• Home

Benvenuta/o in OCE.
Ti stavamo aspettando. Leggiucchia un pò qua e là negli articoli dei nostri autori. Se hai qualcosa da dire, lascia un commento. O anche due. Se ci piaci, sarai presto dei nostri.

Login utente

Cerca negli archivi

« Novembre 2008  
Do Lu Ma Me Gi Ve Sa
            1
2 4 7 8
10 11 14 15
17 18 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30            

Chatbox

Vuoi fare 2 chiacchiere con gli ociani? ...entra in parleria!

votandonio

Galleria ociana... con gli occhi della Gran Madre



Scambia informazioni

Syndicate content
 
Inserito da freccianera il Mer, 2007-05-02 14:38

Molto tempo fa, cinque anni ormai, un singolare tipetto, lo stesso che molti anni prima s'era imboscato per non partire in armi a fare bumbum coi viet, affermando di avere le prove di certi piani bellici che avrebbero a suo dire esposto il mondo al pericolo di un'imminente distruzione, aveva convinto il proprio Paese ad aggredirne un altro.

Molti dicevano che sto tipetto qua mentiva, e che il paese da aggredire non costituiva alcun pericolo, e che era già povero e affamato, stremato da anni di embargo, figurarsi se avrebbe potuto attaccare in armi il mondo intero. Ma il tipetto aveva le spalle coperte, il Congresso del suo Paese, un grande Paese, lo appoggiava in pieno nelle sue mire di giustizia stile faitù. Fu così che, nonostante la disapprovazione dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, la sovranità della predestinata vittima fu violata in un battibaleno, e, per giorni e giorni, piovve giù qualsiasi genere di ordigno sulle teste di tanti poveri malcapitati, la cui unica colpa era quella di essere nati e cresciuti nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Non passò molto che si scoprì che le menzogne proferite dal singolare tipetto per procurarsi il pretesto ed aggredire gli innocenti, erano davvero tali, e che dunque avevano ragione quelli che lo avevano sempre sbugiardato, ma si sa come vanno ste cose, ormai la frittata era fatta, qualche decina di migliaia di poveri cristi era svanita per sempre dal novero dei vivi, ma non ci si poteva fare più nulla: d'altronde si muore, e prima o poi sarebbe comunque toccato anche a loro.

"Non importa", aveva farfugliato il tipetto vestito da aviatore del cinema, dal ponte di una portaerei nel pieno di un feteggiamento in mondovisione. "I morti sono il prezzo necessario per la democrazia", aveva sostenuto lo sceriffotto da rodeo, trasformando magicamente il pretesto del pericolo imminente in quello della necessaria "democratizzazione".

"Democratizzazione", che parola assurda, quale mente malata avrà mai potuto concepirla?

Nulla più della democrazia è lontano dall'induzione coatta armata. Si può obbligare taluno a fare qualcosa contro la sua volontà puntandogli una pistola alla tempia o uccidendogli la famiglia in casa o stuprandogli le figlie al pozzo, ma chiamarla democrazia la violenza, il sopruso, l'uccisione di massa, questo è troppo, pure per noi coglioni rincitrulliti da anni di Bruno Vespa allo stato brado. No! Non ci si può inventare le parole e fare coi concetti quel che cazzo ci pare e piace.

Insomma, comunque fossero andate le cose, sto mezzo generalotto aviatore, sedicente tutore maximo della democrazia nel mondo e dotto inventore di parole, s'era portato appresso nella sua squallida avventura una sgangherata squadra di volenterosi servi, tra i quali, come dimenticarlo, anche noi dipendenti di quel tale Zilvio, che in quel tempo imperversava dalle parti nostre col suo ghigno da promotore finanziario.

Tutti strenui difensori della democrazia, i volenterosi invasori delle terre altrui, arroccati dietro al voto di quel Congresso che aveva autorizzato l'operazione militare, e che rappresentava quella volontà popolare espressa attraverso gli Eletti, intima essenza della Democrazia, dunque sacra.

Tutti democratici, col loro capo vestito da top gun, manichino tra i manichini, a ribadire sto bisogno di democrazia da esprimere attraverso la morte degli altri.

Tutti democratici, senza nulla da dire, senza spiegare alla gente come possa conciliarsi quella fede, di cui si riempiono la bocca ogni domenica, con la pratica giornaliera dell'omicidio di massa.

