Se uno leggesse in un libro di storia che fu Togliatti a consigliare a Lenin di fucilare lo Zar con la sua famiglia, probabilmente, placato l’attacco di risa, avrebbe di quel libro di storia una pessima impressione, e si guarderebbe bene dal consigliarne la lettura. Ugualmente, un critico letterario che parlando dei “Promessi Sposi” sostenesse che la storia comincia sul lago di Garda perché così scrive il Manzoni perderebbe ogni autorevolezza precedentemente guadagnata.
Persino in un mondo disorientato è superficiale come l’attuale, in cui le notizie spesso vengono diffuse e divorate senza alcun discernimento o vaglio critico, ci sono dei limiti di (in)credibilità che non si possono superare, pena il ridicolo. Evidentemente, però, c’è chi confidando nella creduloneria acritica della “ggente” è disposto anche a rendersi fantozzianamente ridicolo, pur di perseguire i risultati sperati. Come giustificare, altrimenti, la proposta partita da un noto tribuno televisivo di acquistare (con soldi pubblici, ovviamente: lui, che pure per spararle grosse a comando viene ben remunerato, di cacciare un euro non se lo sogna nemmeno…) un pamphlet scandalistico pomposamente quanto ingiustificatamente ribattezzato “documentario”, che contiene affermazioni palesemente e provatamente infondate, e che ha costretto persino la BBC (certo non sospettabile di simpatie papiste: basta ricordarsi chi fu a creare, diffondere e amplificare le famose critiche al discorso di Ratisbona…) a prendere le distanze da quanto trasmesso? Il cosiddetto “documentario” è infatti un concentrato di triviali distorsioni della realtà, sapientemente organizzate all’unico scopo di sostenere una diffamazione menzognera dell’attuale pontefice. In altri blog, da altre fonti, chi vuole potrà informarsi meglio in merito, e verificare la fondatezza di quanto ho appena scritto. A me, oggi, non interessa scrivere di una bufala, interessa riflettere sul perché persino certa spazzatura mediatica diventi, nella testa di qualcuno, uno strumento comunque utile.
Dunque: c’è, in Italia e in Europa, una corrente di pensiero numericamente minoritaria, ma sostenuta da un’oligarchia socialmente influente ed economicamente ben solida, che vuole mutare costumi, abitudini e legislazioni dei paesi d’origine, per motivi che possono essere giudicati più o meno nobili, sulla base di presupposti che –ancora una volta- possono ritenersi più o meno condivisibili. Questa minoranza agisce mettendosi in evidenza, ben oltre la sua reale consistenza, sui mezzi di informazione, manovrando (e a volte manipolando) notizie a suo uso e consumo, tentando di influenzare l’opinione pubblica tramite l’esposizione di personaggi presentati come autorevoli e imparziali in modo che, su un singolo argomento, quest’ultima venga portata ad assecondare e condividere non tanto i presupposti di partenza, quanto il fine immediato, presentato come giusto e utile a tutti. Si chiama azione di lobby e, per quanto la parola abbia assunto nell’immaginario comune una forte connotazione negativa, io la trovo una pratica lecita, almeno fino a quando la “campagna informativa” non viola quei confini (a volte scritti nelle leggi, a volte no) che fanno la differenza tra “propaganda” e “disinformazione dolosa”; ovvero, fino a quando, pur con tutte le forzature del caso, non si giunge ad affermare coscientemente il falso, a violentare la realtà dei fatti soffocandola con opinioni volutamente capziose, a spostare il dibattito dal piano del confronto delle idee al campo degli attacchi personali (violenti e ingiustificati) volti a screditare gli avversari.
L’oligarchia di cui sopra incontra, sempre più spesso, un nemico che credeva di aver debellato, o comunque di aver ridotto all’impotenza: la Chiesa Cattolica. E già, la Chiesa –udite, udite- non vede tanto di buon occhio il radioso sol dell’avvenire che questa illuminata minoranza intende preparare per tutti, che lo vogliano o meno. Questo accade per tanti motivi; principalmente, per il fatto che l’entità da convincere con mezzi più o meno leciti –entità che, convenzionalmente, chiameremo “popolo”- dopo una lunga serie di esperienze fallimentari e sanguinose comincia a riflettere, e a realizzare che quell’avvenire tanto radioso nelle promesse e nelle speranze, nella realtà somiglia molto di più a una notte gelida e mortale. E così, dopo quasi due secoli di cammino più o meno incontrastato, la nostra lobby di illuminati scopre non solo che la Chiesa continua a insegnare ciò che ha sempre insegnato, ma anche che –nonostante tutti i piani e gli sforzi in contrario- il popolo –incredibili dictu- la ascolta.
