Amici, è sera, sono solo e pensoso. Montanari insegue per casa, brandendo un randello, suo figlio per costringerlo a studiare almeno le ultime due settimane, altri non ho voglia di vederli, e tantomeno altre. Non dovrei dirlo, ma perdere 25 kg (rilevazione odierna) mi pare che provochi interessi diversi da un anno fa nelle donne nelle quali mi imbatto per le misere circostanza quotidiane. Ma ho altro per la testa, e soprattutto nel cuore.
Il post aveva una sola certezza: l'avrei intitolato come una canzone, o citandola.
Ne avevo in mente molte, mentre ero in giro per Londra, la settimana scorsa. Le ho dimenticate tutte, fuorchè quella amarissima di De Andrè: quindi è quella vera.
L'antefatto lo conoscete, vi ho discretamente scoglionato narrandolo.
Per coloro che si fossero messi in ascolto solo ora, riassumo. Trent'anni or sono andai, ragazzetto, in Inghilterra, per studiare. Conobbi il mio primo amore, indimenticabile, una ragazza inglese del sobborgo londinese, Hampton Court*), ove risiedevo. Partito, pensai con gli anni di averla dimenticata, tornai a Londra nel '90 con la morosa imolese di quel tempo e incontrai per caso lei, Anna, in giro. Emozione da svenire, ci rimettemmo insieme e ci frequentammo fino all'inizio del '92. Poi, le difficoltà, il mio senso di colpa per la morosa imolese, che divenne depressione quando costei si mise per sempre con un altro, insomma la stori sfumò, così.
Poi, più nulla.
Da mesi, negli ultimi mesi, spesso la notte sognavo Anna: sempre lo stesso sogno, io andavo a Londra, che talvolta era un bosco, altre una fila di case basse, per andare da lei, stavo per arrivare da lei, ma non c'era mai.
Parto. Intanto realizzo una cosa a margine. Perchè quel cazzo di città mi fa vibrare tanto? Ho capito, in parte. Perchè le storie che ho sentito, letto e visto da bambino, in un'età prerazionale, erano ambientate là. Pensateci: il cinema da ragazzi ti propone New York, spesso. Ma se già grandino, ti rendi conto della location. Ma a quattro o cinque anni, cazzo ne sai di Londra? Però ti appassioni a Mary Poppins, ai 101, a Peter Pan, a Lilly e il vagabondo. Tutti a Londra, e assorbi senza filtri.
Sono andato a Hampton Court, a casa di Anna. Mi aspettavo di non trovarla. Infatti, ora ci vive un giovanotto grasso e cortese. Non sa dove sia andata Anna. Batto Hampton palmo a palmo e chiedo nei pub, nelle cartolerie, nelle pasticcerie, nelle agenzie immobiliari. Ma gli Inglesi si spostano e cambiano lavoro frequentemente. Se uno veniva a Imola nel '78 e andava nel bar del centro, il Bacchilega, trovava Romana e Sergio. Se uno ci viene stasera, ci sono Romana e Sergio. Là, no.
Una gestrice di un pub la ricorda, dice che abita ad Addlestone. Un posto a venti km da lì. Taxi, spendo un tot, ma non c'è altro modo (pare). Arrivato ad Addlestone, non so dove andare. Gironzolo, ma ho impiegato quasi tutto il giorno a cercarla ad Hampton, sono stanco e sfiduciato. magari non sta neppure più lì, ma non so come fare. Prendo una bottiglietta d'acqua al Tesco (un supermercato lungo la strada principale, facente parte di una catena) e me ne torno a Londra.
Il giorno dopo, turismo per London, Sono solo e vorrei condividere i miei pensieri, mentre giro per luoghi pieni di Italiani che non fanno al caso mio. Lo farò, via mail, con un'amica. E non ci dormo, la notte,
Torno a Hampton e cerco altre informazioni. Alla fine, in un vicolo cieco, alquanto miserello, mentre Hampton gronda lusso inaudito, c'è un bugigattolo di un anziano riparatore di tv. Gli chiedo se conosce Anna. Alza gli occhi verso di me. "Anna? Oh, sure I know". Mi tremano le gambe. Dove sta ora? Sta ad Addlestone, mi conferma. Anzi, lui l'ha vista pochi giorni prima, lei stava andando a fare la spesa al Tesco... Io mentalmente calcolo che lei non ha la patente, quindi deve abitare da quelle parti. Ma, aggiunge il tipo, è tossica. Molto. Mi metterei a piangere, Anna era trasgressiva il suo po', beveva come una spugna, la sua colazione erano due birre, la sua camomilla serale altre due, ma era Inglese, e pienamente in sè. Canne, ok, ma anche su Oce, specie Rick e un po' tutti, direi che capita. Ma roba pesante, e addicted, non sapevo. Non lo era, di certo. Anche se nel '90, all'epoca del nostro secondo tempo amoroso, andai a trovare la signora che mi aveva ospitato nel '78, e mi disse di lasciarla perdere, senza voler dire di più. Anna ha un figlio, nel '90 aveva sette anni e lei era amorosissima verso di lui. La immagino picchiata, ricattata, ammalata.
E' una persona che, se sommo tutto il tempo passato insieme , raggiungo a fatica i tre mesi. Niente. Ma è parte di me. Sento che non le cerco ora per un po' di romanticismo condito dalle due classiche bottarelle. Voglio vederla, rendermi conto. Aiutarla, se è possibile.
Torno a Addlestone, determinato. Ma è sabato, il Comune è chiuso (disutili all over the world), gli uffici di polizia pure, Allora vado al Tesco, divento amico della guardia giurata, gli chiedo di non rompermi le balle se girerò avanti e indietro a lungo fra gli scaffali, non voglio rubare, voglio Anna (ah, eccone un'altra delle canzoni cui pensavo), metto un biglietto in bacheca. Giro per i pub, la storia piace, una ragazza addirittura mi insegue fuori dal locale perchè mi ha sentito parlarne con dei tipi e vorrebbe sapere e aiutarmi. Niente. Telefono a un certo A mcBride, l'unico plausibile in elenco, Si chiama Albert, è un vecchio. Compro una copia del quotidiano locale, per avere un recapito, gli scriverò una mail o una lettera da Imola. Prendo l'indirizzo della polizia, scriverò anche a loro.
Sono tornato a Addlestone anche domenica pomeriggio, ho fatto amicizia con gli avventori di un altro pub, dove ho guardato il secondo tempo del Chelsea che perdeva il titolo a favore del Man Utd, del grande Rooney, anche se M dice che non è granchè. ma non l'ho trovata. I ragazzi del pub mi hanno abbracciato, e augurato good luck. Addlestone -fonte wikipedia- ha sedicimila abitanti, un paesone, posso provare a battezzare la casa. Non hanno il nome nemmeno sul campanello, sono andato sotto i condomini più sordidi, di quelli da fare a botte, ma avevano tutti quei cazzi di tastiere numeriche che devi già sapere chi abita dove.
Non l'ho trovata. ma la cerco ancora, per amicizia, per lei, per narcisismo mio, per senso di integrità, magari malinteso. E mi ritorna in mente un'altra canzone, Martha di Tom Waits.
*) un aneddoto. In quella gita originaria del '78, eravamo sette/otto ragazzi imolesi, ognuno in una famiglia, per imparare come dio vuole l'inglese. Uno di loro era un biondino. un po' più piccolo di me, taciturno, pacatissimo, gentile, ammodo, davvero bravo a pallacanestro, Si chiamava Stefano Domenicali, oggi è il numero uno della Ferrari.