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Galleria ociana... con gli occhi della Gran Madre |
Inserito da sgrignapola il Mar, 2007-09-04 19:00
Iraq
Lo scorso Venerdì ho visto No End in Sight. 1) Non coinvolgimento degli iracheni nella ricostruzione. Mi e' piaciuto molto il fatto che nel film non si cerchino spiegazioni remote, complottiste, geopolitiche o chissà cosa. Il regista rimettere assieme la serie di avvenimenti dal 2003 fino ad ora, ristrutturando un'infinita serie di notizie di prima pagina attraverso interviste ad importantissimi funzionari americani. Quando si cambia la prospettiva su certi avvenimenti e li si trasferisce dalla cronaca alla storia, resta in bocca una sensazione strana che subito prende forma nelle parole "come si e' potuti arrivare fino a questo punto?".Sentite mille volte, per le guerre mondiali, l'olocausto, le guerre in medio oriente... Adesso devo pronunciarle io. Perché di questi avvenimenti storici io -noi tutti- ho visto anche la cronaca. E questo mi ha lasciato addosso un senso di colpevolezza. Non saprei dire di cosa o perché, ma un senso di colpevolezza. Che poi la situazione nellaInserito da V il Mer, 2007-09-05 09:38Che poi la situazione nella provincia di Anbar magari migliora anche, ma molti concordano nel dire che quello contribuisca ad indebolire tutto il resto del Paese. Il Pakistan è la principaleInserito da freccianera il Mer, 2007-09-05 12:52Il Pakistan è la principale base di al qeida, è retto da una dittatura militare. Il Pakistan è il principale alleato dell'occidente in Asia. Aggiung qui il link del sitoInserito da sgrignapola il Mer, 2007-09-05 13:55Aggiung qui il link del sito con il trailer perche' non riesco a metterlo nel post (funziona solo in preview): Emmegei, il senso di colpaInserito da sgrignapola il Mer, 2007-09-05 15:55Emmegei, il senso di colpa mi e' venuto guardando il film. Finche' vedi le notizie sparse in tv tra una cena e una colazione, sui giornali la sera e' difficile rendersi conto del perche' certe cose accadono. Una bomba qui, una la' e alla fine e' normale. Leggi ti informi, ma non basta. Sulla vita politica in US e la capacita' di fare delle scelte, sono molto pessimista. Finche' la gente non si libera da questo assurdo nazionalismo e patriottismo, non si andra' da nessuna parte. L'obiettivo della spinta delle destre di identificare religione e stato e' chiara: uno strumento di controllo ideologico imbattibile. D'altra parte ho visto amici piangere, per Bush, affranti perche' non rapprensenta i veri valori dell'America. E gli chiedevo che cosa piangi a fare? Mica fai il Project Manager all'Halliburton o alla KBR. Mica hai firmato te le leggi per legalizzare la tortura.
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Tralasciando di parlare
Inserito da maria josé il Mer, 2007-09-05 09:27Tralasciando di parlare della situazione in Iraq (* ) mi piacerebbe capire perchè quel senso di colpa. Anche perchè credo che dovremmo condividerlo. Ma il punto è, forse, fino a che punto si può " intervenire " come semplici cittadini, nei grandi processi decisionali. Senza cadere nel rifiuto della politica per impotenza, COME si può, effettivamente , incidere nelle scelte dei vertici dello Stato?
Negli usa, per esempio, i democratici hanno vinto anche perhè i cittadini erano diventati contrari alla guerra in Iraq e la maggioranza voleva uscirne. Eppure, ora i democratici sono deboli, non sono netti nella loro decisione di lasciare l'Iraq il prima possibile. NOn solo, alcuni di loro stanno contribuendo , coscienti o meno, a fare circolare gli " spin" dell'Amministarzione sulla situazione in Iraq che " starebbe migliorando"
Vero che i democratici spesso sono vittime della loro stessa tentata furbizia. DEl loro dire e non dire, per non apparire estremisti. Come è capitato alla Clinton che ha detto che " in alcune zone, come la provincia di Anbar , le cose stanno migliorando . Aggiungendo che però è troppo tardi. Ma le sue parole sono diventate " in Iraq le cose stanno migliorando" dalle zelanti groipis di Bush.
Epperò, Sgrigna, non credi che , così come sono messe le cose adesso negli USa , sia quasi praticamente impossibile avere un peso nei processi decisionali? Quindi, quale sarebbe la responsabilità dei singoli cittadini?
Sulla situazione in Iraq metto solo un link. Un link che riporta NON le opinioni di qualche giornalista che fa una passeggiata in zone ben delimitate in Iraq generalmente scortato daun esercito di marines che conclude che la situazione è " tranquilla". Ma un sito che riporta numeri, freddi numeri, magari un po' più significativi
http://www.juancole.com/2007/09/on-how-al-anbar-isnt-that-safe-and-on.html
Oppure
http://cernigsnewshog.blogspot.com/2007/09/more-surge-lies-and-damnable-statistics.html