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Inserito da freccianera il Lun, 2008-05-12 06:32 | | | |


Ho voluto riascoltare e rivedere con cura l'intervento di Travaglio da Fazio, per assicurarmi di non essermi perso proprio il pezzo in cui il primo "insulta" il presidente del Senato della Repubblica.

Dopo aver confermato che il passaggio sulla muffa non ha nulla di insultante, né di così grave da giustificare uno scandalo, anzi, mi pare una battuta di spirito niente male, ho dovuto concludere che il richiamo, peraltro solo generico, a quanto pubblicato nel libro di un giornalista eroico come Lirio Abbate, non può in alcun modo essere considerato come un "volgare insulto".

Dunque a questo punto delle due è l'una: o c'è un'altra trasmissione di Fazio in cui Travaglio "insulta" la seconda carica dello Stato, oppure qui qualcuno sta cercando di bissare gli effetti dell'editto bulgaro senza ricorrere ad editti.

Quello che rattrista enormemente di questo nostro Paese che non cambia, se non in peggio, è che in televisione si sopportano, imperturbabili, performance tipo quelle di uno Sgarbi che blatera insulti gratuiti, frammisti a schizzi di saliva, o tipo quelle di una sciacquetta che si sbraccia mezza nuda per gridare al mondo quanto sia giusta la sua scelta di averla data a Tizio e solo dopo anche a Caio, mentre si salta sulla seggiola se un giornalista, che racconta la verità, fa riferimento a fatti veri, i quali per altro sono contenuti in un libro che è costato al suo autore una condanna a morte dalla mafia. Talché, a considerare le assurde polemiche intorno a Travaglio, si avrebbe quasi il dubbio, che quella condanna di cui appena sopra e quella dello Stato, coincidano.

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Due

Due considerazioni.

Travaglio poteva risparmiarsi le battute sui lombrichi e la muffa; non perche' non si possano fare battute di spirito sugli organi istituzionali, ma perche' in questo modo si fornisce l'appiglio dove i soliti noti si attaccano per non parlare dell'argomento serio, ossia i fatti che Travaglio cita.

E infatti, nessuno parla di quello. Non una parola, in centinaia di commenti che ho sentito in questi giorni, sul fatto in questione, una smentita circostanziata, dati e fatti per ribattere a Travaglio. Su questo, niente.

Tutti a rivendicare la mancanza di contraddittorio e balle varie. Ma ormai e' passato il concetto che pure per citare fatti ci vuole il contraddittorio. Io ero rimasto che per le opinioni ci volesse il contraddittorio, per i fatti bastasse un giornalista.

Come ha detto Di Pietro, credo, quando il telegiornale dara' notizia di una rapina bisognera' avere in studio il rapinatore, o il suo avvocato, per avere le due versioni.

   

 

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Ma Travaglio, in fin dei

Ma Travaglio, in fin dei conti, mente oppure no? Insomma, questi personaggi poi implicati in storie di mafia sono o non sono stati soci di Schifani?
Quello che è veramente inquietante, nella vicenda, è la mancanza a semplici risposte come queste.

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L'hai detto meglio tu, Rick,

L'hai detto meglio tu, Rick, infatti: quello che dice Travaglio e' vero o no?

Niente, alla fine su queste cose si rimane con la sola versione di Travaglio, sempre, perche' e' l'unico che parla ancora di fatti.

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Ciao M. Siamo davanti alla

Ciao M. Siamo davanti alla classica tattica che noi romani definiamo "buttarla in caciara". Cioè, si parla di tutto e di più, ma non della sostanza delle cose. E chi ci guadagna? Chiaramente chi vuole che la sostanza rimanga confinata in un angolo. Tutto ciò è orribile. Come quando escono sui giornali le intercettazioni. Tutti a urlare che non si può fare, che quello è un parlamentare, che quell'altro è una carica istituzionale, che è uno scandalo, che non è giusto, che qui e che lì, ma nessuno che dica "ok, sarà pure uno scandalo che una telefonata privata esca su un giornale, ma vogliamo parlare per favore del contenuto di queste telefonate?". Niente, silenzio. A destra e a sinistra. Un silenzio che ci qualifica alla perfezione, tra l'altro.

