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Inserito da Enzo Coffani il Gio, 2006-12-14 15:05
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La nota "Dieta a zona" del dottor Barry Sears ha come centro di gravità teoretico la reazione ormonale scatenata dall'introduzione di cibo nell'organismo. Se tu assumi, con la dieta dissociata, solo carboidrati durante un pasto, avrai a breve un elevato picco glicemico sui il pancreas rimedierà secernendo un elevato livello di insulina che abbasserà oltremodo la glicemia, convertendo gli zuccheri in glicogeno e grassi. Tipica reazione alla dieta dissociata è un'incoercibile fame anche solo dopo un'ora dall'assunzione di abbondante pasto a base di soli carboidrati. Il dottor Sears sostiene che, per ovviare a questo evidente squilibrio dovuto ad un'eccessiva secrezione di insulina occorra assumere, nello stesso pasto, alimenti che inducano il pancreas a secernere glucagone, antagonista dell'insulina. In questo modo verrebbe mitigato il picco insulinico, rimarrebbero più zuccheri nel sangue, e meno zucchero verrebbe convertito in glicogeno e grasso. Tali alimenti sono precisamente la carne e le verdure. Per cui l'ottimale equilibrio ormonale insulina/glucagone si ottiene con il pane e companatico, pasta, carne e verdure, ma non secondo proporzione mediterranea ma assegnando ai carboidrati la percentuale che solitamente hanno le verdure.
Inserito da Enzo Coffani il Gio, 2006-12-14 12:32
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Questo è un regalo per V.
Inserito da Enzo Coffani il Mer, 2006-12-13 05:37
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Lo scrivente incontra sul suo cammino molti nemici giurati. Seguiamo il percorso di colui che ha maturato il desiderio di mettersi a scrivere per farsi leggere. Incontrerà subito il primo nemico che gli sussurrerà nell'orecchio, satana che non è altro: "Sei totalmente libero, nella sintassi, nei significanti, nel connotato, nel denotato, nella fonetica. Puoi inventarti le parole". Allora, il debole, sedotto da questa promessa d'infinita libertà, e magari ricordando che anche d'Annunzio s'era inventato una parola ( Undulna) verrà sopraffatto dalla falsa ebbrezza di una libertà senza confini. Costui è facile riconoscerlo perchè ignora la punteggiatura, considerandola un meschino espediente tradizionalista per imbrigliare la sua creatività. La consecutio temporum diventa un fastidio per mammolette, usa delle parole l'aspetto connotativo al posto di quello denotativo, senza preoccuparsi minimamente che l'aspetto connotativo di un significato necessita di un contesto fluido che va creato. Della fonetica gli importa poco oppure molto, ed in entrambi i casi sbaglia. Se gli piace la parola "esiziale", magari andrà anche a vedere sul dizionario che cosa vuole dire, ma poi la userà come aggettivo per "trascendente", perchè trascendente va sempre bene, è così evocativo. Allora sarà un attimo leggere, nei suoi componimenti poetici frasi come: "Nell'acquoreo primordiale sidereo sconto un esiziale trascendente". Non spiegategli mai, che il significato di esiziale richiede un ambiente di opposti, mentre il trascendente in quanto tale ne è esente: potrebbe mettervi le mani addosso. Anche perchè concetti, come abbiamo visto, inesistenti, resi in questo modo, servono a persone infantili la cui urgenza di comunicare sconta l'esiziale errore di non voler ascoltare, oppure leggere.
Inserito da Enzo Coffani il Mar, 2006-12-12 09:27
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Freud nel suo "Psicanalisi infantile", introduzione di Fausto Antonini, Newton Compton, la chiama "Urszene", tradotto in "Scena primaria". E' quel che può accadere, e cioè che il bambino veda, oppure oda, oppure ricostruisca per induzione, per averlo visto fare dagli animali, scene dal coito dei genitori. Ciò può essere più o meno grave, come tutte le cose. Infatti un taglietto sull'indice può essere una cazzata, ma non se sono emofilico ( peculiarità interiore) o se la lametta è infetta di qualcosa ( peculiarità esteriore).
