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Inserito da V il Ven, 2007-09-07 16:23
Belafonete | Musicanti | negri
(Scusa, Freccia) Se vi dico Calypso, cosa pensate? Sì, sono d'accordo: 'sta cosa dell'epica classica ha rovinato il sistema scolastico italiano. Come? La nave di Cousteau? E da quando tra di voi c'è Piero Angela? Una "tecnologia utilizzata per sistemi di bigliettazione elettronica contactless"? E cosa sarebbe? Ho capito, non ci arrivate, ve lo devo dire io come al solito. Calypso vi fa venire in mente camicie di seta senza bottoni, cocktails a base di rum provvisti di ombrellino, palme e banane e orchestre col suonatore di bongo che indossa un panama. Oleografie dei Caraibi per gente ricca, insomma. (E magari questa scena, che è poi il filmato per cui ve l'ho fatta a fette l'altro giorno). Bene: se vi dicessi che il calypso è roba da comunisti (comunisti nel senso di Libero, ovviamente), mi credereste? Credevatelo. Soprattutto, credete a chi il Calypso l'ha reso celebre. "Each time we arrive at a new level in extricating ourselves from economic, social, spiritual domination, we have a moment when we dance in the world of these new experiences, only to find that the music soon stops, the dance ends, and we’re struggling once again to save ourselves from being thrown back into those conditions." Piccola parentesi nozionistica: sapete come nasce il Calypso? Facile: agli schiavi era vietato parlare tra di loro, e allora comunicavano cantando, tipo raccontandosi di com'era duro passare tutte le notti a raccogliere banane. Infatti all'inizio del secolo venivano censurate le canzoni. Felice di avervi arricchito. Ma non siamo qui (solo) per lodare la mia capacità di trovare nozioni su google: volevo raccontarvi di un tizio. Cioè, di Harold George Belafonete Jr, che non aveva un nome adattissimo a vendere un miliardo di dischi, ma poi ha tolto una "e" dal cognome ed è diventato Harry Belafonte. Cosa che non è male: io, se tolgo una e dal cognome, divento all'incirca il mio codice fiscale, ma non di più. Ora, se nascete figli di Harold George Belafonete Sr. ad Harlem vuol dire che siete poveri, neri e che i vostri genitori sono immigrati giamaicani, però se diventate Harry Belafonte vuol dire che avete determinazione, siete suppergiù fighissimi e avete così tanto talento che il mestiere di attore vi lascia il tempo per accorgervi che cantate come una qualche divinità caraibica. (Più o meno è andata così, adesso non stiamo a sottilizzare sui passaggi). Ed una volta che siete Belafonte, avete praticamente tutto: i soldi, la fama, Robert Zimmermann che suona l'armonica in un vostro disco, pure il record di essere il primo - prima di Elvis, di Sinatra e di chiunque - a vendere un milione di copie di un album, perfino un ruolo fisso nel Muppet Show (io avrei ucciso, non scherzo). Avete davanti una vita ricca di soddisfazioni a fare lo stereotipo da cartolina, il negro simpatico con l'accento esotico e la dentiera splendente. Niente di tutto ciò: Harry Belafonte non ha mai smesso di rompere le palle. E' stato amico e stretto collaboratore di Martin Luther King, ha lavorato per Kennedy, ha promosso in prima persona la marcia dei diritti civili del 1963 a Washington. Il tutto, ovviamente, dopo aver trascorso un allegro decennio nella lista nera del Comitato per le Attività Antiamericane. In cinquant'anni di carriera non ha perso occasione per far valere la propria forza ed il proprio impegno a favore delle cause che ritenesse giuste, anche a costo di subire le conseguenze delle proprie idee. Ancor più se queste ultime comprendono la critica a gran parte della politica estera ed interna del proprio paese, soprattutto se repubblicana. S'è ritirato dai concerti nel 2003, ma non è che di lui non si senta più parlare: come ama dire di sé, Harry Belafonte è diventato cantante per caso, ma è sempre stato un attivista, fin da quando si arruolò in marina a 17 anni, mentendo sull'età. Certo, magari al vecchiaccio qualche stronzata ogni tanto gli scappa. Come quando, nel 2005 ran Venezuela, e durante l'incontro con Chavez definì G. W. Bush "il più grande tiranno del mondo" (ma perdio, non lo sapeva chi governava qui in Italia nel 2005? Bush al massimo era sul podio). Per intanto, i suoi dischi continuano a vendere, raccontano di ragazze con la pelle d'ebano che hanno figli con gli occhi azzurri (peccato che in realtà sia una violenta critica all'invasione di Grenada) e mantengono la capacità di mettere allegria dopo tre secondi di ascolto circa. E Harold George Belafonete Jr.? Niente, rompe le palle (Hillary Clinton e Condoleezza Rice le ultime con cui è entrato in polemica), scrive per Broadway e recita, trovando anche il tempo per decidere il proprio epitaffio: Harry Belafonte, Patriot. V, grande !!!Inserito da sgrignapola il Ven, 2007-09-07 19:38V, grande !!! V non parli molto, ma seiInserito da freccianera il Ven, 2007-09-07 23:06V non parli molto, ma sei capace di guizzi di vera estasi, direi che i tuoi biscottini sono deliziosi. |
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Tu guarda il caso. Giorni
Inserito da maria josé il Ven, 2007-09-07 18:41Tu guarda il caso. Giorni fa, cercavo su you tube un filmato di Nat King Cole che canta Quizas, quizas, quizas ( la vesione in inglese è Perhaps, perhaps, perhaps ( e mi imbatto in un filmato di Nat King Cole che canta con Harry Belafonte.
