue formazioni sociali. Se non esistesse lo Stato, se non ci fosse un "pubblico", sì, che sarebbe la stessa cosa; ma se così fosse, il problema non si porrebbe neppure... E il fatto che lo Stato, proprio nella sua democratica laicità, debba considerare la differenza di valore che c'è tra attività/formazioni sociali che lo aiutano e lo favoriscono, e altre che invece gli sono indifferenti o dannose, fa sì che la supposta uguaglianza tra coppie omosessuali e coppie eterosessuali sia solo una pretesa senza fondamento. 

Sul resto, sulla Verità che ognuno si gioca a suo comodo, sui papi che si contraddicono, francamente, non vedo dove o come. E Madre Teresa, accusando il "tempo", non intendeva certo negare la responsabilità di chi, alla fine, la scelta la compie personalmente. Che sia davanti agli uomini o davanti a Dio, ognuno è responsabile di ciò che fa. Una SS che ha mandato gli ebrei nelle camere a gas è ugualmente un assassino, anche se il mondo che lo circondava lo aveva educato a farlo, perché nel suo animo era comunque presente la possibilità di discernere il giusto dall'ingiusto. Ugualmente, un repubblichino di vent'anni ha fatto una scelta sbagliata, e -con tutta la bontà che si vuole avere- è colpevole di averla fatta, perché aveva comunque gli strumenti per comprendere l'errore. Alla stessa maniera, chi abortisce senza un motivo è colpevole, anche se il "mondo" gli/le dice che "ha fatto bene". La differenza tra il mondo e la Chiesa è che la Chiesa li assolve tutti, se riconoscono l'errore, si pentono, espiano, e -dove possibile- riparano ; il mondo, invece, assolve o condanna a seconda delle convenienze e, soprattutto, della forza. Il che è tutto fuorchè etico...     

Sulla terapia del dolore, mi pare, si era già scritto, e non capisco tra l'altro perché tirarla in ballo. Non mi risulta ci sia alcunché, nella morale cattolica, che la proibisca. 

E, per concludere, la morale "clericale" è chiarissima, da duemila anni. Non la capisce solo chi, per principio, ha deciso che non la vuole capire.

Buon WE a tutti.

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Silvè, gli omosessuali

Silvè, gli omosessuali hanno l'uguaglianza di tutti. Sono le coppie omosessuali che non sono uguali alle altre

ecco slow, la prima contraddizione. uguaglianza cosa significa, solo non essere perseguitati?

e qui sono d'accordo con te, chi sbaglia ne risponderà all'altissimo. gli uomini stiano lontani dai compiti divini. gli uomini dovrebbero regolare la vita sociale tra loro. se due uomini vogliono amarsi saranno affari tra loro ed il supremo, gli altri uomini pensino ai loro di peccati perchè quella coppia non danneggia nessuno.

la morale clericale non è per nulla la stessa in duemila anni. ha avuto un senso all'inizio, un altro nel medioevo, un altro ancora durante il ventesimo secolo. perchè tra s. francesco e pio IX, un esempio con una finestra temporale più vicina, c'è un abisso ed è inutile nasconderlo, slow.

buon fine settimana anche a te

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Scusate, ormai io sono

Scusate, ormai io sono segnato, nel senso che tutti hanno di me la percezione che si può avere di uno che sta a sinistra di turigliatto... non mi opporrò a cotal sentore, ma vorrei portare qui un contributo che forse potrebbe chiarire cosa intendo io per inadeguatezza della Chiesa apparato a trattare di temi etici e soprattutto di omosessualità.
Mi capita di parlare con una coppia di quelle che vanno in giro per le parrocchie a testimoniare la propria esperienza di comunione nel sacramento del matrimonio. Parlando del più e del meno si arriva agli omosessuali (ci arrivo io ovviamente perché voglio vedere che succede). Quello che accade a questo punto è molto simile credo a quel che sarebbe successo se avessi tirato fuori dal doppio petto un gallo nero e l'avessi decapitato don una conchiglia tracciando col suo sangue la parola abraxas sul pavimento. I due si ritraggono, ho l'impressione che l'uomo addirittura si segni (che un po' equivale al nostro toccarsi le palle da quel che ho capito). Lui fa: "no noi queste cose non sia mai.... si può essere contagati".
Si può essere contagati!?!?
Mi spiega poi che il peccato contagia chi non ha la forza di resistergli e che la forza di resistere al peccato la si può acquisire solo leggendo la parola di Dio. io gli avevo solo hiesto se avessero qualcosa contro gli omosessuali e se gli fosse mai capitato di scambiare qualche idea con una coppia omo.
Ovviamente vado via sconvolto dalla reazione dei due pii esseri, e poi mi chiedo: "ma se offrono questo esempio ai propri adepti, fino a che punto può parlarsi di principi eticamente validi, riguardo ai principi che questi sigori propagandano con la loro testimonianza?
Voglio dire, secondo me un San Francesco, o un Gesù Cristo non avrebbero mai avuto una reazione così becera, eppure sono passati millenni da quando il loro pensiero fece visita al nostro sapere, come si spiega dunque che i fedeli di oggi possano essere portatori di sì ristrette vedute?