Tutti democratici, intenti a democratizzare, fino a quando però non succede una cosa strabiliante: quello stesso Congresso dal quale il capo dei democratizzatori aveva tratto il suo benefico potere di uccisione, rinsavito da anni di inutle stillicidio di sangue, ha detto basta, decretando di fatto entro il 2008 la fine dell'occupazione delle terre invase.

Colpo di scena. Qui da noi, in casa maggiordomo, parlare di ritiro significa essere tacciati di antiamericanismo tou court, oggi però, il Congresso di quel Paese parla di ritiro e lo fa con una legge, scritta e democratica: il trionfo della democrazia, la Legge.

Ma, c'è sempre un ma. Il nostro prode, coraggiosissimo col culo degli altri, non pare sia d'accordo col Congresso del suo Paese. Pone il veto, si oppone a questa legge, deve continuare, dice lui, a portare la democrazia col terrore.

A noi però a questo punto non tornano i conti:il congresso degli Stati Uniti, è anti americano? La legge degli Stati Uniti è anti democratica? La guerra in Iraq può essere proseguita contro il volere del Popolo americano? Se sì, la guerra in Iraq è un fatto privato del presidente Bush?

» accedi o registrati per inviare commenti | printer friendly version | letto 996 volte

Lo sai che anche negli Usa

Lo sai che anche negli Usa si accusano i democratici di essere " antiamericani" ? Solo perchè hanno finalmente trovato il coarggio di questionare, e mettere paletti e porre critiche. Perchè spinti dai sondaggi. Ecco perchè si sono svegliati. PEr anni hanno dormito non osando contraddire in pubblico the Commander in chief.

E a proposito di ritiro. Ci sarà un punto oltre il quale si ammetterà che non c'è niente da fare, che bisogna lasciare l'Iraq?

Tra i blog americani gira un modo di dire : The Friedman unit.La friedman Unit è l'unità di tempo di sei mesi. Friedman è uno dei sostenitori liberal più entusiasti della guerra ( e per questo è uno dei favoriti della groupie di Bush, Rocca) Bene, Friedman ha cominciato a chiedere " altri se mesi" da qualche tempo, appena si è cominciato a capire che le cose non erano poi una passeggiata, in Iraq. Sei mesi per le elezioni, poi altri sei mesi dopo elezioni, poi altri sei mesi per la formazione del governo, poi altri sei mesi per aspettare la firma dela Costituzione. Sempre aspettando la " Svolta"Da allora, ne sono passati di anni. Ma Friedman, e chi come lui non vuole affrontare la realtà, continuano a chiedere tempo.. E chi ha da ridire è antipatriottico.

Ora, ok, non si può fare più niente, il distatro è compiuto.Però c'è stata anche la " surge"  Si può concedere del tempo per portarla a termine. Anche se i segnali non indicano niente di buono.

Ma ci sarà un benedetto punto in cui si getterà la spugna, ci si potrà pure dare un lasso di tempo per cercare di ottenere un certo traguardo, oltre cui si dichiarerà, semplicemente : Signori, a casa ? E, soprattutto, visto che critiche e prese di distanza non sono state nemmeno contemplate a suo tempo, e anzi si è irriso chi ne avanzava, verrà il momento in cui verrà presentato il conto a chi è andato avanti dritto come un carrarmato , rifiutandosi anche di accogliere quelle proposte che potevano aiutare a migliorare la situazione? 

» accedi o registrati per inviare commenti

Non si possono ritirare le

Non si possono ritirare le truppe senza uno straccio di accordo politico con gli stati confinanti e con le forze in campo in Iraq (anche alcheida...ormai c'e')

» accedi o registrati per inviare commenti

beh sgrigna, da qui al 2008

beh sgrigna, da qui al 2008 pare un tempo congruoper un accordo, no? 

» accedi o registrati per inviare commenti

Ma 'sto presidente e i suoi

Ma 'sto presidente e i suoi collaboratori non parlano con nessuno.  Ci e' arrivato pure Donald Trump. Cioe' mica Richelieu o Talleyrand: Donald Trump. Ha detto che la Rice sono anni che gira qua e la' e non ha mai chiuso un "deal". Ma ci vedi tu qualcuno dell'amministrazione incontrarsi con Iran, Siria, Turchia, Giordania, SA piu' vari ed eventuali Iracheni? Anzi se con gli stati confinanti l'incontro lo vedo difficile, ma si sa chi incontrare con gli indigeni non si sa neppure chi incontrare. Alcheida la accendiamo? Al Sadr?  