Questo non era stato previsto: la Chiesa doveva poter continuare a parlare (per salvaguardare l’apparenza della libertà di espressione, e poi la religione è un utile valvola di sfogo del malcontento), ma tutto era organizzato perché ad ascoltarla rimanessero in pochi, destinati a far la figura degli scemi, ininfluenti nella marcia continua verso la libertà, la pace e la giustizia così come disegnate “a misura d’uomo” dagli illuminati custodi del bene comune.
I cultori del dubbio, coloro che pretendevano di insegnare la libertà di pensare con la propria testa, erano pronti a tutto, tranne che a questo: che il popolo, una volta incominciato a pensare, uscisse dai binari per lui prefissati, e finisse col dubitare proprio di loro (perché, diamine, loro insegnavano a dubitare, si, ma delle verità altrui: le loro, di verità, erano così solarmente indiscutibili…).
Sconfitti dall’evidenza della storia, sconfitti sul piano intellettuale dal rovinoso franare dei loro argomenti davanti all’esame della ragione, incalzati da un Papa che impietosamente mette a nudo le loro contraddizioni e le loro aprioristiche ipocrisie (ma come è possibile? I dogmatici propalatori di infondati assiomi non erano “gli altri”, specialmente quelli con la tonaca?), agli illuminati non resta che un arma: la propaganda. E siccome la lotta è di quelle che “o si vince o si muore”, e il pericolo di perdere è reale, allora tutti i mezzi son buoni; peccato che alla mancanza di argomenti si sommi la carenza di fantasia (questo razionale sol dell’avvenire non brilla certo in genialità creativa), e tutto assuma i contorni di una grottesca pagliacciata, a uso e consumo dei pochi che, intemerati, continuano a credere nel radioso futuro ecc. ecc.
Insomma: ‘sta lobby, per motivi suoi (lungo spiegarli; essenzialmente tutto si riduce all’isolamento dell’individuo che, appagato nei suoi istinti egoistici primari, crede di essere libero, mentre è solo, e vittima di un ingranaggio produttivo, di cui beneficiano… sorpresa! Quelli che pagano lo stipendio degli illuminati…), vuole fare una serie di leggi che completino il cammino iniziato due secoli prima: la Chiesa, come fa da due secoli, si oppone, ma stavolta il rischio che il popolo la segua è reale; troppo grossa è la fandonia, palesemente incoerente e inaccettabile il fine. Succede addirittura che il popolo si organizzi da solo, e porti in piazza un milione e passa di persone, mentre l’elite degli illuminati, con tutti i loro ingranaggi ben oliati, non riesca neanche a combinare un torneo di briscola.
Tutto questo va fermato, prima che sia troppo tardi, prima che gli illuminati perdano del tutto il loro appeal sul popolo; e allora, c’è bisogno di dare addosso alla Chiesa. Già, ma come si fa? Semplice, come si fa da duecento anni: si prende un argomento, e lo si ripete ad usura, incuranti di tutto e tutti, e chi se ne frega se è vero o non è vero: l’importante è che il popolo perda fiducia, che la faccia finita di ascoltare quell’omino vestito di bianco che non possiede giornali ne TV, ma che sa farsi ascoltare da tutto il mondo con la sola forza della logica e dell’evidenza della verità.
Qual è , oggi, l’accusa più infamante che possa cadere addosso a un uomo? La pedofilia. E si, perché nel programma degli illuminati c’è di liberalizzare anche quella (qualche passo è già stato fatto, non bisogna avere fretta, l’esperienza dimostra che il popolo si abitua a tutto…), però ‘sta cosa il popolo per ora proprio non la manda giù, ci vorrà tempo…. E intanto giù, vai di randello. Anche a costo di scoprirsi, tanta è la violenza, tanto evidente è l’organizzazione unitaria che sta dietro ad eventi apparentemente casuali.
Così succede che nelle trasmissioni “di nicchia”, quelle “intelligenti” che vanno in onda su Rai Tre, ci sia sempre un comico che butta lì una battutina sui preti pedofili.
