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Inserito da mirta il Mer, 2008-04-30 17:15

 

Incipit con lui

che è la mano che la saluta

Lei è la donna ferma

sorretta in piedi – Maddalena,

il corpo dal quale si allontanerà,

Non fa nulla lei,

rimette a posto i capelli e la macchina parte. Rumore d’abbandono. Anche se qui

non si tratta di fine

ma al contrario,

come capiremo dopo,

di un protrarsi e risorgere.

 M.  : Se tu fossi mio figlio

ma non sei mio figlio

Se tu lo fossi

Ma non lo sei

Se tu fossi mio

appena un poco.  

 

J.  :Cosa ti manca di me?

un contratto di proprietà per amarmi?  

E poi, se ne andò – come è detto,

naturalmente.

Perché  tutte le cose scritte

richiedono un finale duro

ma che lui tornò e molte volte

sui suoi passi

pagando l’amore con la pietra

non si scrisse mai.

 

(La casa  era piena di quei sassi tondi

che lui appunto

si fermava a raccogliere lungo la strada.

Un dono per prenderla in dono, pietre,

che lei conservava  in forma di montagna bianca)

 

Il giorno della croce fu così triste che lei volle morire

e ingoiò quei sassi

per essere  pesante

per non volare in cielo

per lasciarlo andare solo

dove voleva andare solo

dove le scelte lo portavano.

 

Ma il giorno della Sua ressurrezione fu così felice per lei

che partorì quei piccoli sassolini bianchi

e quello era per non sentirsi sola

per avere qualcosa a cui dare un nome

e giocare per  terra con qualcosa che fosse ancora suo

di lui.

Dato che era risorto

ma non per lei

e non aveva voluto più giocare

essere toccato.

 M. :Io ti vedo

Io ti conosco

Io ti chiamo 

J.: Mi vedi?

 Mi conosci e mi chiami.

Ma io non esisto. 

M.: E allora- cosa te ne sei fatto di me?

credevo nel tuo ritorno anche per quello

ti ho aspettato. 

J.: Tu eri un mezzo basso per raggiungere un fine molto alto. 

M: Questo significa che non mi vuoi neanche abbracciare? 

J.: Se potessi ti abbraccerei ancora,

ma non posso

mi guardano

e devo andare

sono in ritardo 

M.: Tornerai? 

J.: No.

Ho lasciato la macchina davanti a casa tua

con le chiavi dentro, ho pensato che magari

ti poteva servire

una macchina nuova.

 M.:E io? 

J.: Non chiedermi sempre cose alle quali non so rispondere.  

Allora Maddalena scioglie i capelli

e piange

 tirando su col naso

mentre cerca le chiavi sotto il cruscotto

e dà un’occhiata al modello metallizzato

sale e mette in moto cercando di fare

il più rumore possibile

in mezzo a tutta quella polvere che finisce negli occhi e nel naso

mentre lei viaggia e in pochi minuti

è già parecchio lontano

in un posto dove non la conoscono

e quando si ferma dice al benzinaio

cos’ha da guardarmi?

Ho viaggiato, mi faccia il pieno.

E il benzinaio con tanto d’occhi

ubbidisce pensando

L’ho già vista da qualche parte questa qui

ma non mi ricordo e non mi ricordo

dove

E solo quando lei rimette in moto e parte

gli viene in mente

si ricorda ma subito dopo

si vergogna. 

Poi Maddalena risale i fiumi

e scavalca le montagne

diventa una specie di camionista antica

sempre con il gomito a mezzo fuori dal finestrino

e l’aria che le basta andare del resto

non gliene frega niente 

Poi un giorno che c’era molto sole

per un riflesso dell’asfalto

vede dell’acqua

uno di quei miraggi autostradali

che nel suo caso assume valenze spropositate

essendo lei naturalmente predisposta all’errore

e alla perdizione,

ferma la macchina e scende

per abbeverarsi con le mani

in quella pozzanghera provvidenziale

fatta di luce

e quando si accorge dello scherzo

è già investita da un baccano enorme

che non si capisce chi sia

sente tutto che le vola in pezzi

di fianco e sopra

e dentro pensa

che grande finale anche tu. 

 

Poi la televisione dice che c’è stato un incidente

sul ramo ovest della via crucis

provocato da una prostituta

o  da una pazza

che ha coinvolto undici autovetture

e provocato una strage

di romani in fuga

per le ferie pasquali solo

perché aveva sete.

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