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" Chi non capisce quelle

" Chi non capisce quelle parole questa capacità non ce l'ha, e non è colpa mia."

No, non è esattamente così. Riconoscere che un embrione è " materia viva " non vuol dire  riconoscere che è persona. Non lo è . CHe tu creda diversamente sta nella varietà delle opinioni, per cui tu puoi credere che un grumo di cellule si possa definire " persona" e altri no. CHe poi invece si scriva che non riconoscere  la stessa dignità di essere umano formato ad un grumo di cellule voglia dire non avere capacità critiche...beh...lascio che ognuno si faccia la sua opinione. A me sembra un tipico casi di  cecità, e cecità grave, di chi proprio non vuole capire le opinioni altrui.Di chi dice :" io penso che le cose stiano così, ritengo che le cose stanno e possono stare solo in questo modo , quindi è OVVIO che chi non la pensa nel mio stesso modo o c'è o ci fa " Di chi , diciamo, non può permettersi di capire le opinioni altrui, perchè codificato in un ben preciso sistema di valori. 

E poveri noi se si arriverà al punto di imporre questo sistema di valori a tutti indistinatmente.

Webmaster, mi fai capire una cosa ? Chi sei? Freccia , oppure Vespa? :) 

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Sono io Emmegei, vespa non

Sono io Emmegei, vespa non avrebbe mai scritto "cotal sentore"... eh eh eh

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Freccia, non che io dubiti,

Freccia, non che io dubiti, ma mi permetto di non crederti. Frequento parrocchie e sparrocchianti da trent'anni o giù di lì, ho incontrato gente di ogni specie, dai più "fanatici" ai più "newage". Esiste certamente, anche fra i cristiani, gente che crede che gli omosessuali siano appestati da evitare. Di solito, però (ed è un di solito la cui percentuale sfiora il 100%) a questa gente, nell'un caso come nell'altro, non viene affidato alcun compito, proprio perché la catechesi e l'annuncio richiedono sì una testimonianza sincera, ma certamente non una propaganda di tipo personalistico.
Che poi quello che hanno detto i due, nel sensazionalismo di una lettura "massimalista", è una cosa vera: il peccato da' assuefazione, ti coinvolge per abitudine. La pigrizia, la mancanza di volontà nel combatterlo, la errata visione di una mal intesa tolleranza che vorrebbe che chi sbaglia e chi agisce bene fossero trattati nello stesso modo, sono pericolose per chi vuole vivere da cristiano.
Come si dice spesso, la Chiesa combatte il peccato, e perdona il peccatore (pentito...). Da un punto di vista cristiano, l'omosessualità è un peccato, ed è giusto che il cristiano la rifugga e la condanni. L'omosessuale, invece, è un uomo che ha bisogno di aiuto. San Francesco e Gesù Cristo (come, credo, qualsiasi altro cristiano più o meno santo) avrebbero aiutato qualsiasi omosessuale glielo avesse chiesto, ma avrebbero cacciato via chiunque fosse stato, invece, deciso ad affermare sia la sua "libertà" di peccare, sia l'uguaglianza fra peccato e rettitudine. Cristo accoglie tutti coloro che si affidano a Lui, ma richiede la conversione del cuore, la rinuncia alla superbia dell'uomo che vuole misurare tutto con il proprio metro. Il cuore di un bambino, che si affida al padre e alle sue mani. Non è con Cristo, nè con San Francesco (che andò dal sultano a predicargli la conversione, mica il "volemose bbene"), nè con San Benedetto chi vuole fare solo ciò che crede giusto a sua misura, rifiutando l'insegnamento del Cristo, sola via dell'unico Amore. 

E qui entra il discorso di Silvestro. Silve', è inutile: non è tutto uguale. La bocciofila Nemorense e la CGIL sono entrambe associazioni di gente che sta insieme per un fine comune, ma non sono la stessa cosa, non hanno la stessa valenza sociale, non godono dello stesso status. Mentre gli individui che le compongono sono uguali a tutti gli altri, le associazioni fra individui, nel momento in cui vogliono varcare il confine che separa il privato dal pubblico, si sottopongono a un "giudizio di qualità". Così, come ho cercato di dire -e, mi sembra, bene- nel post precedente, una coppia omosessuale ha un suo status particolare: dal quale, però, lo Stato, la comunità, non ricava niente, e non ha quindi motivo di premiarla o incoraggiarla in qualche maniera. Giustizia vuole che situazioni diverse vadano trattate in modo diverso, e se lo Stato ha (come ha) interesse a promuovere la famiglia nella quale possano nascere e crescere nuovi cittadini, allora è giusto che quella formazione sociale (e non la bocciofila Nemorense, o una coppia omosessuale) abbia un trattamento giuridico che ne agevoli la formazione e i compiti. L'individuo è una cosa, le formazioni sociali un'altra. I primi hanno tutti gli stessi diritti, le seconde no, ed è giusto così.