Così succede che su L’Espresso da ormai due mesi un fumivendolo come Giuseppe Nicotri infili quella che secondo lui è la pedofilia dei preti in tutti i suoi articoli: leggere per credere, persino per parlare della Liberazione e del 25 aprile.
E succede pure che proprio il giorno in cui quel milione e passa di persone va in piazza, una banale vignetta (realizzata da uno che si incazza quando gli “altri” fanno vignette su Maometto) venga catapultata di autorità su tutti i mezzi di informazione… e di cosa si ride? Della pedofilia dei preti.
E poi succede ancora che in un giorno, misteriosamente, su Internet cominci a girare all’improvviso da tutte le parti (io ho ricevuto tre segnalazioni nella stessa mattinata…) una inchiesta-spazzatura di otto mesi prima, che parla… che ve lo dico a fare?
E che su quel video il giornale la Repubblica (fondato dal Papa degli illuminati, uno che da più di mezzo secolo ci ammorba con le sue insulsaggini incolte senza mai imbroccarne una manco per sbaglio) pubblichi un articolo con tempestività quanto meno sorprendente… e che un giornalista da battaglia (noto per la sua incapacità di reggere qualsiasi contraddittorio), incurante del fatto che quel video sia stato ridicolizzato anche in patria (cosa che poteva essere ignota ai webnauti, che forse avrebbe potuto essere sconosciuta anche a Repubblica, ma che un televisionar(i)o non può ignorare…), preannunci di volerla mandare in onda… Insomma, non c’è bisogno di Sherlock Holmes: per credere alla convergente “casualità” di certi eventi umani non basta neanche l’ingenuità, è evidente che gli illuminati stanno giocando il tutto per tutto, e sono arrivati all’ultimo stadio della lotta, ricorrendo anche ai mezzi illeciti (ma lo fanno per il nostro bene: noi magari non lo sappiamo, ma loro sono certi di si), disposti anche a rendersi ridicoli, pur di fermare la crepa che sta incrinando il motore della pesante macchina che hanno costruito per guidare il popolo lì dove desiderano.
Ripeto: non è mia volontà, né mio compito, ribattere alle accuse: sul video, e sulla presunta diffusione della pedofilia tra i preti (nei tanto strombazzati USA, 4 condanne…): chi vuole ha a disposizione Internet, c’è quanto basta per comprendere le reali –infime- dimensioni del fenomeno. Che è un’infamia che merita solo esecrazione e condanna; ma che non colpisce la Chiesa così tanto come gli illuminati vorrebbero far credere; e che anzi, a ben vedere, la colpisce meno di quanto non capiti ad altre categorie di “insospettabili” (strano che Feltri non ci abbia ancora fatto sapere quanti pedofili sono iscritti alla CGIL: è che sarebbe troppo forzata persino per uno come lui. Ma contro la Chiesa, invece, nessun freno basta a evitare il qualunquismo diffamatorio). Su cinque, sei casi che riguardano sacerdoti pedofili si montano campagne stampa che durano anni, mentre si tace sulla verificata infondatezza di tante accuse, anche quando, come è successo, innocenti ingiustamente accusati perdono la loro dignità e a volte la vita. Così come si tace –e volutamente, anzi, si distorce la realtà- sul fatto che tanti casi presentati come “pedofilia” sono, invece, chiari esempi di omosessualità efebofila: i gay, si sa, non si possono citare neanche di striscio, salvo ipocritamente incazzarsi a comando se la Chiesa, dopo aver visto cosa sono capaci di combinare, decide che tra i preti non li vuole più.
A me preme riflettere, una volta di più, sul lavaggio del cervello, ormai palese, cui siamo quotidianamente sottoposti da parte di una lobby che ormai ha abbandonato qualsiasi parvenza di azione democratica per ricorrere alle armi del più bieco totalitarismo: la disinformazione, la calunnia, lo slogan ossessivo. Tanta cieca virulenza è quella di una bestia ferita, che sa di lottare per non morire. Che dire? Spero che le sue sofferenze cessino presto; se fosse coerente con quanto proclama dovrebbe suicidarsi (quanto meno, interrompere una lotta che sa tanto di accanimento terapeutico).
Ma è noto che la coerenza degli illuminati riguarda solo la vita degli altri.