|
|
||
|
Benvenuta/o in OCE. Ocevillage Contenuti più visti Navigazione Login utente Stanze OCE Cerca negli archivi Chatbox Vuoi fare 2 chiacchiere con gli ociani? ...entra in parleria! ArabicNewz NewZ
Galleria ociana... con gli occhi della Gran Madre |
Inserito da V il Mer, 2008-02-20 14:20
hommage | maldestre imitazioni | migliori | perdenti | Racconti
Che cos'è lo sport? Lo sport risponde a questa
con un'altra domanda: chi è il migliore?
Parole di Roland Barthes, nei testi del documentario di Hubert Aquin "Che cos'è lo sport?".
Ma a questa domanda, che risale ai
duelli antichi, lo sport conferisce un nuovo
significato, perché l'eccellenza dell'uomo,
in questo caso, viene misurata in base
alle cose. Chi è il più bravo a vincere
la resistenza delle cose, l'immobilità della natura?
Chi è il più bravo a manipolare il mondo
e darlo agli uomini... a tutti gli uomini?
Sono quasi certo che Hook non ha mai avuto l'occasione di sentire queste parole, ma credo che sarebbe in lieve disaccordo con il grande semiologo, e probabilmente lo esprimerebbe con articolati concetti a base di "fuck", "nigga" e "shiz".
Perché Hook era il migliore, ma non gli è servito a niente. Hook non ha portato il fuoco agli uomini, Hook non ha difeso il suo villaggio, Hook non ha scaldato il cuore di altri. Hook era il migliore, ed ha sempre perso.
La NBA. Il campionato dei sogni per chiunque giochi a pallacanestro: la fama, la gloria, le telecamere. Ma soprattutto, per chi viene dalla strada, i soldi. Centinaia di migliaia, milioni di dollari: il salario minimo per chi è al primo anno è 385.000 dollari più spicci, e aumenta per ogni anno trascorso nella lega. Chi ce la fa per dieci anni, guadagna almeno un milione di dollari l'anno.
Soldi che possono cambiare la propria vita e quella di tutta la famiglia, tirarti fuori dal ghetto, toglierti dal volante di qualche macchina scassata dotata del solo optional di una pistola nel cruscotto per farti sedere nel retro di una limousine con autista. La NBA è piena di queste storie: storie di ghetti, giovinezze per strada, padri ignoti. Storie di gente che viene da luoghi il cui nome è già una minaccia: Compton, South Central, Harlem, Oakland. Origini e modi di vita che si riverberano nei comportamenti sul campo: caratteri difficili, aggressività agonistica sopra le righe, tatuaggi, rabbia.
Ma le storie sono per quelli che ce l'hanno fatta, che malgrado tutto sono arrivati in cima e che adesso stanno sotto le luci. Attorno a loro, nella penombra delle possibilità inespresse, crescono le leggende. Leggende su giocatori di playground più forti di chiunque altro mai visto, di campioni bruciati sulla strada, di immensi talenti sepolti nella suburra criminale delle grandi città.
Come quella di Hook. Nato Demetrius Mitchell l'11 settembre 1968 ad Oakland, California, e divenuto subito Hook grazie al soprannome che gli diede la nonna per via della testa a punta che lo faceva, a suo dire, sembrare un attaccapanni. |
Bacheca
Commenti recenti
TrillOce Scarica GRATIS la TUA suoneria. SUONERIE di TRILLOCE Le parole di oce Io linko attè. Tu linki ammè? Gonzo report Veni Vidi Video La Gran Madre di Oce preserva in questo luogo le sue eugeniche espressioni di arte allo stato brado. Time Sondaggio |