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Inserito da Slowhand il Ven, 2008-05-30 08:38 | | | |

Il TAR ha -alla buon'ora- riconosciuto la fondatezza di ciò che io e qualche altro civis romanus sosteniamo da anni, e cioè che le strisce blu (i parcheggi a pagamento) di Roma sono state realizzate in modo illegale, basandosi su definizioni illogiche e ideologicamente "accomodate" al fine che si voleva raggiungere. Detto in altri termini, significa che in questi anni il Comune di Roma ha sottratto indebitamente milioni di euro dalle tasche dei cittadini, senza fornire in cambio alcun servizio, profittando vergognosamente di una posizione di potere che, di fatto, dietro lo scudo di una parvenza di legalità, realizzava un vero e proprio sopruso. Quando ero piccolo mi hanno insegnato che la prepotenza ammantata di legalità era "fascismo"; devo quindi concludere che in questi anni Roma è stata governata dai fascisti?

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Inserito da Slowhand il Mar, 2007-12-11 15:21 | | | |

 

Scrive, su Effedieffe del 2/12, Maurizio Blondet:

E già che ci siamo, vi diamo un'altra notizia a sfondo religioso che sarà sicuramente censurata.
Questa, che è stata diramata dal Catholic News Service: «Un libro rilegato con la pelle di un gesuita sta per essere messo all'asta in Inghilterra» (2).
Avete capito bene.
Il gesuita trasformato in rilegatura si chiamava padre Henry Garnet, ed era forse il generale dell'ordine nell'Inghilterra del 1605, all'epoca del «Complotto delle Polveri», lo storico e falso attentato alla vita del re Giacomo I di cui i protestanti approfittarono per massacrare i «papisti»: almeno 70 mila cattolici furono sterminati.
L'accusa era di aver cercato di far saltare in Parlamento britannico con 36 barili di polvere da sparo, scoperta in tempo, per vendetta contro Giacomo I che aveva promesso di porre fine alla persecuzione dei cattolici e non aveva mantenuto la promessa.
Secondo la versione oggi ammessa, Giacomo meditava lui stesso di tornare, e far tornare la Corona, sotto la Chiesa, e ne fu impedito dalla «scoperta dell'attentato» contro di lui (un altro antecedente dell'11 settembre).
Fatto sta che padre Garnet, che era confessore di alcuni dei congiurati ma negò la sua partecipazione al complotto, fu condannato ad essere impiccato, «tratto» (ossia trascinato da cavalli) e «squartato» (due tiri di cavalli avrebbero dovuto smembrarne il corpo, tirando da una parte e dall'altra).
L'esecuzione del martire ebbe luogo il 3 maggio 1606 davanti alla cattedrale di San Paolo a Londra. Dalla folla, diverse persone impedirono al boia di squartarlo da vivo; alcuni si appesero alle sue gambe per affrettarne la morte da impiccagione, onde preservarlo dagli orrori dello squartamento. Forse erano cripto-cattolici che si fecero coraggio, in quella che fu una delle pagine peggiori, quasi staliniane, della storia inglese.
La sua pelle fu conciata e servì a rilegare il libro oggi messo all'asta dalla Casa d'Aste Wilkinson nel Doncaster.
Stampato da Robert Barker, lo stampatore reale, il libro racconta il processo e l'esecuzione del gesuita, come spiega il titolo: «A True and Perfect Relation of the Whole Proceedings Against the Late Most Barbarous Traitors, Garnet a Jesuit and His Confederates».
Sid Wilkinson, il banditore della casa d'aste, ha spiegato come appare il volume: «La copertina è un po' sinistra, perché la pelle vi appare con molte pieghe e macchie, e si capisce che viene da una testa barbuta».
Ha aggiunto che era frequente, all'epoca, rilegare gli atti dei processi con la pelle dei condannati liquidati.
«Cose del genere si trovano nei musei».
Cominciava la civiltà occidentale sotto egemonia anglosassone.
Ma i media non ve ne parleranno.
Parleranno invece dei crimini dell'Inquisizione.

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Inserito da Slowhand il Mer, 2007-04-11 09:07 | | | | | |

"Non possiamo capirlo; ma possiamo e dobbiamo capire di dove nasce e stare in guardia. Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario."

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Sono passati vent’anni da quando Primo Levi ha lasciato questo mondo che tanto lo aveva ferito, e che tanto aveva indagato con occhio lucido e attento.

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Inserito da freccianera il Lun, 2007-03-12 12:04 | | |

No, questo non è un lavoro per Pecoraro Scanio. Il Lupo che muore non è un problema da ambientalisti, qui il lupo è un cristiano in carne, ossa e medaglie.

Domenico Troilo il nome del "Lupo". Ormai leggenda la sua vita, il lupo è morto ieri a 84 anni. Capo della "Brigata Majella", formazione partigiana dell'Italia centrale, Domenico Troilo guidò fino al Nord i suoi uomini nella marcia di liberazione dal nemico invasore. Memorabili le sue imprese, tra le tante la presa di Bologna il 21 Aprile 1945.