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e infatti, Rick. pero' non

e infatti, Rick.

pero' non sono cosi' d'accordo su chi ci guadagna; alla fine gente come me e come te rimane con l'opinione di Travaglio che Schifani sia colluso. Magari non lo e', ma nessuno si affanna a spiegarci che non lo e', con fatti e circostanze.

comunque, cose come queste mi confermano che ho fatto bene a non votare PD ne' niente, un bel coro ho sentito questi giorni, a parte Di Pietro

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Io inzialmente ho ascoltato

Io inzialmente ho ascoltato un po' distrattamente ciò che ha detto Travaglio e mi ero fatta l'idea che Travaglio avesse esagerato con la battuta sulla muffa e avesse ragione su Schifani -conoscenze mafiose.

 

Però, poi, ascoltando bene il tutto mi sono convinta del contrario. Ovvero, quella su Schifani non mi sembra così offensiva, perchè Travaglio dice che il livello è sempre più in basso e di questo passo, cosa verrà dopo( al Senato), una muffa? UNa roba così.

Insomma, non mi sembra così grave. Soprattutto come battuta.

 

Invece la questione di Schifani con conoscenze mafiose mi sembra più delicata.

Ovvero, posto che prima di tutto Travaglio ha detto che Schifani conosceva questi personaggi poi condannati per mafia, c'è da dire che le condanne sono avvenute anni dopo. Doveva specificare che le condanne sono venute anni dopo.

Magari, Fazio nella sua dichiarazione post trasmissione ( piuttosto vigliaccetta ) poteva specificare quello. 

Però, il fatto è che Schifani non " conosceva " soltanto questi personaggi, ma era in affari con loro. Ecco, chi pretende che si chiarisca che Schifabni era vicino a queste persone che sono state condannte, però anni DOPO, se la sente di di dire che non erano " semplici" conoscenze ma rapporti d'affari? 

 

D'altra parte, Travaglio ha citato la questione Schifani en passant, NON era quelli il punto. IL punto era se si poteva riferire o no certi fatti, così che la gente li sappia. E ha fatto l'esempio di Schifani, perchè il più recente. Quindi, non è che avesse " lanciato " delle accuse.  INsomma, la questione, al solito, non era così grave, l'hanno fatta diventare tale. Scifani poteva chiedere semplicemente che Fazzio facesse quella dichiarazione  sulle condanne avvenute anni dopo e amen. Ma naturalemente, l'occasione era troppo ghiotta per evitare di alzare un polverone.

Ah. Io, pur elettrice di parte di questo PD non mi riconosco assolutamente in una come Anna Finocchiaro. Questa gran para***a, che non si capisce che meriti abbia e nemmeno si capisce perchè non sia stata adeguatamente retrocessa , dopo la sua pessima riuscita alle ultime elezioni.

Davero, se la prossima volta una come questa qui è ancora in prima fila nel PD è la volta buona che davvero non voto più. E ci sarà un limite all'ipocrisia, che diamine! 

 

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comunque io ho finito di

comunque io ho finito di guardare Fazio, vigliacco figlio di puttana

uno si puo' dissociare dalle opinioni, certo, ma non puo' chiamare opinioni dei fatti che uno riferisce; i fatti li devi smentire con altri fatti, non ci si puo' dissociare dai fatti

vigliacco stronzo

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eh eh . In Italia ci si

eh eh . In Italia ci si diverte a confondere i fatti con le opinioni... così diventa più facile prenderci per il culo.

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Un esempio.   SU Televideo

Un esempio.

 

SU Televideo vengono riportate le opinioni, e le esacrazioni della Finocchiaro, le rimostranze della PDL, le precisazioni di Di Pietro. NOn c'è un rigo su ciò che ha effettivamente detto Travaglio. 

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IL pezzo di FAcci su

IL pezzo di FAcci su Travaglio è veramente penoso.

Secondo lui, in ciò che scrive Travaglio vi sarebbero " clamorose falsità"

E' vero, gravissime. Come queste. 

1- un cambio di nome, per un caso di omonimia.

2- l'intervista di Borsellino, in cui è stato abbondantemente smentito .

3-l'allontanamento di Biagi, e anche qui è stato abbondantemente smontato, ma lui continua come se niente fosse.

