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Inserito da V il Mer, 2008-01-23 11:39 | | | |

 

Alla quattordicesima, sentì che gli stava per venire un po’ di mal di testa. Non che una semplice emicrania potesse farlo recedere dai suoi propositi autolesionisti, no: constatò il dolore con stoica rassegnazione, diede una scrollata di spalle e proseguì. Si stupì non poco di poter scrollare le spalle senza perdere il ritmo, e ne trasse un auspicio roseo sulla riuscita, oltre che una fugace rilassatezza alla schiena.

“Prestazione notevole” - pensò – “quattordici consecutive, senza interruzione né aiuti farmacologici, alla mia età, e non mi sento nemmeno stanco. Sono ancora una macchina.”

Una macchina. Gli sfuggiva l’ironia della metafora: definirsi macchina, quando pensava di riappropriarsi di sé stesso grazie alla sua umana debolezza, era davvero ironico. O forse no, in qualche modo ci aveva preso: tutto sommato, voleva mettersi definitivamente fuori uso proprio come una macchina. La differenza sostanziale era che lui voleva rompersi a furia di pippe. Farsi seghe fino a che niente, lì sotto, funzionasse più.

Si sentiva fiero, determinato, saldo: gli sembrava persino che la sua impresa avrebbe potuto evocare, in maniera molto lontana - ma a lui bastava - il sacrificio di Jan Palach. Magari non gli avrebbero dedicato un’aiuola come quella in Piazza San Venceslao, però in una fioriera fuori della Coop ci sperava, un pochino almeno. D’altra parte, riconosceva che tra il morire bruciati e lo sfasciarsi di pugnette ci fosse una certa qual differenza, anche se lo vedeva più che altro come un fatto di forma.

La decisione era maturata la sera precedente: la sua fidanzata era fuori per una cena con le amiche, dalla quale sarebbe tornata immancabilmente incazzata per qualche sua mancanza evidenziata dal confronto con il Neomarito della Bibbi, il Nuovo Ragazzo della Rirri, la Più Recente Conoscenza Carnale della Vivvi, il Gatto di Piergiannanselma. Lo turbava il pensiero dei giorni a venire, in cui avrebbe dovuto impegnarsi per capire dove si fosse rivelato deficitario, fatta esclusione per l’ormai nota lamentela sull’incapacità di farsi il bidet con la lingua e la conseguente presenza di peli pubici maschili sulla ceramica bianca del sanitario.

Nell’attesa del ritorno di lei e delle di lei paturnie, aveva dato una scorsa alla guida TV, si era comodamente sdraiato sul divano, aveva infilato la mano nei pantaloni della tuta ed aveva acceso un canale sportivo che trasmetteva un meeting di ginnastica ritmica. Va detto, a sua parziale assoluzione, che da quando c’era la regola su età e peso minimo delle concorrenti si sentiva assai meno in colpa.

E lì, durante un climax particolarmente intenso propiziato dall’esibizione alle clavette di una ginnasta bulgara (clavette per le quali lui immaginava un uso affatto peculiare), aveva per caso schiacciato il telecomando. S’era ritrovato così, con l’orgasmo strozzato nel basso ventre ed il pisello che gli si ammosciava in mano, a fare da spettatore impotente – doppiamente impotente, si potrebbe dire – all’obliquo sorriso del Papa affacciato su di una folla osannante e sterminata.

Non era mai stato anticlericale: il suo ateismo era più che altro dato dal ricordo delle noiosissime funzioni impostegli da piccolo, spesso precedute dal rituale umiliante di una confessione poco meno gradita di una gita dal dentista. Tuttavia, non aveva potuto capacitarsi del fatto che la sua meritata sega fosse stata abortita proprio da quell’ometto canuto: gli era sembrato che in quel momento tutti i preti del mondo volessero dirgli cosa fare di quella roba che spesso finiva su fogli di scottex nel water, ed aveva deciso che se per quelli era tanto preziosa lui l’avrebbe buttata via tutta, per sempre, per spregio.

(1 - Continua)

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la cosa si fa interessante

la cosa si fa interessante

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certo che scrivere di pippe

certo che scrivere di pippe senza nemmeno chiedermi una consulenza...

 

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Beh, qui siamo in presenza

Beh, qui siamo in presenza dell'ennesima librociatura di V....

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Quando continua?

Quando continua?

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Quando mi riuscirà di

Quando mi riuscirà di rimettere a posto i tempi dei verbi, che la consecutio dopo che son partito al piùcheperfetto mi è impazzita come la maionese.

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Ah, io fossi in te non me ne

Ah, io fossi in te non me ne preoccuperei minimamente. Chi è che fa caso alla consecutio, oggi come oggi?

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Allora sui blogger ( s?)

Allora sui blogger ( s?) aveva ragione la Soncini...?:p

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Perché, tu dici, MJ, che

Perché, tu dici, MJ, che "excusatio non petita" (il tag "non è autobiografia") è una "accusatio manifesta")? ;)

(Ma la Soncini, dopo cinque anni, un blog l'ha aperto o no?)

Infine, l'unica domanda che mi resta da fare a V è la seguente: Ma il lato destro dell'homo superior (nel senso di quello nella foto che sta sopra) è sviluppato per eccesso di esercizio?

 

 

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rispondo io, ricciola, per

rispondo io, ricciola, per criterio di competenza: sì.

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Non necessariamente ,

Non necessariamente , Riccio. Però, la Soncini parlava di blogger segaioli. Iisomma, siamo lì. Si fa o se ne parla ;).

 

( che poi la Soncini rimproverava ai blogger il fatto che non fossero sul mercato è solo uno degli aspetti più discutibili di ciò che scrisse la Soncini. Visto che se il giornale per cui scriveva allora stesse sul mercato sarebbe sparito da un bel po' ) 

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Uff, io sospetto che la

Uff, io sospetto che la vostra insistenza sulle pippe sia parché non faccio fare una gran figura alla donna. Gnegnegne

 

(faccette)

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V, caro, fare riflettere

V, caro, fare riflettere l'uomo sulla necessità di non lasciare peli, pelini e peletti in giro è un'opera meritoria, NON  qualcosa che fa fare una " brutta figura " alle donne. Prima o poi, lo capirai( rete) anche tu:p

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