Guardateli insieme , fantastici. Nat King Cole che fa il " pagliaccio" Harry sexy come pochi.
http://www.youtube.com/watch?v=F3vgaCNY-aI&mode=related&search=
Comunque, se alcune uscite di Belafonte possono apparire esagerate, considerate il periodo e il luogo in cui è nato e cresciuto. L'america degli anni quarante-cinquanta. In teoria, aperta, nella pratica razzista . Tempo fa, in uno di quei filmoni che celebrano Hollywood hanno intervistato , tra gli altri ,Lina Horne, una cantante nera bellissima, sensuale e bravissima. Diceva che era difficile per i neri avere buone parti, in genere venivano relegati in parti di contorno, di " colore " ( V, questa è degna di te, tiè:)ma niente parti principali. .La Horne parlave del fatto che dovevano afre un film dello spettacolo teatralke Show Boat.Lei aveva fatto la versione teatrale, si aspettava di fare il film, dopotutto la parte era per una nera.Invece, scelgonono...Ava Gardener. Bellissima, ma un tantinello bianca. Infatti, le scuriscono il volto per fare avere la parte. Ma Harry invece riuscirà ad avere parti principali, per esempio nella versione " negra " della Carmen, di Bizet, me oui , un film chiamato Carmen Jones. In cui lui era come , sempre sexy , e bellissmo. Come è rimasto, tra l'altro.
Ma se l'esclusione da un film era un prezzo tutto sommato ingiuto ma non terribile, di cose terribili i neri di quegli anni ne hanno sopportate. Linciaggi ( " strange fruits "), persecuzioni , discriminazioni , e, notizia di qualche anno fa, l'FBI che inonda i quartieri neri di Harlem di droga, per " fiacchire " la resistenza dei tostissimi Fratelli musulmani di Malcolm x ai tempi della loro ribellione.
Insomma, non mi meraviglia come un tipo orgoglioso come Harry Belafonte sia un rompi.....DEl resto, lo ha sempre fatto alla luce del sole. Non so che abbia detto della Clinton ( ma tendo a dargli ragione, a prescindere ), però sulla Rice ha SACROSANTA ragione. Sulla Rice e Powell, V, hai dimenticato Powell.
There is an old saying, in the days of slavery. There were those slaves who lived on the plantation, and there were those slaves who lived in the house. You got the privilege of living in the house if you served the master, do exactly the way the master intended to have you serve him. That gave you privilege. Colin Powell is committed to come into the house of the master, as long as he would serve the master, according to the master's purpose. And when Colin Powell dares to suggest something other than what the master wants to hear, he will be turned back out to pasture. And you don't hear much from those who live in the pasture.
E cose ha fatto, Powell, quando è andato a " fare lo show " alle Nazioni Unite, con le provette? NOn si è comportato da schiavo, felice di fare contento il suo padrone, felice di servirlo? Dove forse BElafonte sbaglia è nell'aspettarsi un atteggiamento " migliore" da parte di Rice e Powell: perchè sono neri? Si sente tradito perchè sono neri? Lui dovrebbe sentirsi tradito come CITTADINO, non come fratello nero. Ma forse io non capisco il senso di orgoglio che può avere dato ad un nero cresciuto più o meno negli anni dell'Apartheid e poco dopo vedere che qualcuno ce l'ha " fatta " e poi comportarsi come se non peggio di altri.
Ma niente, onori e gloria a Bealfonte, grand'uomo, grande artista e gran rompi...Giustamente, però.