|
|
||
|
Benvenuta/o in OCE. Ocevillage Contenuti più visti Navigazione Login utente Stanze OCE Cerca negli archivi Chatbox Vuoi fare 2 chiacchiere con gli ociani? ...entra in parleria! ArabicNewz NewZ
Galleria ociana... con gli occhi della Gran Madre
www.flickr.com
This is a Flickr badge showing public photos from freccianera. Make your own badge here.
|
Inserito da mirta il Dom, 2008-06-08 22:42
mirta
quando sono uscita e non ti trovavo ti ho cercato ma ero sicura che non ti avrei trovato perché non c'eri e non era un dramma se non c'eri e poi ho respirato un'aria di estraneità mentre le macchine passavano le stesse macchine di prima quando cercavamo parcheggio ma al negativo bianche dove erano nere e nere dove erano bianche non si capiva perché non c'eri eppure era ovvio tu non c'eri perché quella era la scena finale che poi non si poteva non si poteva e allora poi sei comparso per forza sei comparso a sciogliere e sei arrivato e ci siamo abbracciati in mezzo che eri tornato a prendemi per forza. a sciogliere, a correggere le cose nel senso della vita perciò sei tornato per riportarmi in macchina sulla retta via da dove non ero - lungo la deriva perfetta dell'addio, sei venuto a prendermi seduta così com'ero in terra in quell'incrocio, e mi hai stretta e mi hai detto: impossibile e mi hai detto: impossibile facciamo qualcosa? e poi io ho pensato a tute le birrre a tutte le cose sbagliate che potevamo ancora fare a tutte quelle macchine che passavano in mezzo a quella tragedia appena nata e non ci credevo non ci ho più creduto per un attimo ho creduto che tutto fosse venuto lì da noi solo per fare uno scherzo che non aveva nessun altro da giocare e poi ho chiuso gli occhi e ho pensato: non c'è differenza se chiudo gli occhi non c'è nessuna differenza tra ora e cinque minuti fa prima dello scherzo e ci ho creduto e poi tu hai detto che era meglio levarsi da quella strada perché poteva essere pericoloso stare lì in quel punto e la parola pericolo applicata ad una strada mi è sembrata così innocua e benefattrice che ti ho dato subito ascolto e poi e poi abbiamo capito una cosa: che si continua e si continua un occhio per il tetto rifatto e la cucina nuova il fegato per la facciata in calce e il giardinetto all'inglese il cuore per la scala in ferro battuto le foto in bagno e vado a comprarmi un paio di scarpe col tacco abbiamo capito che ci vuole più pazienza: si calcola lungamente avanti e indietro la vita e la si concepisce e la si misura non solo in avanti ma anche indietro e si fa un gioco così penoso di andare a casa a provare di andare a casa a salutare a casa le stesse cose le più elementari cose del mondo aprire e chiudere la lavatrice e dire che è tutto uguale che è tutto uguale a prima che piove. E se siamo stanchi dormiamo. domani? Andiamo al mare a fare colazione. quando sono uscita e non ti trovavo ti ho cercato ma ero sicura che non ti avrei trovato perché non c'eri e non era un dramma se non c'eri e poi ho respirato un'aria di estraneità mentre le macchine passavano le stesse macchine di prima quando cercavamo parcheggio ma al negativo bianche dove erano nere e nere dove erano bianche non si capiva perché non c'eri eppure era ovvio tu non c'eri perché quella era la scena finale che poi non si poteva non si poteva e allora poi sei comparso per forza sei comparso a sciogliere e sei arrivato e ci siamo abbracciati in mezzo che eri tornato a prendemi per forza. a sciogliere, a correggere le cose nel senso della vita perciò sei tornato per riportarmi in macchina sulla retta via da dove non ero - lungo la deriva perfetta dell'addio, sei venuto a prendermi seduta così com'ero in terra in quell'incrocio, e mi hai stretta e mi hai detto: impossibile e mi hai detto: impossibile facciamo qualcosa? e poi io ho pensato a tute le birrre a tutte le cose sbagliate che potevamo ancora fare a tutte quelle macchine che passavano in mezzo a quella tragedia appena nata e non ci credevo non ci ho più creduto per un attimo ho creduto che tutto fosse venuto lì da noi solo per fare