MJ, ANCORA con quella storia della persona? La "persona" è una concetto filosofico, sul quale abbiamo già discusso (e ricordo benissimo che di questa "persona" che l'embrione non sarebbe manca tuttora una definizione accettabile. Transeat). Ma l'esistenza di un corpo umano vitale -dato di fatto incontrovertibile, non opinione sulla quale è possibile discutere- comporta di per sè l'adozione di una serie di princìpi che rendono abusiva e inaccettabile qualsiasi pretesa di manipolazione. E' questa l'evidenza che tu, e tutti i parolai a pagamento, rifiutate di accettare. Il corpo è bene primario, necessario, di qualsiasi essere umano; e, salvo il libero consenso (che incontra comunque dei limiti) il corpo di un essere umano vivente è indisponibile ai desideri e alle necessità altrui. Persona o non persona, il corpo c'è, ed è quello di un individuo vivo; e la pretesa di manipolarlo non può essere giustificata su un piano logico-razionale, che voglia restare coerente con il dato oggettivo. Infatti, ecco qua che si vuole fuggire dal "dato" per rifugiarsi nella mutevolezza dell"opinione libera", come se potesse essere sensata (e accettabile) una opinione che finisce per contraddire il dato. Per tornare al discorso originale, è ovvio che su una base del genere -che vorrebbe essere razionale e materialista, e poi rifiuta di essere coerente con se stessa, finendo con l'essere soltanto egoismo capriccioso-  non si può costruire nessuna etica.

In ogni caso, io avrei scritto un post su Repubblica, e sulla sua costante attività di manipolazione fedifraga della pubblica opinione tramite diffusione di notizie e opinioni faziose, artatamente distorte quando non del tutto false o inventate di sana pianta. Noto che, salvo un piccolo accenno iniziale, l'argomento viene evitato. Cosa è, difficoltà di uscire dal branco?   
 

    

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Slow, se non mi credi,

Slow, se non mi credi, allora dubiti eccome.

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"L'omosessuale, invece, è

"L'omosessuale, invece, è un uomo che ha bisogno di aiuto."

L'omosessuale è un uomo che ha bisogno di aiuto?!?

Magari a volte è pure donna, tanto per iniziare, e poi, che aiuto dovrebbe ricevere l'omosessuale? Aiuto a cambiare la propria natura? O cosa? Spiegati che ste cose mi interessano, così come m'interessava sentire, da quel pio uomo di cui sopra, diffondere il messaggio evangelico a suon di proclami razzisti: l'omosessuale ti contagia, ma figuriamoci, mandano i figli a bombardare altri figli e poi dicono che l'omosessuale ti contagia perché è un peccato vivente, ma figuriamoci, cose dell'altro mondo...  

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Non è colpa mia se il

Non è colpa mia se il termine "uomo" indica sia l'essere umano in senso generico sia l'individuo di genere maschile.  

No, sono cose di questo mondo. Non è l'omosessuale che contagia, è il peccato che contagia. E il peccato non è l'omosessualità in sè, ma la sua affermazione, il comportamento che vorrebbe renderla "normale" negando la sua non rispondenza alle leggi della natura. E' questo che è peccato perché contribuisce a generare confusione negli altri, nei fratelli, nei più deboli, che possono venire turbati nel loro cammino cristiano. In questo senso, è un peccato esattamehte come tutti gli altri.  
Aiuto a vivere la propria identità in modo non lacerante, ad approfondire le cause di un comportamento affettivo irregolare, e se opportuno a rimuoverle. Aiuto a vivere la propria affettività, la propria relazionalità in modo sereno. Anche se -ovviamente- non se ne parla, sono molti, gli psicologi e gli psicoterapeuti che "curano" gli omosessuali che si rendono conto di poter essere curati.
Checchè ne dicano, infatti, i tanti propagandisti da quattro soldi, nel DMS IV l'omosessualità c'è, ed è una delle manifestazioni (la più tipica) di un disturbo della personalità, che è stato chiamato "disturbo dell'identità di genere"; che consiste, in poche parole, in uno sviluppo parziale e non completo della maturità affettiva, che, anzichè aprirsi verso l' "altro da sè" si limita all'autoaffettività, di cui il partner è un riflesso (interessante notare che certi atteggiamenti che vengono considerati "aperture" sono, invece, dettati da chiusura....). 
I disturbi della personalità sono in parte curabili, in parte no. E' curabile l'omosessualità? Alcuni psicologi e psicoterapeuti credono di sì, e, a giudicare dai risultati che ottengono, sembrerebbe che abbiano ragione. Perché si ritiene pacifico che un eterosessuale possa praticare comportamenti omosessuali fino a farli diventare esclusivi, mentre parlare del contrario è considerato un'eresia? Se il comportamento sessuale può essere sottoposto ad educazione volontaria, perché questo dovrebbe avvenire solo in un senso? La cosiddetta "cultura gay" di certe cose non vuole neanche sentir parlare (e già questo è abbastanza indicativo), perché la scienza è "moderna" quando parla di "gene gay" e tutte quelle amenità, ma quando parla, invece, di comportamenti che possono essere educati allora è "omofobica". Bah. 

 

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