Pure Olmert ha dovuto chiedere alla Pelosi di portare le sue zucche a Damasco per parlare con Hassad. 

Il giochino dei veti andra' avanti fino a quando al pentagono riesce a segare l'ultimo consulente e a tirare la cinghia. Ho sentito parlare di sei/dodici mesi. Poi uno dei due: il presidente o il congresso, dovra' cedere. I democratici si giocano la credibilita' e le presidenziali. Mentre mr. Salatino ormai e' stato lasciato a se' stesso anche dal "vecio" Bush, che recentemente si e' lasciato scappare la frase sulla "Bush fatigue" ovvero gli americani si sono rotti un po' la mazzatonnata della famigghia.

 

» accedi o registrati per inviare commenti

 E già la Pelosi era stata

 E già la Pelosi era stata ampiamente criticata, anche in Italia, per avere avuto degli incontri diplomatici con la Siria. Ora lo fa la Rice. Quindi si può?  Poi, figuriamoci. Condoleeza-sottoiltailleurniente- Rice la chiamo io.  Una delle figure più inconsistenti che io abbia mai visto. Sgrigna, ma hai visto il video in cui le viene chiesto conto dell'affermazione di Tenet che lui, come Capo Cia, l'aveva allarmata sulla possibilità di attacchi negli USa e della richiesta di Tenet di lanciare un'operazione in Afgnistan. Si parla di pre-11 Settembre e però DOPO che già c'era stato il bombardamento della Cole e si sapeva chi era bin Laden e c'erano richieste da parte dell'Intelligence di ricercalo e ucciderlo e si sapeva pure che era in Afghanistan, perchè CLINTON aveva fatto preparare rapporti e Bush era stato ampiamente relazionato sul problema appena installato . Forse anche prima, non ricordo. Comunque, la pericolosità di Bin Laden era nota, infatti , un minuto dopo gli attacchi di Settembre fu fatto il suo nome. Ma non fu fatto NIENTE di più di più di ciò che aveva predisposto Clinton. 

Risposta della Rice ?: Well, I don’t know. I don’t know what we were supposed to preemptively strike in Afghanistan. Perhaps somebody can ask that.

http://www.crooksandliars.com/2007/04/29/condi-we-were-supposed-to-do-something-about-bin-laden-before-911/

 

» accedi o registrati per inviare commenti

Magari potevano preemptively

Magari potevano preemptively colpire il Guzzi truccato del Mullah Omar. O almeno fargli il classico scherzetto di staccargli le candele. Zioimpestato dovevano chiedermi una consulenza per pochi mila dollari gli facevo vedere come si faceva. 

Hanno criticato la Pelosi, ma era stato Olmet a chiedere a lei di andare a Damasco, non e' che lei si e' alzata al mattino e ha voluto emulare San Paolo. Anche gli Israeliani hanno capito l'inettitudine dell'attuale amministrazia.

» accedi o registrati per inviare commenti

Bacheca


...non sapevo che fosse il lupo cattivo e che mangiasse cappuccettirossi in numero elevato, poi l'ho capito e mi sono salvato... scribbio...

Commenti recenti

TrillOce

Scarica GRATIS la TUA suoneria.
Finalmente è online il nuovo serizio offerto dalla Gran Madre di Oce.
Trilloce, ti permetterà di realizzare il tuo sogno: avere una suoneria tutta tua da esibire nei momenti e nei luoghi più inaspettati e diversi.
La GM declina ogni responsabilità per danni a cose e/o a persone eventualmente derivnti dall'ascolto del trilloce.

SUONERIE di TRILLOCE

amr format
wav format

Veni Vidi Video

La Gran Madre di Oce preserva in questo luogo le sue eugeniche espressioni di arte allo stato brado.
Clicca sui videOCE e godi del nettare granmadrico.
Solo i curiosi sapranno tutto.

Time
Neciarà
Trainvision
Sondé par la sonde
Cartulina from Pescara
Cartolà
Psicomoonmission
bimbobubble1
Bimbobubble2
Bimbobubble3
Il Gioco dell'OCE
Pericolo di morte
Vivere o morire
Natura fatta

Sondaggio

ORACAMMINIAMOERETTI (OCE) ® è un marchio di fatto - © 1789-2006 - Sviluppato sulla piattaforma Drupal, un sistema Open Source per la gestione dei contenuti. Tutti i contenuti originali prodotti per questo sito sono da intendersi pubblicati sotto la licenza Creative Commons. Ogni scarrafone è bello a mamma sua (e a noi ci piace).