uno scherzo che non aveva nessun altro da giocare e poi ho chiuso gli occhi e ho pensato: non c'è differenza se chiudo gli occhi non c'è nessuna differenza tra ora e cinque minuti fa prima dello scherzo e ci ho creduto e poi tu hai detto che era meglio levarsi da quella strada perché poteva essere pericoloso stare lì in quel punto e la parola pericolo applicata ad una strada mi è sembrata così innocua e benefattrice che ti ho dato subito ascolto e poi e poi abbiamo capito una cosa: che si continua e si continua un occhio per il tetto rifatto e la cucina nuova il fegato per la facciata in calce e il giardinetto all'inglese il cuore per la scala in ferro battuto le foto in bagno e vado a comprarmi un paio di scarpe col tacco abbiamo capito che ci vuole più pazienza: si calcola lungamente avanti e indietro la vita e la si concepisce e la si misura non solo in avanti ma anche indietro e si fa un gioco così penoso di andare a casa a provare di andare a casa a salutare a casa le stesse cose le più elementari cose del mondo aprire e chiudere la lavatrice e dire che è tutto uguale che è tutto uguale a prima che piove. E se siamo stanchi dormiamo. domani? Andiamo al mare a fare colazione. quando sono uscita e non ti trovavo ti ho cercato ma ero sicura che non ti avrei trovato perché non c'eri e non era un dramma se non c'eri e poi ho respirato un'aria di estraneità mentre le macchine passavano le stesse macchine di prima quando cercavamo parcheggio ma al negativo bianche dove erano nere e nere dove erano bianche non si capiva perché non c'eri eppure era ovvio tu non c'eri perché quella era la scena finale che poi non si poteva non si poteva e allora poi sei comparso per forza sei comparso a sciogliere e sei arrivato e ci siamo abbracciati in mezzo che eri tornato a prendemi per forza. a sciogliere, a correggere le cose nel senso della vita perciò sei tornato per riportarmi in macchina sulla retta via da dove non ero - lungo la deriva perfetta dell'addio, sei venuto a prendermi seduta così com'ero in terra in quell'incrocio, e mi hai stretta e mi hai detto: impossibile e mi hai detto: impossibile facciamo qualcosa? e poi io ho pensato a tute le birrre a tutte le cose sbagliate che potevamo ancora fare a tutte quelle macchine che passavano in mezzo a quella tragedia appena nata e non ci credevo non ci ho più creduto per un attimo ho creduto che tutto fosse venuto lì da noi solo per fare uno scherzo che non aveva nessun altro da giocare e poi ho chiuso gli occhi e ho pensato: non c'è differenza se chiudo gli occhi non c'è nessuna differenza tra ora e cinque minuti fa prima dello scherzo e ci ho creduto e poi tu hai detto che era meglio levarsi da quella strada perché poteva essere pericoloso stare lì in quel punto e la parola pericolo applicata ad una strada mi è sembrata così innocua e benefattrice che ti ho dato subito ascolto e poi e poi abbiamo capito una cosa: che si continua e si continua un occhio per il tetto rifatto e la cucina nuova il fegato per la facciata in calce e il giardinetto all'inglese il cuore per la scala in ferro battuto le foto in bagno e vado a comprarmi un paio di scarpe col tacco abbiamo capito che ci vuole più pazienza: si calcola lungamente avanti e indietro la vita e la si concepisce e la si misura non solo in avanti ma anche indietro e si fa un gioco così di andare ancora a casa a provare di andare a casa a salutare ancora a casa per le stesse cose le più elementari cose del mondo aprire e chiudere la lavatrice e dire che tutto è uguale che è tutto uguale a prima che piove. che siamo stanchi e dormiamo. Che andiamo al mare domani a fare colazione. to loop the loopInserito da mirta il Lun, 2008-06-09 12:53to loop the loop |
Bacheca
Commenti recenti
TrillOce Scarica GRATIS la TUA suoneria. SUONERIE di TRILLOCE Le parole di oce Io linko attè. Tu linki ammè? Gonzo report Veni Vidi Video La Gran Madre di Oce preserva in questo luogo le sue eugeniche espressioni di arte allo stato brado. Time Sondaggio |
loop
Inserito da freccianera il Lun, 2008-06-09 10:43loop