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Inserito da Slowhand il Ven, 2008-05-30 08:38 | | | |

Il TAR ha -alla buon'ora- riconosciuto la fondatezza di ciò che io e qualche altro civis romanus sosteniamo da anni, e cioè che le strisce blu (i parcheggi a pagamento) di Roma sono state realizzate in modo illegale, basandosi su definizioni illogiche e ideologicamente "accomodate" al fine che si voleva raggiungere. Detto in altri termini, significa che in questi anni il Comune di Roma ha sottratto indebitamente milioni di euro dalle tasche dei cittadini, senza fornire in cambio alcun servizio, profittando vergognosamente di una posizione di potere che, di fatto, dietro lo scudo di una parvenza di legalità, realizzava un vero e proprio sopruso. Quando ero piccolo mi hanno insegnato che la prepotenza ammantata di legalità era "fascismo"; devo quindi concludere che in questi anni Roma è stata governata dai fascisti?

Probabilmente esiste, più che un fascismo ideologico, un fascismo comportamentale, equamente distribuito tra tutte le fazioni politiche (e anche la rissa alla Sapienza: si sta a guardare chi ha cominciato e perché, ma c'è qualcuno si chiede se sia civile, se sia educativo, se sia "giusto" che dei disadattati ideologici possano imporre al rettore e a tutta l'Università, con la minaccia della violenza, chi deve parlare e chi no, di cosa si può o non si può parlare? Non è fascismo, questo?).

"Er Più der Pigneto" non è di destra, non è razzista, porta orgogliosamente sul braccio il tatuaggio del Che, e lì nel quartiere -a quanto pare- è amico di tutti, compresi immigrati e vucumprà. Ha aggredito il commerciante bengalese non per motivi ideologici o politici, ma semplicemente perchè "si era rotto". Si era stancato della piccola delinquenza quotidiana, dei tanti (piccoli, ma quotidiani e reiterati) insulti alla legalità, al rispetto reciproco, alla convivenza, perpetrati in un quartiere che spesso viene lodato per la sua "multietnicità", senza che si rifletta sul fatto che ogni convivenza, se non vuole diventare jungla e rissa permanente, deve avere delle regole, che tutti sono tenuti a rispettare; e senza che nessuno abbia mai avuto il coraggio di dettare queste regole, nè tanto meno di far osservare quelle che già c'erano.  Così il "singolo", il privato, reagisce da sè, si fa sceriffo. E' fascista?  Comportamentalmente, si. Ma non è forse più fascista il colpevole disinteresse per le condizioni di vita e per le modalità di integrazione dei tanti stranieri giunti negli ultimi anni? Mentre si straparlava di "diritti" e di "accoglienza", c'è qualcuno che si è posto il problema di come fare, e abbia fatto qualcosa? Non è fascismo, questa vuota retorica di frasi ampollose, che maschera il niente?  

Una mia amica ha scoperto che il figlio, 13 anni, si fa le canne con i compagni di scuola. Non è chiaro se i professori ne siano al corrente o meno, fatto sta che i genitori -all'insaputa dei ragazzi- si sono incontrati, e ne hanno discusso. "Eh, ma se non si fanno le canne poi fumano!" Sono più pericolose le canne o le sigarette? Fazioni divise, ma a nessuno -giuro, e neanche alla mia amica- è venuto in mente che forse dei ragazzini di 13 anni non devono fumare NIENTE, e che guidarli ed educarli è compito dei genitori. E se gli è venuto in mente non ha avuto il coraggio di dirlo, perché questa melassa ideologica di non-pensiero, di sotto-cultura del "vietato vietare" e di "personalità individuale dell'adolescente" taccia di fascismo chiunque provi a usare il buon senso, senza accorgersi che è questo acritico conformismo post-sessantottesco ad aver steso una cappa di piombo su tutto e tutti, ad essere diventato il fascismo contemporaneo che non accetta opposizioni, discussioni, compromessi.  

Conclusione: il pericolo fascista, oggi, non è una parte politica, non è un'ideologia, non è eredità storica: è il comportamento omologato, come nel ventennio, al non-pensiero unico e dominante; è la mancanza di senso critico, l'impossibilità di fornire risposte che non siano ideologicamente preconfezionate. E' la costruzione di un mondo "virtuale", in cui la realtà vivente è semplicemente un oggetto manipolabile in nome di parole dal significato equivoco e confuso.

 C'è ancora qualcuno che si chiede perchè la sinistra ha perso le elezioni, qui a Roma e altrove? 
Una possibile risposta: perché Roma, e l'Italia, sono antifascisti, profondamente e convintamente antifascisti, liberi, democratici. Ogni famiglia si porta il ricordo di ciò che è stato, la memoria di un quotidiano che non deve più ripetersi.  E tutti odiano visceralmente il fascismo, sotto qualsiasi bandiera si presenti: anche quella rossa, anche quella arcobaleno. 