4- la questione del finanziamnto dell'Unità, in cui, dopo avere LUI , Facci, mentito dicendo che il Giornale è l'unico che non ha preso soldi ( li prende), si attacca al fatto che TRavaglio avrebbe detto che l'Unità " prende soldi come tutti gli altri", e invece  " NON é VERO! Ne prende più degli altri, signore e signori.  Scandalo! "Non importa che  Travaglio stesso abbia detto la cosa a Torino nel suo intervento, no, per lui diventa una clamorosa falsità che non abbia detto che l'Unità ne prende più degli altri. IL dettaglio che l'Unità ne prenda più degli altri perchè i soldi vengono erogati secondo la tiratura non vuol dire niente: Travaglio ha MENTITO!

5- Travaglio è stato condannato perchè avrebbe scritto " falsità" su Previti. Cioè, ha scritto che era un frequentatore di tribunali, mentre invece non era stato ancora rinviato a giudizio Anche qui, CLAMOROSA falsità, signori e signore, sia pubblicamente messo alla gogna.

 

And so on. 

 

Che pena. E insulta pure gli altri, questa specie di giornalista.

 

 

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Beh! E' il degno coronamento

Beh! E' il degno coronamento proprio per chi ha scritto un libro intitolato: "la scomparsa dei fatti".. e non si riferiva ai tossici appena punti...

Mi ricordo come iniziava sempre le sue autointerviste l'onorevole Schif ani: "la verità è...", bene, parafrasando Schifani, la verità è che i fatti sono davvero scomparsi, ha ragione Travaglio, hanno lasciato il posto alle opinioni, e dunque ogni fatto, in quanto opinione, è opinabile e collocabile pertanto in una data cerchia ideologica...

Dobbiamo rassegnarci signori, la Mafia ha vinto e il guaio è che gli toccherà convivere con lo Stato.

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La cosa più ridicola è

La cosa più ridicola è quel richiamo a ciò che ha detto Gore. Dato che Gore ha detto che Berlusconi potrebbe essere eletto negli USa ( anche se ha aggiunto che sarebbe difficile), ecco! GUrate, vi dicono bugie!

 

Ora, Al Gore viene in Italia a presentare la sua TV, viene intervistato da una Tv italiana e gli fanno una domanda sull' APPENA  eletto Presidente del Consiglio nel paese in cui è ospite. Inoltre, Gore è stato vice- Presidente degli Usa, per cui è abituato e direi obbligato ad una certa diplomazia. Mica sò tutti Borghezio o BErlusconi, in giro per il mondo. Mavabbeh.

La risposta di Gore diventa la PROVA! Si può eccome, essere eletti negli Usa, anche se in conflitto di interessi. Non c'è n'è più per nessuno, Gore diventa la Bibbia.

Ancora, che pena. 

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vediamo sti fatti va.... dal

vediamo sti fatti va....

dal libro "i complici" autori Lirio Abbate e Peter Gomez

pag.14 riferimento a Francesco Campanella, politico molto vicino a Cuffaro, nipote acquisito degli Avvocati Cottone, cugini di Michele Greco, nonché affine di Biagio Ptarresi, capobastone di Villabate, ammazzato nell'81, implicato nella falsificazione dei documenti destinati a Provenzano per cosentire a questi di farsi urare all'estero a spese dello Stato. Il Campanella, interrogato dagli inquirenti fornisce molte notizie interessanti siu rapporti politica-ambienti del malaffare,e tra le altrecose racconta che quando entrò in contatto con Nino e Nicola Mandalà, non sapeva che questi fossero mafiosi, ma sapeva solo che il primo era in buoni rapporti con Enrico LaLoggia e Renato Schifani.

 

