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Inserito da mirta il Mer, 2009-05-27 21:24
mirta
ho il mio numero ho il mio numero il novantasette qundo chiamaro il numero devo entrare leggo murakami, aspetto quando chiamano il numero entro poi non so non si sa nessuno sa niente non dicono niente quelli che hanno il numero diverso dal mio aspettano nessuno sa niente alcuni dicono che poi dentro ti diranno cosa fare ma una delle due macchine è rotta e perciò, dicono, bisognerà aspettare molto di più siamo in italia non funziona niente è giù con l'italia in sala d'attesa ho il mio numero novantasette quando mi chiamano come gli altri non so niente mi mettono lì mi iniettano una cosa, ridanciani, mi dicono di andare a spasso tre ore e mezza e di tornare. quando esco torno nel mondo è tutto normale, non è cambiato sono radioattiva ma nessuno lo sa han detto solo di non prendere in braccio bambini di non prendere in braccio nessun bambino io cammino prendo un caffè al bar sto nel dehor leggo cose disgustose sul giornale ho il numero novantasette ma nessuno lo sa ho un nome qua fuori leggo il giornale nel dehor storie losche, mi portano il caffè. quando torno lo vedo da fuori l'ospedale penso che ieri ero in piscina facevo le mie vasche entro dall'entrata di servizio quella per i pazienti iniettati pazienti iniettati pazienti iniettati. c'è uno che mi mette lì sdraiata dice che l'esame dura un quarto d'ora. sto straiata. un quarto d'ora con una macchina sopra che mi passa a un centrimetro dalla faccia paziente iniettata. poi è finito mi dicono di scendere posso andarmene. sembra un autolavaggio questo posto, mancano solo le spazzole per il resto è un autolavaggio automatico il tipo sorride ne sente di battute questo, siamo pazienti uno via l'altro averà altro a cui pensare tutta questa roba presto sarò fuori non esisterà più, via da me, nel mondo dei caffè dei giornali quotidiani, nel mondo fuori. c'è un sole oggi da ciechi. vorrei comprarmi il ciclamino da mettere sul balcone perché arrampichi su perché arrampichi e profumi e delle rose a cespuglio che una volta alla casa non ci tenevo sarà il tempo che ci fa venir voglia di amare le cose intorno. la luce. |
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Ricordo che mi telefonò nel
Inserito da Tess il Gio, 2009-06-04 20:25Ricordo che mi telefonò nel pomeriggio. Io ero in ufficio e risposi come si risponde all’ennesima seccatura. Ricordo che era agitata: “Mi vogliono iniettare una cosa radioattiva. Non posso toccare bambini o anziani , fa male. Questi stronzi vogliono iniettarla a me?”. E continuò per diverse frasi di seguito a ripetere il concetto degli stronzi e della cosa radioattiva, nel suo Italiano strambo di cinese-bene-dihongkong. Le risposi che il rischio per lei aveva un senso, ne avrebbe ricavato il beneficio di una diagnosi più accurata, per gli altri sarebbe stato un danno secco.
Mi sorpresi della mia capacità di rispondere a quelle sue domande difficili, aveva questa abitudine di fare domande difficili.
Che io sappia non ha mai fatto quel test.