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Sarà, Slow. Intanto, c'è

Sarà, Slow.

Intanto, c'è da dire che al tizio si sono accodati un'altra quindicina di persone e che lui dice che non ha aggredito nessuno.  E che quindi , se lui dice che non è stato, chissà chi ha aggredito.

Ora, non so. Tu vedi il fascismo nella sopportazione dell'illegalità. Sarà. Però, secondo me, è razzista e fascista fare quelle " spedizioni". Fascista perchè le modalità di assalto in gruppo sono tipicamente fasciste. E sono razzista, permettimi, perchè io non sento di " spedizioni" punitive verso le piccole e grandi mafiette nostrane. MI piacerebbe leggere di gruppi di cittadini che si ribellano contro le estorsioni e le vessazioni dei mafiosetti camorristi, siciliani e calabresi. Oh, non sto dicendo che devono reagire ai grandi criminali, quello sarebbe compito dello Stato. No, parlo della reazione verso i gruppi di spacciatori made in Italy, parlo dell'intolleranza verso i pizzi vari, della quita acquiescenza vcerso le criminalità spicciole delle mafie nostrane.

Fino a quando non vedo anche quest tipo di ribellione, continuerò a pensare che la reazione di questi cittadini verso le criminalità degli extra sia piuttosto vigliacchetta e anche razzista. 

 

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Oh, tra l'altro. Io ho

Oh, tra l'altro. Io ho fumato la mia prima sigaretta verso i tredici-quattordici anni.

Ero in collegio, dalle suore. CHe certo non ci autorizzavano a fumare e non c'era certo un clima permissivo, anzi.  Però, lo stesso ho voluto provare. Non so se quei genitori dopo hanno rimproverato i figli. Ma forse  sono stati semplicemente realisti. 

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beh, slow, non mi pare che

beh, slow, non mi pare che il risultato delle elezioni sia propriamente definibile come la vittoria dell'antifascismo.... dai su questo è un bel paradosso, ma è pur sempre tale.

Il fatto del pigneto è di alto interesse sociologico, aldilà delle motivazioni dei singoli, perché è la spia di quel fermento neofascista, la cui esistenza il sottoscritto cerca ultimaente di dimostrare con esempi di cronaca, per cui basta che un bullo di quartiere si diriga verso un diverso armato di spranga che i passanti si uniscano a lui per dargli man forte, senza neppure chiedersi il perché.

In una nazione civile, antifascista per davvero, uno che se ne va in giro armato di spranghe per sfasciare i negozi, NON VIENE SPALLEGGHIATO DAI PASSANTI, al contrario questi fanno di tutto per fermarlo e per permettere alla polizia di identificarlo.

Perché caro slow, dopo il bullo del pigneto, magari ti arriva il cornuto de centocelle che sventra la moglie a letto perché la trova col postino e i condomini gli passano la roncola perché stanchi di questa puttana che la dà a tutti men che a loro. 

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Il fatto è proprio questo:

Il fatto è proprio questo: esistono comportamenti "fascisti" in sè, se riconosciamo che il fascismo non è più (non è solo) un fenomeno ideologico e politico, che ha avuto una o più incarnazioni storiche: fascismo, nel senso più ampio, è il comportamento antidemocratico, è la smania di giustizia-fai-da-te, è il "me ne frego" di governo, è il legalismo che rende formalmente legittimo il sopruso e la prepotenza (e, così facendo, genera ulteriore violenza ribelle).

Ora, in tutto questo, e nella attuale situazione italiana, si può -certamente, e io l'ho fatto- ragionare per paradossi, ma è innegabile che, se per fascismo intendiamo quanto sopra, i fascisti che si trovano a sinistra fanno, evidentemente, molta più paura di quelli che stanno a destra. I quali, forse proprio perché più beceri, più vistosi, più "ingenui", sono immediatamente riconoscibili per quei disadattati che sono; mentre i fascisti "dde sinistra" sono perfettamente integrati, sono i maestri del pensiero, i geni della doppia verità, gli omologatori di qualsiasi differenza.  Secondo me -non pretendo che sia "LA" spiegazione, penso che sia una delle possibili- l'elettorato ha percepito questa violenza strisciante, questo progressivo distacco dalla realtà che impone di credere e praticare comportamenti al di là di ogni buon senso. E si è regolata di conseguenza, non è mica da sei mesi che la sisnistra perde consensi... E' che ora si è, finalmente, arrivati alla debacle. Ma è solo il capitolo conclusivo (per ora), il romanzo era già scritto da un po'...  

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