Pagg.da 70 a 84

Intercettazioni ambientali svelano un curioso rapporto tra Enrico La Loggia, Renato Schifani e Nicola Mandalà. Il mafioso, boss di Villabate è molto incazzato peché gli hanno trombato la candidatura, e si sfoga con tale Simone Castello, uno utilizzato da Provenzano per portare i pizzini, gli racconta di quando si è rivolto a La Loggia facendolo piangere di paura, dicendogli chiaramente che se parla lui può raccontare della sua  "particolare" amicizia col padre del predetto. In questo contesto il Mandalà si vanta di aver preso a pesci in faccia il candidato mandatogli da Schifani al quale ha rifiutato l'aiuto che gli veniva richiesto (aiuto significa voti). Precisa poi l'auto definitosi mafioso Mandalà, che l'allora senatore Schifani gli avrebbe chiesto un incontro, gli aveva chiesto addirittura di poter essere ricevuto e, dinanzi al suo rifiuto, si sarebbe poi rivolto a La Loggia, il quale però era caduto in disgrazia agli occhi di Mandalà che si era sentito tradito dal suo amico quando gli avevano arrestato per la prima volta il figlio e questi non gli aveva dimostrata sufficiente solidarietà. Nell'occasione il boss racconta al suo interlocutore (Simone Castello portaordini di Provenzano) di essere stato socio in affari con Enrico La Loggia e che questo, se pure oggi era diventato capo dei senatori di Forza Italia bene avrebbe potuto mandargli un segnale attraverso Schifani (che all'epoca dell'arresto del figlio di Mandalà era consulente a 54 milioni l'anno al comune di Villabate).

Continuando a leggere si scoprono cose interessanti, tipo che Scifani fu ospite al secondo matrimonio di Mandalà, e tipo che i due erano soci in affari nella società "Sicula Brokers" fondata nel '79 e che tra gli altri soci c'era pure quel tale Giuseppe Lombardo noto amministratore delle società di Ninmo e Ignazio Salv, esattori di mafia arrestati da Giovanni Falcone nel '84 perché capi della famiglia di Salemi.

Poi c'è altro, di molto interessante, ma non vi dico tutto, altrimenti che gusto c'è a comprarlo, il libro.

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Che poi, al solito anche

Che poi, al solito anche quella di Gore è un pochino una bufala: ovvero, il conflitto di interessi non è tra l'essere editore ed essere presidente del Consiglio, ma tra essere PdC e titolare di concessioni governative, come possono essere quelle sulle frequenze, o di avere interessi in campi di interesse pubblico ed in cui lo stato pone degli obblighi per i cittadini, come le assicurazioni, o di avvantaggiarsi della performance di alcune aziende pubbliche per la raccolta pubblicitaria delle private concorrenti (che sono sue). Ovvero, non perché da privato può influenzare il voto, ma perché da amministratore pubblico può avvantaggiarsi di leggi che favoriscano lui stesso.

La roba che ha detto Gore vuol dire poco, posto che in USA le condizioni sono diverse.

Poi, a me quello di Travaglio sembra il tipico caso di "lupus et agnus", posto che Travaglio come agnellino non ce lo vedo: ovvero, prima o poi il pretesto di epurarlo lo si trova, se non è questo è un altro. Con il beneplacito del PD, perché se scrive sull'Unità e lo leggono in meno di sessantamila è un conto e fa pure bello, ma se in tv continua a bastonare i mammasantissima dei DS per la storia di Unipol (peraltro, inaccostabile alle scalate a RCS e Antonveneta) un pochino di fastidio lo dà.

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In tutto questo

In tutto questo starnazzare ai piani alti dell'italica politica, ciò che lascia davvero sconcertati è l'atteggiamento del Pd. Un partito pieno di uomini con le palle.

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Di questi tempi in campo

Di questi tempi in campo pubblico le belle notizie sono pochine, bisogna dirlo.

Però, volendo, qualche soddisfazione si può coglierla.

Come questa, da La Stampa

Il Presidente Dini ci è rimasto male. Molto male. Malissimo. «Berlusconi non è stato di parola, non è stato CORRETTO...», sono state le sue parole ieri sera, quando gli hanno comunicato la lista dei sottosegretari. Poco prima del Tg delle 20 Lamberto Dini ha scoperto che era sfumato anche l`ultimo impegno del Cavaliere.

Una lunga catena di promesse (o di illusioni) che sulla base degli affidamenti di Berlusconi aveva consentito a Dini (era febbraio) di sperare nella presidenza del Senato, a fine aprile in un ministero di peso (l`Economia, più realisticamente la Difesa) e poi, in un progressivo appassimento di ambizioni, l`impegno di palazzo Chigi si era ridotto a due sottosegretariati. ...

Povero Dini, come ci dispiace per lui..:))

P.S Non è bello che ci sia ancora qualcun che si FIDI di Berlusconi? Poi ditemi se il mondo non è divertente e vario.

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godo

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mi associo alla goduria....

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