Incipit con lui
che è la mano che la saluta
Lei è la donna ferma
sorretta in piedi – Maddalena,
il corpo dal quale si allontanerà,
Non fa nulla lei,
rimette a posto i capelli e la macchina parte. Rumore d’abbandono. Anche se qui
non si tratta di fine
ma al contrario,
come capiremo dopo,
di un protrarsi e risorgere.
M. : Se tu fossi mio figlio
ma non sei mio figlio
Se tu lo fossi
Ma non lo sei
Se tu fossi mio
appena un poco.
J. :Cosa ti manca di me?
un contratto di proprietà per amarmi?
E poi, se ne andò – come è detto,
naturalmente.
Perché tutte le cose scritte
richiedono un finale duro
ma che lui tornò e molte volte
sui suoi passi
pagando l’amore con la pietra
non si scrisse mai.
(La casa era piena di quei sassi tondi
che lui appunto
si fermava a raccogliere lungo la strada.
Un dono per prenderla in dono, pietre,
che lei conservava in forma di montagna bianca)
Il giorno della croce fu così triste che lei volle morire
e ingoiò quei sassi
per essere pesante
per non volare in cielo
per lasciarlo andare solo
dove voleva andare solo
dove le scelte lo portavano.
Ma il giorno della Sua ressurrezione fu così felice per lei
che partorì quei piccoli sassolini bianchi
e quello era per non sentirsi sola
per avere qualcosa a cui dare un nome
e giocare per terra con qualcosa che fosse ancora suo
di lui.
Dato che era risorto
ma non per lei
e non aveva voluto più giocare
né
essere toccato.
M. :Io ti vedo
Io ti conosco
Io ti chiamo
J.: Mi vedi?
Mi conosci e mi chiami.
Ma io non esisto.
M.: E allora- cosa te ne sei fatto di me?
credevo nel tuo ritorno anche per quello
ti ho aspettato.
J.: Tu eri un mezzo basso per raggiungere un fine molto alto.
M: Questo significa che non mi vuoi neanche abbracciare?
J.: Se potessi ti abbraccerei ancora,
ma non posso
mi guardano
e devo andare
sono in ritardo
M.: Tornerai?
J.: No.
Ho lasciato la macchina davanti a casa tua
con le chiavi dentro, ho pensato che magari
ti poteva servire
una macchina nuova.
M.:E io?
J.: Non chiedermi sempre cose alle quali non so rispondere.
Allora Maddalena scioglie i capelli
e piange
tirando su col naso
mentre cerca le chiavi sotto il cruscotto
e dà un’occhiata al modello metallizzato
sale e mette in moto cercando di fare
il più rumore possibile
in mezzo a tutta quella polvere che finisce negli occhi e nel naso
mentre lei viaggia e in pochi minuti
è già parecchio lontano
in un posto dove non la conoscono
e quando si ferma dice al benzinaio
cos’ha da guardarmi?
Ho viaggiato, mi faccia il pieno.
E il benzinaio con tanto d’occhi
ubbidisce pensando
L’ho già vista da qualche parte questa qui
ma non mi ricordo e non mi ricordo
dove
E solo quando lei rimette in moto e parte
gli viene in mente
si ricorda ma subito dopo
si vergogna.
Poi Maddalena risale i fiumi
e scavalca le montagne
diventa una specie di camionista antica
sempre con il gomito a mezzo fuori dal finestrino
e l’aria che le basta andare del resto
non gliene frega niente
Poi un giorno che c’era molto sole
per un riflesso dell’asfalto
vede dell’acqua
uno di quei miraggi autostradali
che nel suo caso assume valenze spropositate
essendo lei naturalmente predisposta all’errore
e alla perdizione,
ferma la macchina e scende
per abbeverarsi con le mani
in quella pozzanghera provvidenziale
fatta di luce
e quando si accorge dello scherzo
è già investita da un baccano enorme
che non si capisce chi sia
sente tutto che le vola in pezzi
di fianco e sopra
e dentro pensa
che grande finale anche tu.
Poi la televisione dice che c’è stato un incidente
sul ramo ovest della via crucis
provocato da una prostituta
o da una pazza
che ha coinvolto undici autovetture
e provocato una strage
di romani in fuga
per le ferie pasquali solo
perché aveva sete.