Inserito da Enzo Coffani il Sab, 2006-12-09 06:23
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Nell'ultima scena di Zabriskie point esplodono, nel deserto, le forme della società consumista. Nella vita di ciascuno, forse, ma di sicuro nella vita di coloro che vivono come inseguiti prima o poi succede d'arrivare al punto Zabriskie. La mia convinzione è che condizioni cosmiche peculiari di questi ultimi anni rendano inevitabile ed evidente questo processo. Quando vivi come inseguito puoi correre più forte, o cambiare strada, o fermarti. Io e il mio amico Albert abbiamo vissuto da inseguiti, per questo eravamo ben nascosti, indistinguibili, diversissimi. Siamo stati molto presenti ma oggi lui segue la sua vita da una parte, io la mia, folle, dall'altra. Coraggioso, Albert, a 34 anni ha mollato tutto. Gran dinoccolato. L'ultima volta ci siamo trovati nel deserto insieme, in attesa. Ora abbiamo tutti e due da fare ma in quel periodo, dispersi. Come quando, in un caffè di Asolo vide danarosi con fanciulle bellissime al seguito e disse: "E mi sorprendo sempre a bisurarmi su di loro...". E' l'idea di invidiare acidamente ciò che veementemente contesti. Infatti, segretamente, ti bisuri ( da bisurata, la magnesia contro l'acidità) su di loro. O alla vista di un crocchio di pie donne affrettantesi oltre il sagrato, in un paese in riva d'acqua praticamente disabitato: "They're messing".
Inserito da Enzo Coffani il Ven, 2006-12-08 22:48
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Ho fatto l'esame di seconda elementare nel 1975. Il socialismo era come l'universo:in espansione. La maestra mi chiese di Massimiliano Robespierre. Le risposi che i Giacobini avevano ragione e che, Terrore o no la Rivoluzione Francese era stata una cosa giusta. La maestra non ritenne di fare altre domande. Ma abbiamo anche molti ricordi Di quel piccolo mondo antico fogazzaro: - l'astronave da trecento punti di Space Invaders - Enrico Berlinguer alla tv - le vittorie olimpiche di Alberto Juantorena In nome della Rivoluzione Cubana - i Sandinisti al potere in Nicaragua - il catechista che votava Pannella - gli amici del campetto passati dalle Marlboro Direttamente all'eroina alla faccia delle droghe leggere - i fumetti di Zora la vampira porno e la Prinz senza ritorno - il referendum sul divorzio e non capivamo perché Se vinceva il No il divorzio c'era e se vinceva il Si non c'era - Anna Oxa a Sanremo conciata come una punk londinese - i Van Halen - la prima sega - la vicina di casa, un travestito ai più noto come Lola che Mia madre chiamava Antonio con nostro sommo sbigottimento - Jarmila Kratochivilova - il Toblerone, qualcuno sa perché - una scritta degli ultras della Reggiana dopo il raid aereo americano su Tripoli negli anni ottanta.
Inserito da Enzo Coffani il Sab, 2006-12-02 16:48
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Pare che il Polonio sia presente nel fumo di sigaretta. A benefizio di tutti i fumatori che leggeranno questo dirò che io fumavo fino a tre anni fa più tre che due pacchetti di sigarette al giorno. Al punto che la mattina mi sembrava di soffocare se non prendevo una bella pastiglia di multivitaminico effervescente, o limite Polase o Supradyn e un doppio caffè senza zucchero. La mia dipendenza era tale che fumavo anche con l'influenza, che su di me si è sempre esplicitata in una persistente bronchite asmatica.