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Inserito da Slowhand il Ven, 2007-03-09 11:54 | | | | | |
Non ha avuto neanche un nome convenzionale, di quelli che i giornali danno, che so, alle vittime di una violenza sessuale “questa è la storia di Pierguidobaldo –il nome è di fantasia- che a 10 anni è stato violentato dal patrigno…”.
E’ stato l’ultimo insulto, l’estrema, definitiva, negazione della sua esistenza, del suo essere “qualcuno” di per sé. I deportati dei lager perdevano il nome, ma avevano almeno un numero: non erano più “qualcuno”, venivano degradati a “qualcosa”: ma si prendeva comunque atto della loro esistenza.

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Inserito da Slowhand il Lun, 2007-02-26 17:01 | |
(ovvero, il giornale più trendy che c’è)
Più che tanti discorsi sul lavaggio del cervello cui gli italiani sono sottoposti da un sistema di informazione tendenzioso e servile, vale forse l’esperienza diretta. Il giorno in questione è il mercoledì 21 febbraio, che nelle cronache di Italia verrà ricordato come quello della caduta (temporanea?) del Prodi II per il voto sull’Afghanistan.
L’aria era quella che era, e “La Repubblica” mette, giustamente, a centro pagina l’ultimatum dell’improvvido (ma lo sarà davvero? Mmmm….) D’Alema. Ma, sparse in giro per le 68 pagine di cui si compone il giornale, ci sono notizie, notiziole e commenti di ogni genere. Ed è su questi che sarà il caso di soffermarsi un attimo.

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Inserito da freccianera il Gio, 2007-02-22 19:14 | | | |
Abdel Karim Suleiman così si chiama il ragazzo della foto.
Abdel ha 22 anni, è egiziano, di Alessandria, non quella della nebbia ovvio, ha un blog questo e tanta voglia di vivere ed esprimere il proprio pensiero. Sul suo blog campeggia un banner che dice più o meno: in memoria di Chritsoph Probst decapitato il 22 febbraio 1943 per aver detto no ad Hitler e sì alla verità ed alla Giustizia.

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Inserito da Slowhand il Gio, 2007-01-25 12:19 |

Nelle sue “Dissertazioni Morali” Giacomo Leopardi ricorda un divertente episodio che vide protagonisti Marco Tullio Cicerone (che, passato alla storia come oratore noiosamente instancabile e politico severo, era invece uomo assai spiritoso, a volte persino in eccesso) e Decimo Laberio, autore di successo di numerose opere di mimo (per dare un idea, oggi forse scriverebbe per il Bagaglino) nelle quali aveva spesso recitato di persona (attività che allora era considerata dai romani -e lo sarà, per lunghi secoli, anche dopo di loro- disdicevole e servile), ed era stato per questo, con grande scandalo, innalzato al rango di cavaliere. La storiella è questa: si rappresenta una sua commedia, Laberio va in teatro e fa per accomodarsi nei posti riservati ai cavalieri. Gli altri cavalieri già seduti, che lo ritenevano un indegno parvenu -per via, appunto, della sua professione di attore-, vedendolo avvicinarsi manovrano per disporsi in modo tale da non lasciargli posto; così che quando Laberio finalmente arriva nei pressi, non trova da sedersi. Al che Cicerone, non volendo perdere l’occasione di prenderlo un po’ in giro, gli fa: “Scusa, sai, ma qui siamo già tanti, e per altri non c’è posto”, volendo alludere così alle circostanze della nomina di Laberio. Ma Laberio, altrettanto dotato di spirito, non si fece scappare il suo momento, e, caso forse unico, ammutolì il grande oratore: “Tullio, me lo dici proprio tu, che tieni sempre il culo su due sedie?”, rispose infatti il commediografo, rinfacciando all’arpinate la sua opportunistica “equidistanza di mediazione” tra i due partiti in lotta per il potere, che lo portava a non assumere mai una posizione definita.

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Inserito da freccianera il Lun, 2007-01-15 13:37 | |

Un'altra rocambolesca bravata del canuto più crinodotato della storia.

Zilvio, dopo averci condotti per un quinquennio di successi nazionali e internazionali, e dopo aver risollevato le sorti della Patria, e dopo averci fatto guadagnare un seggio al consiglio di sicurezza dell'ONU e dopo averci fatto fare una delle migliori figure, da Caligola in poi, all'epoca della presidenza dell'Uione europea, e dopo averne fatte di cotte e di crude per non finire miseramente in galera, ci sbalordisce tutti con questa sua ennesima trovata: l'Italia è antiamericana!!!

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Inserito da freccianera il Dom, 2006-12-03 12:51

Zilvio è tornato, col suo cappellino da capo dei buttafuori.

E' tornato per liberarci tutti dai communiscti che ci mettono le tasse e ci tolgono la libbertà. E' tornato finalmente, dopo il semicoccolone, più bello e più ggiovane di prima, per dirci cose fondamentali per la nostra crescita interiore, ci ha detto di come lui voglia portare innanzi l'amore, portando innanzi, la libertà.

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