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Non mi sembrava difficile

By Slowhand
Creato 2007-07-19 08:19

Se la compagnia aerea "di bandiera" di uno dei paesi più visitati al mondo ha problemi economici che la portano a perdere un milione di euro al giorno, un motivo ci sarà, e anzi sarà ben più di uno.
 E' voce comune che a causare la crisi sarebbero i privilegi di cui godrebbe lo sterminato personale di Alitalia (soprattutto quello di volo); ma, a onor del vero, bisogna dire che negli ultimi anni la situazione è cambiata parecchio, e anche se permangono alcuni problemi "strutturali" (quali la sovrabbondanza di personale, la eccessiva sindacalizzazione dell'azienda e una gestione poco attenta all'efficienza), e sacche di privilegio (soprattutto per il personale di volo), i dipendenti di Alitalia oggi non sono più quei fortunati (e raccomandati) satrapi di cui favoleggiano barbieri e fruttivendoli, sognati da commesse desiderose di promozione sociale.
E' molto comodo additare alla pubblica opinione la "responsabilità" di una categoria destinata ad attirarsi antipatìe tali da giustificare feroci rivalse. La crisi di Alitalia, però, ha cause ben più gravi e profonde che non i giorni di riposo delle hostess o gli alberghi dei piloti; e non si tratta di cause venute alla luce negli ultimi sei mesi, dato che sono almeno dieci anni che la compagnia subisce scelte manageriali e politiche azzardate e quantomeno discutibili.
Personalmente, sono convinto che la decisione (dovuta esclusivamente a interessi politici localistici di... bassa Lega) di aprire un secondo hub a Malpensa sia stata il colpo di grazia; ma gli strapagati supermanager che si sono succeduti alla guida di Alitalia non hanno certo brillato in acutezza nelle loro scelte strategiche e amministrative (a loro parziale, parzialissima giustificazione, bisogna però tenere conto del fatto che si sono trovati davanti a un fronte sindacale compatto e deciso nel condurre Alitalia al suicidio).
Non era difficile, quindi, prevedere che, davanti a un'azienda in stato di coma, con una situazione "tecnica" e ambientale assai complicata e con tutti i "paletti" messi dalla politica, nessun imprenditore sano di mente avrebbe mai accettato di accollarsi Alitalia, strapagandola ben oltre il suo valore effettivo e senza nessuna possibilità di intervenire tagliando i rami secchi.
Vie d'uscita, a questo punto, se ne vedono poche: il fallimento, la chiusura, la cessione a privati "senza condizioni"; comunque vada, l'azienda ne uscirà parecchio ridimensionata. E se buona parte dei lavoratori pagherà di persona l'ottusa e irragionevole ostinazione a voler difendere clientelismi e privilegi del tutto fuori luogo, la consapevolezza che i responsabili principali di questo sfacelo la faranno franca, continuando a pontificare da strapagate poltrone pubbliche e private (magari millantando la bontà della politica aziendale da loro perseguita...), beh, un po' mi fa incazzare. Anzi, mica solo un po'.


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