Inserito da Enzo Coffani il Ven, 2006-12-01 02:53
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Parecchi anni fa, il 1993, sfidando una nebbia densissima, con due amici, andai ad assistere al concerto di De Andrè al Ponchielli di Cremona. Arrivammo con un considerevole anticipo, e per forza, visto che volevamo cenare. Penammo un po' e alla fine trovammo scritto "Pizzeria". Entrammo e la visione fu magnifica: un immenso salone, un lampadario di cristallo enorme, le pareti ricoperte da un ondulato tendaggio panna, decorazioni liberty sopra la porta del bagno. Cameriera agghindata come una cocotte anni 30, solo che ne aveva sessanta. Tavoli apparecchiati con tre file di posate e quattro bicchieri, fiori freschi a centrotavola. C'era scritto solo pizzeria, vero? ci diciamo. Solo pizzeria. Tre pizze ordiniamo e dopo venti minuti, non ci crederete, arrivano le pizze: si tratta di quelle orribili pizze che spopolarono verso la fine degli anni settanta, si vendevano a buste, 15 cm di diametro, disgustose da riscaldare e per pietà, guarnire. Si potrebbe fare un parallelo con le speedypizza di oggi, ma quelle erano per certo di peggior qualità. Ebbene, quelle ci portarono. A quell'età, di fronte ad un affronto simile, non sai cosa prevalga: se la voglia di rovesciare il tavolo ed andartene o di ridere. Un mio amico fa: "stiamo calmi che questo è uno di quei posti che esistono solo una sera. Torna qua domani e ci trovi un'autorimessa." Uno stargate, un varco fra dimensioni (che contano, altrochè). Insomma, chiniamo il capo sull'osceno pasto quando uno strisciare evidente di ciabatte attira la nostra attenzione: nel centro del salone s'è manifestato un vecchio in pigiama, trascinante una coperta. E dice: "ISA! Me so pisat ados"( trad. Isa, mi sono pisciato addosso). Paghiamo, usciamo sbigottiti, entriamo in teatro, prendiamo posto in platea. Non mi sono ancora seduto che un giaccone proveniente dalla galleria mi cade addosso mentre il teatro è invaso dalla sonorissima bestemmia del proprietario del montone. Quel che vi ho appena narrato mi è venuto in mente perchè un singolare bar che frequento quando vado al cinema me l'ha richiamato alla memoria. Innanzitutto, quando entri puoi apprezzare delle appliques margherita tipiche per decorare le gallerie dei teatri negli anni venti. Poi, la formazione del Brescia 1972 a tutto poster e poi una gustosa vetrinetta di bambole da collezione di porcellana. Bancone: Macallan dal 1969 al 2004, Pernod, Ricard(!!!) Biancosarti, Don Bairo, ci manca l'acqua di Vichy e poi ti sembra di essere in pieno proibizionismo americano. Ma quel che importa è il barman: piccolo e velocissimo, al punto che temi di poter scoprire il suo segreto, sporgendoti in avanti:moncherini di gambe fissati ad un nastro trasportatore dalla macchina del caffè al limitare opposto del bancone. Costui è ripetitivo, per cui ora vi riporto la conversazione che interviene, sempre uguale, quando vado a bere il caffè prima del film:
Inserito da Enzo Coffani il Mer, 2006-11-29 16:29
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Da piccino mi dicevano di non andare al fiume a nuotare perchè c'erano i mulinelli. Giusto, se sei piccino non devi nuotare. Poi, però, la paura dei mulinelli, una volta cresciuto, ti vieta il nuoto e questo non è giusto. Comunque, il vortice ti prende poco a poco: se te ne accorgi subitissimo sei molto sensibile e con qualche forte bracciata esci dal suo campo. Ma se non te ne accorgi più che subito iniziano i problemi.
Inserito da Enzo Coffani il Ven, 2006-11-24 12:07
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una curiosità riguardante Van Gogh: nel libro di cui ancora per una settimana disporrò si avanza una teoria, peraltro ben documentata, sul perchè ad un certo punto si recise l'orecchio. E già qui, la grancassa giornalistica di allora come oggi esagera il fatto: si recise solo il lobo, non l'intero padiglione. Gli è che Van Gogh, sulla scorta della folgorazione che ebbe per le stampe japponesi di Hokusai, o le xilografie di Tokoyuni terzo e Hiroshige, volle approfondire globalmente il pensiero della terra d'oriente che aveva originato tali maestri. |
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